Il Tirreno

Grosseto

VILLAGGIO ABUSIVO

Baraccopoli nel paradiso chic

Barbara Uloremi
Baraccopoli nel paradiso chic

Ad Ansedonia un villaggio di roulotte e capanni

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ORBETELLO. Una baraccopoli nella duna di Ansedonia, paradiso ambientale supertutelato e località “molto chic”. A due passi dalle sontuose ville dei big di finanza, spettacolo e politica, un piccolo esercito di abusivisti ha tirato su una specie di orrido villaggio fatto di roulotte ancorate al suolo o nascoste sotto capanni. Ora, dopo sei mesi di indagini, i carabinieri di Orbetello hanno denunciato 66 persone a piede libero, per reati connessi all’abusivismo edilizio e violazione di norme ambientali. E di più: come in precedenti inchieste simili nella zona, anche in questo caso gli indagati - quasi tutti “forestieri” - rischiano di vedersi punire con l’obbligo di dimora fuori della provincia di Grosseto. Insomma, col divieto a rimettere piede nelle loro “casa vacanza”. La vicenda del presunto campeggio abusivo, oggi ridimensionato alla definizione di baraccopoli, comincia in agosto, quando un cittadino va in Comune a denunciare la presenza di numerose roulotte e l’assessore all’urbanistica, Rolando Di Vincenzo rende pubblica la denuncia. A quella segnalazione segue la costituzione di una task force contro gli abusi edilizi, voluta dal Comune di Orbetello e costituita da diverse forze dell’ordine.

Nel corso dei mesi si sviluppa un ampio controllo a tappeto, che da Orbetello si estende all’intera costa maremmana. Oggi gli accertamenti sulle dune della Tagliata hanno portato alla denuncia di 66 persone, la maggior parte delle quali non residenti a Orbetello. «La zona della duna di Ansedonia - spiegano dal comando carabinieri - è sottoposta al più alto grado di vincolo paesaggistico e naturalistico, ma, nonostante ciò, sono state rinvenute numerose roulotte, alcune di queste ancorate al suolo, altre poste sotto dei capanni che costituiscono un abuso. I fabbricati sono evidentemente privi di qualsiasi titolo autorizzativo, tra l’altro mai concedibile poiché trattasi di zona sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico assoluto». I denunciati rischiano il divieto di dimora nel Comune, una sorta di “esilio” che, non molto tempo fa, è stato inflitto ad alcuni residenti di Monte Argentario, denunciati per reati simili. «Alla magistratura competente - proseguono dal comando dell’Arma - è stato chiesto di concedere decreto di accesso e ispezione ai luoghi, per poter stabilire con certezza la titolarità delle proprietà insistenti sul posto. Una volta stabilite le responsabilità da parte dei titolari delle “abitazioni” - concludono i militari - si procederà, come già accaduto per Monte Argentario, a valutare l’eventuale richiesta di applicazione di misure cautelari».

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