Il Tirreno

Grosseto

Per le tratte in perdita lo Stato paghi il servizio

Federico Lazzotti
Per le tratte in perdita lo Stato paghi il servizio

L'assessore Bovicelli: «Puntano solo sull'alta velocità»

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GROSSETO. Trenitalia vuole soldi dal Governo o dagli Enti locali, altrimenti continuerà a tagliare i treni e i servizi che non ritiene economicamente remunerativi come ha fatto con l’intercity Grosseto-Milano a partire da aprile e come farà con tutta probabilità dal mese di giugno con l’Eurostar che collega la Maremma con Roma. Il concetto, seppur con altre parole, lo ha ripetuto ieri anche l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, l’uomo a cui Fs ha affidato la riorganizzazione delle tratte e i conseguenti tagli. «Noi siamo pronti ma manca la benzina», ha detto Moretti, a margine del convegno di Eunomia in corso a Firenze, parlando dei cosiddetti servizi universali, vale a dire le tratte non remunerative per cui si attende il contributo pubblico. «Se lo Stato ritiene - ha spiegato Moretti - di sostenere quel tipo di servizio con i corrispettivi dovuti, noi siamo pronti. C’è bisogno di treni più nuovi, soprattutto nelle grandi città e nelle ore di punta.

Non si capisce come la Francia abbia inserito nel suo piano per il miglioramento del servizio 4,5 miliardi, la Germania 5,5 e in Italia ancora non ci siano certezze. Siamo in ritardo di dieci anni», ha fatto notare. «Non chiediamo niente - ha concluso l’amministratore delegato di Fs - per i servizi che operiamo in regime di mercato e dove c’è una sufficiente domanda. E’ evidente che per altri tipi di servizi, quelli che non hanno redditività per l’azienda, è necessario che qualcuno intervenga per acquistarli. E’ una cosa normale che avviene in tutto il mondo». Ecco spiegata la scelta di Fs di tagliare il collegamento diretto tra Grosseto e il capoluogo lombardo e l’appello delle Ferrovie alle istituzioni locali affinché mettano mano al portafoglio nel caso ritengano necessario il servizio. «Il vero nodo della situazione - spiega l’assessore provinciale ai Trasporti Sergio Bovicelli - è che Trenitalia vorrebbe occuparsi solo dei collegamenti ad alta velocità. Quello di continuare a tagliare tratte e servizi è una forma di ricatto, soprattutto durante la campagna elettorale, per cercare di avere più finanziamenti possibili dallo Stato nella prossima legislatura».

E intanto Grosseto e tutta la Maremma continua a perdere sia servizi passeggeri che quelli merci. «Negli ultimi dieci anni - prosegue Bovicelli - è stato un susseguirsi di tagli in ogni settore. Prendiamo le piccole stazioni: Alberese, Chiarone, Talamone, tutte chiuse. E le biglietterie aperte soltanto poche ore al girono. Infine il traffico merci che invece di aumentare per alleggerire quello su gomma è in continua diminuzione da anni. L’unica speranza in questo settore è che i privati, come stanno facendo in alcune zone del Paese acquistino alcune tratte e le gestiscano in autonomia».

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