Il Tirreno

Grosseto

Diventa milionaria con le squillo

Barbara Uloremi
Diventa milionaria con le squillo

Brasiliana reclutava connazionali per farle lavorare a Orbetello

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ORBETELLO. Una mamma preoccupata denuncia il via vai di uomini davanti alla scuola dei figli, i carabinieri vanno a dare un’occhiata e scoprono un fiorente e lucroso giro di prostituzione internazionale, sulla rotta Brasile-Orbetello. Ecco servita l’operazione “Scacco Matto”, condotta dai militari del comando lagunare e conclusa con l’arresto della donna, una brasiliana, che aveva organizzato e che gestiva il traffico. Tutto comincia circa otto mesi fa, quando una madre, avendo notato uno strano via vai di uomini davanti alla scuola elementare dei figli, a Orbetello Scalo, si rivolge preoccupata ai carabinieri della stazione di Albinia. «Dopo la segnalazione - spiegano i militari orbetellani - sono partite le indagini a carico di una signora di 38 anni di origine brasiliana, che da più di otto anni vive a Orbetello, prima residente ad Albinia, poi trasferitasi allo Scalo in quanto “innamorata” della Laguna». Otto mesi di appostamenti e videoriprese, che negli novanta giorni hanno fornito tutti i riscontri neccesari e e a fine febbraio hanno fatto scattare la custodia cautelare per Rita Maria Cruz da Conceicao, da tutti conosciuta come Rita.

«L’operazione - affermano dal comando lagunare - è stata resa nota solo adesso in quanto, da fine febbraio fino a oggi, siamo stati impegnati in ulteriori accertamenti e indagini patrimoniali». I carabinieri hanno scoperto che Rita si recava spesso in Brasile dove reclutava, presso famiglie molto povere, ragazze particolarmente piacenti di età compresa fra i 25 e i 30 anni, per portarle in Italia e avviarle alla prostituzione. Al piano terra di un palazzo popolare, uno come tanti, dove vivono moltissime famiglie normali, si svolgeva l’attività di prostituzione. Rita ospitava le proprie dipendenti pretendendo da loro 100 euro al giorno, che lavorassero o meno. Le madri dello scalo vedevano a qualunque ora del giorno un gran via vai di uomini, una clientela di ogni età ed estrazione sociale, da persone mature a ragazzini, che venivano da tutta la provincia attirati da annunci “economici” più o meno espliciti pubblicati su riviste e giornali. Rita, poi, risultava avere un reddito annuo di 1200 euro, ma i carabinieri, passando al microscopio i suo beni, hanno scoperto un piccolo tesoro: tra appartamenti, azioni e conti correnti Rita possiede un capitale di circa un milione e 200mila euro.

Ora i beni della signora sono stati individuati e congelati, e i militari hanno fatto richiesta alla magistratura di poter sequestrare l’ingente patrimonio. L’abilità degli uomini dell’Arma è stata anche quella di convincere le vittime dello sfruttamento a parlare. «I miei uomini - dice il Tenente Moro, capo del Norm - hanno individuato cinque ragazze alle dipendenze di Rita, sottoposte a pressioni e minacce. La situazione si è fatta ancora più pericolosa quando alcune di loro hanno iniziato a farsi una vita quaggiù, si sono fidanzate e lo stato d’animo dei loro uomini non era certo sereno». Ora quattro delle cinque ragazze sono state rimpatriate, mentre per una di loro la brutta avventura sta per avere un lieto fine, coronato da un matrimonio con il proprio fidanzato italiano. Rita, invece, dovrà rimanere nel carcere di Civitavecchia, dove alloggia sin dallo scorso febbraio.

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