Il dolore
Testa nel water al primo della classe
Sospesi per 3 giorni ma dovranno stare 5 ore in biblioteca
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PORTO ERCOLE. Umiliato perché a scuola aveva tutti ottimi e in classe cercava di mettersi in evidenza. Ad ascoltare genitori e docenti, sembra questo il motivo dell'episodio di bullismo avvenuto la settima scorsa nella scuola media di Porto Ercole ai danni di un ragazzino di dodici anni.
Mettergli la testa dentro al cesso, sputarci dentro dopodiché tirare lo sciacquone è stata la punizione che il dodicenne ha dovuto subire perché a scuola era «uno dei più bravi e non faceva niente per nasconderlo», dicono sottovoce in paese.
Il «No» che ha scatenato l'ira dei compagni risalirebbe a una decina di giorni fa: il compito è difficile e qualcuno in classe non riesce a rispondere ai quesiti. Lui, invece, lo completa in poco tempo. Forse i compagni gli chiedono un aiuto, magari cercano di sbirciare sul suo foglio l'esatto svolgimento del test.
E' possibile che sia bastato mettere un gomito sul compito per cercare di coprire le soluzioni ed ecco che il ragazzino si è fatto un nemico, forse di più. Dinamiche semplici, quasi banali, «cose tra ragazzi» si direbbe, che hanno portato però a spiacevoli conseguenze sia dentro che fuori dalla scuola frequentata da un'ottantina di alunni divisi in quattro classi.
La vendetta infatti è arrivata pochi giorni dopo durante l'intervallo quando nella classe frequentata dal ragazzo è entrato un compagno, per di più di un'altra sezione. «Vieni in bagno», gli avrebbe detto con una scusa, ma arrivati al gabinetto, a aspettare i due c'erano altri ragazzini.
Una decina di spettatori avrebbero assistito così al tre contro uno in cui i bulli hanno preso la testa del dodicenne gliela hanno infilata dentro al water, ci hanno sputato dentro dopodiché hanno tirato lo sciacquone per poi lasciarlo in bagno.
«Quel giorno quando sono andato a prendere mio figlio a scuola - sono le uniche parole che escono dalla bocca del padre della vittima - aveva la faccia mogia, si sentiva mortificato. Quando gli ho chiesto che cosa avesse mi ha raccontato tutto quello che era successo». E' servita una settimana di indagini interne, la convocazione di genitori, alunni e un consiglio di classe per risalire «agli autori della bravata», ci tiene a precisare il preside delle scuole Giuseppe Mazzini, Giancarlo Stoppa. «Perché - ripete - un atto di bullismo si ripete nel tempo, mentre questo è sì un episodio seppur molto spiacevole comunque isolato, fatto da alcuni ragazzi per mettersi al centro dell'attenzione nei confronti degli altri compagni di scuola».
I docenti hanno dovuto infrangere un piccolo muro di omertà misto a vergogna per arrivare a qualcosa che si avvicini il più possibile alla verità. «Gli alunni quando li facevamo le domande erano titubanti, avevano paura di rispondere». Alla fine però i nomi sono usciti fuori. I tre presunti colpevoli sono stati sospesi per tre giorni con l'obbligo di andare comqunque a scuola dove studieranno la Costituzione. Il preside però, oltre a punire i tre ragazzini ha deciso anche di dare una lezione a tutti gli altri alunni: fino alla prossima settimana durante l'intervallo gli studenti potranno uscire dalle aule solo due per volta.
Federico Lazzotti
Mettergli la testa dentro al cesso, sputarci dentro dopodiché tirare lo sciacquone è stata la punizione che il dodicenne ha dovuto subire perché a scuola era «uno dei più bravi e non faceva niente per nasconderlo», dicono sottovoce in paese.
Il «No» che ha scatenato l'ira dei compagni risalirebbe a una decina di giorni fa: il compito è difficile e qualcuno in classe non riesce a rispondere ai quesiti. Lui, invece, lo completa in poco tempo. Forse i compagni gli chiedono un aiuto, magari cercano di sbirciare sul suo foglio l'esatto svolgimento del test.
E' possibile che sia bastato mettere un gomito sul compito per cercare di coprire le soluzioni ed ecco che il ragazzino si è fatto un nemico, forse di più. Dinamiche semplici, quasi banali, «cose tra ragazzi» si direbbe, che hanno portato però a spiacevoli conseguenze sia dentro che fuori dalla scuola frequentata da un'ottantina di alunni divisi in quattro classi.
La vendetta infatti è arrivata pochi giorni dopo durante l'intervallo quando nella classe frequentata dal ragazzo è entrato un compagno, per di più di un'altra sezione. «Vieni in bagno», gli avrebbe detto con una scusa, ma arrivati al gabinetto, a aspettare i due c'erano altri ragazzini.
Una decina di spettatori avrebbero assistito così al tre contro uno in cui i bulli hanno preso la testa del dodicenne gliela hanno infilata dentro al water, ci hanno sputato dentro dopodiché hanno tirato lo sciacquone per poi lasciarlo in bagno.
«Quel giorno quando sono andato a prendere mio figlio a scuola - sono le uniche parole che escono dalla bocca del padre della vittima - aveva la faccia mogia, si sentiva mortificato. Quando gli ho chiesto che cosa avesse mi ha raccontato tutto quello che era successo». E' servita una settimana di indagini interne, la convocazione di genitori, alunni e un consiglio di classe per risalire «agli autori della bravata», ci tiene a precisare il preside delle scuole Giuseppe Mazzini, Giancarlo Stoppa. «Perché - ripete - un atto di bullismo si ripete nel tempo, mentre questo è sì un episodio seppur molto spiacevole comunque isolato, fatto da alcuni ragazzi per mettersi al centro dell'attenzione nei confronti degli altri compagni di scuola».
I docenti hanno dovuto infrangere un piccolo muro di omertà misto a vergogna per arrivare a qualcosa che si avvicini il più possibile alla verità. «Gli alunni quando li facevamo le domande erano titubanti, avevano paura di rispondere». Alla fine però i nomi sono usciti fuori. I tre presunti colpevoli sono stati sospesi per tre giorni con l'obbligo di andare comqunque a scuola dove studieranno la Costituzione. Il preside però, oltre a punire i tre ragazzini ha deciso anche di dare una lezione a tutti gli altri alunni: fino alla prossima settimana durante l'intervallo gli studenti potranno uscire dalle aule solo due per volta.
Federico Lazzotti
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