Attenzione
Multa per mezzo centesimo di meno
L'incredibile sanzione comminata all'ex parlamentare Ivo Faenzi
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GROSSETO. Secondo il Comune di Grosseto, ha “evaso” mezzo centesimo di Ici e deve pagare una sanzione di 66,22 euro per tardivo pagamento. L’ex parlamentare Ivo Faenzi, contribuente sanzionato, non ha alcuna intenzione di pagare una multa che, vista l’eseguità della somma, gli appare allucinante. E, inoltre, all’amarezza si aggiunge la beffa: non ha pagato meno, ma più del dovuto, anche se sempre di spiccioli si tratta. E a riprova che la matematica non è un’opinione, mostra la cartella dove si legge: imposta dovuta euro 441.48, imposta versata euro 441.53. «Stamani (ieri per chi legge, ndr) - dice Ivo Faenzi - appena ho ricevuto dal postino una raccomandata proveniente da Livorno, ma speditami dall’ufficio tributi del Comune di Grosseto, sono rimasto allibito, nel constatare che si trattava di un atto di irrorazione immediata delle sanzioni per aver commesso il crimine di avr versato, per l’imposta Ici del 2005, ben zero cinque centesimi in meno di quanto avrei dovuto versare. Per quell’insopportabile evasione dell’imposta comunale sugli immobili - osserva - venivo condannato a pagare una sanzione di 66,22 euro per tardivo pagamento».
Faenzi la butta sull’ironico, ma non tanto. «Mi sono sentito mortificato - dice infatti - per aver sottratto al mio Comune, a cui mi sento sentitamente legato, una risorsa necessaria alla sua stessa esistenza ed averlo costretto a far lavorare l’ufficio tributi, mobilitare del personale, un dattilografo, un commesso, per spedire la raccomandata, al fine di recuperare il dovuto alle casse comunali. Mezzo centesimo di evasione non è una cosa da sottovalutare con i tempi che corrono - continua tra il beffardo e l’amaro - e capisco l’ufficio tributi che si è subito attivato per colpire l’evasore, applicando la sanzione». Ma l’amministratore che è in Faenzi, ritiratosi dalla politica attiva «ma iscritto - dice l’ex parlamentare Pci - con convinzione al Pd», è scattato. Così è tornato a leggere l’avviso per omesso, insufficiente o tardivo versamento, «ed ho constatato - dice - che non è il Caf della Cia, al quale ho delegato il compito di tenermi tutta la contabilità fiscale, Ici compresa, che mi ha fatto versare mezzo centesimo in meno, ma, anzi, per scrupolo, mi ha fatto versare mezzo centesimo in più: 441.53 euro al posto di un’imposta dovuta, pari a 441.48 euro».
L’ex parlamentare conclude lapidario: «Mi sembra ovvio che io rivendichi dal nostro sindaco che il Comune rifonda a me i 70 euro che mi si voleva far pagare e che quella somma sia detratta dallo stipendio del funzionario responsabile dell’ufficio delle imposte. Di più: chiedo che anche il Comune si faccia rifondere dei danni subiti poiché quell’atto è costato lavoro e soldi anche alla nostra amministrazione comunale. È veramente allucinante che in un Paese dove c’è un’evasione fiscale di 200 miliardi di euro, vi siano degli uffici pubblici che si preoccupano di stanare gli imperdonabili evasori di mezzo centesimo».
Faenzi la butta sull’ironico, ma non tanto. «Mi sono sentito mortificato - dice infatti - per aver sottratto al mio Comune, a cui mi sento sentitamente legato, una risorsa necessaria alla sua stessa esistenza ed averlo costretto a far lavorare l’ufficio tributi, mobilitare del personale, un dattilografo, un commesso, per spedire la raccomandata, al fine di recuperare il dovuto alle casse comunali. Mezzo centesimo di evasione non è una cosa da sottovalutare con i tempi che corrono - continua tra il beffardo e l’amaro - e capisco l’ufficio tributi che si è subito attivato per colpire l’evasore, applicando la sanzione». Ma l’amministratore che è in Faenzi, ritiratosi dalla politica attiva «ma iscritto - dice l’ex parlamentare Pci - con convinzione al Pd», è scattato. Così è tornato a leggere l’avviso per omesso, insufficiente o tardivo versamento, «ed ho constatato - dice - che non è il Caf della Cia, al quale ho delegato il compito di tenermi tutta la contabilità fiscale, Ici compresa, che mi ha fatto versare mezzo centesimo in meno, ma, anzi, per scrupolo, mi ha fatto versare mezzo centesimo in più: 441.53 euro al posto di un’imposta dovuta, pari a 441.48 euro».
L’ex parlamentare conclude lapidario: «Mi sembra ovvio che io rivendichi dal nostro sindaco che il Comune rifonda a me i 70 euro che mi si voleva far pagare e che quella somma sia detratta dallo stipendio del funzionario responsabile dell’ufficio delle imposte. Di più: chiedo che anche il Comune si faccia rifondere dei danni subiti poiché quell’atto è costato lavoro e soldi anche alla nostra amministrazione comunale. È veramente allucinante che in un Paese dove c’è un’evasione fiscale di 200 miliardi di euro, vi siano degli uffici pubblici che si preoccupano di stanare gli imperdonabili evasori di mezzo centesimo».
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