Il dolore
Litiga con le vicine e spara: una muore
GROSSETO. Litiga con le vicine di casa per futili motivi e poi spara, una è morta, l'altra è rimasta ferita di striscio. L'uomo, Francesco Serreti, un infermiere in pensione di 65 anni è stato arrestato per omicidio e porto abusivo di armi. La donna morta si chiamava Gabriella De Simoni, aveva 69 anni. E' stata colpita alla testa; l'altra, di 34 anni, è rimasta ferita di striscio al braccio e a una gamba. E' accaduto nel pomeriggio nel piccolo borgo di Case Dondolini nel Comune di Santa Fiora (Grosseto). Secondo quanto ricostruito dai carabinieri l'uomo ha avuto una lite con le due donne forse per problemi di vicinato mentre erano intorno a una fonte di acqua del piccolo borgo sull'Amiata.
SANTA FIORA. L'ha uccisa sparandole alla testa a bruciapelo con una pistola, e con la stessa arma ha sparato due colpi a una giovane donna che era con lei ferendola di striscio solo perchè un'altra donna ha colpito la pistola puntata un attimo prima che sparasse. Poi l'arma si è inceppata e allora ha afferrato un tubo che qualcuno aveva lasciato lì accanto e ha inveito sulla donna più grave, a terra in una pozza di sangue. Poi ha gettato via pistola e tubo e se n'è andato, allontanandosi nel bosco di castagni e girellando nel parco attorno a casa sua.
Una tragedia scoppiata improvvisa, a metà pomeriggio di ieri, a Casa Dondolini; poche abitazioni sperdute nei boschi dell'Amiata lungo una stradetta sterrata che si immette nella provinciale che collega Santa Fiora a Castell'Azzara, a un paio di chilometri di distanza, poco prima della frazione di Selva. A sparare è stato un infermiere in pensione di 65 anni, Francesco Serreti, originario di Rosarmo in provincia di Reggio Calabria, che aveva lavorato fino a una decina di anni fa a Milano. Poi, assieme a sua moglie Luciana, che lavorava come ostetrica nello stesso ospedale, avevano deciso di venire a vivere sull'Amiata. Per stare in pace.
Un ragionamento analogo aveva portato a Case Dondolini Gabriella De Simoni, 68 anni, la donna uccisa, che era arrivata qualche anno fa da Roma assieme al marito, Giorgio Belluomini, ex docente di chimica alla Sapienza.
Vivevano in due case l'una accanto all'altra, il Serreti e la De Simoni. Separate da un ampio giardino e da un campo. Due delle scarse case di questo borgo sperduto dove pochi altri stanno, fatta eccezione per i proprietari di un agriturismo, Marianna Dondolini, 33 anni, l'altra donna rimasta ferita dagli spari, suo marito Alberto Bellocchi e la madre di Marianna, Livia Salvelli.
Una tragedia che è esplosa improvvisa, verso le 16 di ieri, nello spiazzo della borgata, proprio accanto a un fontanile. Gabriella De Simoni, Marianna Dondolini e la Savelli - secondo la prima ricostruzione dell'accaduto - stavano parlottando fra sè. Il Serreti, che era a qualche decina di metri di distanza, deve aver creduto che stesso parlando male di lui, o che discutessero di un processo per lesioni che lo vede imputato fra qualche giorno, nel quale madre e figlia sono testimoni. Fatto sta che l'uomo ha avuto un improvviso scatto di follia. Si è avvicinato impugnando la pistola si è gettato su Gabriela De Simoni urlando «la faccio finita», l'ha afferrata per il collo con una mano e con l'altra le ha puntato la pistola alla testa. Un colpo e Gabriella De Simoni si accascia a terra. Le altre due donne hanno urlato e l'assassino ha puntato la calibrto 22 contro Marianna. Ma nell'attimo in cui stava per sparare la madre della giovane, Livia Savelli, gli si è gettata addosso e ha deviato i due colpi che hanno raggiunto solo di striscio Marianna a un fianco e a un braccio. Non contento il Serreti ha brandito un tubo che qualcuno aveva lasciato sul fontanile e ha infierito sulla donna ferita alla testa.
Poi, placata l'ira, ha gettato via pistola e tubo e si è allontanato sparendo nel bosco.
E' stato il marito di Marianna a dare l'allarme e a chiamare il 118. L'elisoccorso è arrivato a tempo di record ma non ha potuto decollare a causa di banchi di nebbia. E allora la De Simoni è stata caricata su un'ambulanza per essere portata a Siena. Ma è spirata durante il tragitto. Marianna Dondolini invece è stata medicata in ospedale.
L'assassino è stato trovato dai carabinieri di Santa Fiora e del Nucleo Radiomobile di Arcidosso mentre vagava attorno a casa. Aveva ancora il volto macchiato di sangue. Si è fatto portare via senza opporre resistenza. Mentre lo arrestavano ha farfugliato poche frasi: «Mi è girata la testa. Sono andato fuori... Non so cosa mi è preso». Le indagini sono state condotte personalmente dal capitano Massimo Turlà, comandante la Compagnia dei carabinieri di Arcidosso sotto il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica, dottoressa Rosa Valotta.
Non era la prima volta che l'ex infermiere aggrediva la De Simoni. Ruggini vecchie e problemi di vicinato erano da anni causa di liti ed esplosioni di violenza. Ieri quelle liti sono sfociate in un delitto. Della follia. Ma forse covato da tempo.
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