Il Tirreno

Grosseto

Bonifazi esce indenne dal flop della sinistra

Opposizioni all'attacco del Comune ma il sindaco conferma la maggioranza

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GROSSETO. La spallata non c'è stata, Emilio Bonifazi resta saldamente in sella. Anzi, dalla batosta della sinistra esce rassicurato nei rapporti di forza interni allo schieramento che lo sostiene. Il centrodestra cresce ma è ben lontano dalla soglia di governo.
 Interpellato, il sindaco nega questa lettura, rifiuta di una sovrapposizione tra il voto politico odierno e quell'amministrativo di due anni fa. Ma il confronto tra i due risultati elettorali è all'ordine del giorno.
 Il guanto della sfida era stato lanciato da Luca Agresti, il responsabile di An, proprio alla vigilia della consultazione. Viene ribadito anche in queste ore.
 AGRESTI. «La coalizione che sostiene il sindaco Emilio Bonifazi, alla Camera (che è il voto più vicino a quell'amministrativo), è andata sotto il 50%, proprio come prevedevamo. Questo, alla luce delle considerazioni dei giorni scorsi, mi pare un dato da approfondire, da valutare. Fossi nel primo cittadino avvierei una riflessione seria...». Luca Agresti, presidente di Alleanza Nazionale, in questa tornata elettorale cercava da tempo la spinta per assestare una spallata alla giunta. Stefano Dragoni (Forza Italia) fa i conti: «la cifra ottenuta dal Pdl a Grosseto e in Maremma rappresenta un risultato davvvero buono, diversi punti percentuali al di sopra della media regionale ottenuta dalla coalizione. Il risultato, quindi, al di là dei parlamentari espressi, è incoraggiante anche in prospettiva. Miglioriamo ovunque e ce la giocheremo l'anno prossimo per la guida della Provincia».
 BONIFAZI. «Sono elezioni politiche - sostiene il sindaco Bonifazi - con un sistema elettorale che porta i due schieramenti a non raggiungere il 50%. Impossibile e ingiusto tradurle in ambito comunale». Il sindaco ripete che il suo orizzonte «resta l'attuale consiglio comunale con il quale continuerò ad avere un rapporto di collaborazione e rispetto». E aggiunge: «Portiamo avanti il programma di legislatura con questa maggioranza. La nostra azione amministrativa va avanti fedele a quel programma e a quelle numerose espressioni di fiducia che quasi due anni fa ci testimoniarono tanti grossetani». Bonifazi si concede un'ultima considerazione: «Dalle urne emerge in aumento la percentuale dei non votanti. Questo mi sembra un dato preoccupante per la nostra società».
 TERREMOTO. Anche se nell'immediato non sembra cambi nulla a livello amministrativo, è però certo che il peso delle componenti è mutato. Gli elettori hanno imboccato una strada bipolare ed hanno azzerato i partitini. Ed è evidente che alcuni partiti della maggioranza oggi appaiono sovradimensionati rispetto alla loro rappresentanza elettorale.
IL CASO TEI. I due socialisti, Tei e Falletti, stanno per aggregare al proprio gruppo consiliare due consiglieri del gruppo Angius, Massimiliano Paolucci e Maurizio Perrone. Quattro seggi senza base elettorale.
ASSESSORI FLOP. Due assessori, Marco Barzanti e Simone Ferretti sono ormai generali senza esercito.
CONSIGLIERI FANTASMA. Stesso discorso vale per due consiglieri che hanno stretto un patto d'azione comune: Fiorenzo Linicchi del Pdci e l'ex disessino Unico Rossi. Il risultato elettorale di ieri fa seriamente traballare le sedie di consigliere comunale. Idem, per altri versi, il seggio di Maurizio Zaccherotti.
 LA DESTRA. Inatteso il risultato della destra di Storace: in città supera il 4% dei consensi. Quasi lo stesso peso dell'Unione di Centro. Voti sottratti ad Alleanza Nazionale.
 INCENERITORE SÌ. A Follonica e a Scarlino l'impianto di cogenerazione era stato uno dei temi di maggiore attrito. Il Pd è favorevole, la Sinistra contraria.
 Il risultato delle urne è stato particolarmente netto. Il Pd ha superato il 45%, ben oltre il dato dell'Ulivo del 2006. Per gli anti cogeneratore la sconfitta è pesante.

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