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Grosseto

Dodici villette abusive sotto sequestro

Dodici villette abusive sotto sequestro

La Finanza sigilla un cantiere a Campagnatico: «Nessuna autorizzazione»

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CAMPAGNATICO. Vanno in cantiere per accertamenti quasi di routine, e invece scoprono quello che potrebbe essere un colossale abuso edilizio: dodici villette a schiera in costruzione a Sant’Antonio di Campagnatico, tirate su - secondo gli uomini della guardia di finanza - in totale assenza di concessione edilizia. E per di più costruite da un imprenditore artigiano, che paga le tasse per tutt’altra attività ma che invece risulta totalmente sconosciuto al fisco (dal punto di vista dell’Iva) nella veste di costruttore edile. Risultato: sequestro cautelare del cantiere e denuncia dell’imprenditore alla Procura della Repubblica. Anche se gli esiti giudiziari di questa incredibile vicenda appaiono ancora tutt’altro che scontati, visto che da parte sua l’ex sindaco di Campagnatico Elismo Pesucci (sotto la cui amministrazione iniziarono i lavori) si dice convinto che l’operazione sia a posto.

Il controllo della guardia di finanza nel cantiere di Sant’Antonio (frazione ai piedi di Campagnatico, non distante da Grosseto) nasce all’interno di una più vasta azione affidata alle Fiamme gialle nell’intero territorio provinciale, per la sorveglianza sull’evasione fiscale nell’edilizia rurale. In pratica siamo nell’ambito di quell’attività della quale il Tirreno ha parlato nei giorni scorsi: la verifica, voluta dal fisco in tutta Italia, sulle case di campagna. Per accertare se fabbricati accatastati come “rurali” (e dunque soggetti a tassazioni irrisorie) non siano in realtà stati trasformati in ville e residenze, per le quali Ici e Irpef da pagare sono infinitamente superiori. Questa la molla che ha spinto i finanzieri fino a Sant’Antonio. Proprio in quel cantiere perché, a quanto sembra, le villette a schiera in costruzione erano già pubblicizzate per la vendita. Preliminari d’acquisto ancora non ne sono stati siglati, ma più di un grossetano aveva già preso contatti con il costruttore perché interessato all’acquisto.

Un affare, calcolano dalla Finanza, che una volta vendute tutte le unità immobiliari potrebbe (o avrebbe potuto) infilare nelle tasche del costruttore stesso una somma di almeno 3 milioni di euro. Dunque, nello scorso fine settimana, i militari arrivano al cantiere. E trovano subito parecchie cose che, in quel cantiere, non vanno. Non solo per quel che riguarda i regolamenti urbanistici, ma anche nel delicato settore del rispetto delle norme per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Scattano dunque verifiche più approfondite. I finanzieri appurano che il costruttore è sconosciuto all’Iva nel settore edilizio, ma soprattutto - dopo aver acquisito i documenti in Comune a Campagnatico - scoprono che nel fascicolo mancano le necessarie concessioni edilizie. Un fatto davvero sorprendente, visto l’ormai avanzato stato dei lavori, con le unità residenziali già verso l’ultimazione. Inevitabile dunque l’immediato sequestro dell’intero cantiere, che le Fiamme gialle definiscono senza mezzi termini «abusivo».

È a questo punto però che si apre un “giallo”. A conclusione della nota stampa con la quale hanno reso pubblica l’operazione, i vertici della guardia di finanza grossetana segnalano che «il Comune di Campagnatico ha disposto la demolizione delle opere abusive realizzate». Interpellati dal Tirreno, però, sindaco e vicesindaco (vedi l’intervista qui sotto), cascano dalle nuvole. È evidente dunque che la faccenda presenta ancora molti lati oscuri, che dovranno essere chiariti dalle indagini della Procura della Repubblica alla quale è stato affidato l’intero fascicolo. Del resto è difficile pensare (e lo stesso sindaco Tistarelli lo conferma) che un qualunque artigiano possa svegliarsi un bel giorno e costruire sotto gli occhi di tutti dodici villette a schiera senza avere la benché minima concessione edilizia. E senza che gli amministratori locali battano ciglio.

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