Il dolore
Strappa alla morte una bimba di quattro anni
Gabriele Baldanzi
Farmacista di Campagnatico corre alle urla della madre: non respirava più
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Paura, disperazione, poi sollievo, felicità. Una madre mercoledì mattina ha rischiato di perdere la sua bambina di 4 anni. E’ successo a Campagnatico. La giovane donna, che abita con il marito nel centro del paese, si è accorta che la piccola (affetta da qualche giorno da un banale raffreddore con influenza) non respirava a causa dei catarri che le avevano completamente ostruito le vie respiratorie. Così si è affacciata al balcone e ha disperatamente chiesto aiuto. Fortunatamente la sua casa si trova proprio davanti alla farmacia. Il farmacista del paese, il dottor Sergio Macchi, 47 anni, un passato da volontario del soccorso a Casteldelpiano (quindi con buona esperienza in rianimazione), è salito immediatamente in casa ed è riuscito con tre bls consecutivi a rianimare la bambina. «Ero dietro al banco - racconta - quando ho sentito chiedere aiuto, invocare il mio nome: “Sergio, corri. Mia figlia è quasi morta”. Ho lasciato tutto e sono salito in casa di questi ragazzi, che ovviamente conosco bene. Il padre teneva la bambina in braccio. Provava a infilarle un dito in gola.
Era rigida, praticamente paralizzata, con le braccia rivolte all’indietro per gli spasmi. Ho capito che stava soffocando; ipossia è il termine giusto in medicina. Ho subito chiamato il 118, nel frattempo mi sono ricordato cosa bisogna fare in questi casi e l’ho fatto. Ripeto: la bimba non respirava e il polso dava deboli segni di vita». «Ho spiegato ai genitori - prosegue il racconto di Sergio Macchi - che dovevamo fare in modo che la bimba espellesse i catarri e liberasse la trachea da quello che, di fatto, era un corpo estraneo. Gli ho praticato diversi massaggi da posizione prona. Poi ho effettuato una respiazione bocca contro naso-bocca. Poi di nuovo il bls. Dopo un pò la bimba ha lanciato una specie di urlo, come un sub in apnea che riemerge in superficie, ed ha iniziato a piangere. Ho capito che era salva, cosa che non immaginavo fino ad un secondo prima. C’è stata anche un’altra breve crisi, ma nel frattempo i polmoni si erano riossigenati ed è bastato ripertere il massaggio.
Il catarro è uscito dalla bocca in notevole quantità». Nel frattempo in casa era salito anche il medico del paese, il dottor Karajannis, che, in attesa dell’arrivo del 118 («peraltro rapidissimo» - racconta Macchi), ha monitorato il cuore della bambina e ne ha seguito il decorso. Dopo qualche minuto la piccola ha liberato completamente le vie respiratorie, ha cominciato a stare meglio e a riprendere colore. L’equipe del 118, pur avendo stabilito che il paziente stava meglio e i parametri vitali erano a posto, ne ha disposto il ricovero al Misericordia. Ora la piccola si trova nel reparto di pediatria, a Grosseto. Guarirà rapidamente. Per i genitori uno shock difficile da dimenticare, una brutta storia che, grazie a Dio, si è chiusa con il lieto fine.
Era rigida, praticamente paralizzata, con le braccia rivolte all’indietro per gli spasmi. Ho capito che stava soffocando; ipossia è il termine giusto in medicina. Ho subito chiamato il 118, nel frattempo mi sono ricordato cosa bisogna fare in questi casi e l’ho fatto. Ripeto: la bimba non respirava e il polso dava deboli segni di vita». «Ho spiegato ai genitori - prosegue il racconto di Sergio Macchi - che dovevamo fare in modo che la bimba espellesse i catarri e liberasse la trachea da quello che, di fatto, era un corpo estraneo. Gli ho praticato diversi massaggi da posizione prona. Poi ho effettuato una respiazione bocca contro naso-bocca. Poi di nuovo il bls. Dopo un pò la bimba ha lanciato una specie di urlo, come un sub in apnea che riemerge in superficie, ed ha iniziato a piangere. Ho capito che era salva, cosa che non immaginavo fino ad un secondo prima. C’è stata anche un’altra breve crisi, ma nel frattempo i polmoni si erano riossigenati ed è bastato ripertere il massaggio.
Il catarro è uscito dalla bocca in notevole quantità». Nel frattempo in casa era salito anche il medico del paese, il dottor Karajannis, che, in attesa dell’arrivo del 118 («peraltro rapidissimo» - racconta Macchi), ha monitorato il cuore della bambina e ne ha seguito il decorso. Dopo qualche minuto la piccola ha liberato completamente le vie respiratorie, ha cominciato a stare meglio e a riprendere colore. L’equipe del 118, pur avendo stabilito che il paziente stava meglio e i parametri vitali erano a posto, ne ha disposto il ricovero al Misericordia. Ora la piccola si trova nel reparto di pediatria, a Grosseto. Guarirà rapidamente. Per i genitori uno shock difficile da dimenticare, una brutta storia che, grazie a Dio, si è chiusa con il lieto fine.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
