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Grosseto

Litigano Calabretta e i sindaci grossetani

Litigano Calabretta e i sindaci grossetani

Tagli ai servizi ma deficit ancora troppo alto, management sotto accusa

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GROSSETO. È iniziato l’autunno caldo per il direttore generale dell’Asl 9 Salvatore Calabretta, con i sindaci pronti a incalzarlo su una riorganizzazione della sanità che sta creando malcontento negli operatori e nell’utenza e, sul fronte del deficit, non rispetta gli obiettivi fissati con la Regione. Giovedì, dopo la pausa estiva, l’esecutivo della conferenza dei sindaci, formato dal sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, di Roccastrada Leonardo Marras, e dai sindaci di Massa Marittima, Lidia Bai, Castel del Piano, Franco Ulivieri, e Manciano, Rossano Galli, ha incontrato Calabretta per riprendere il discorso dove era stato lasciato a giugno, quando fu avviata la riorganizzazione della sanità grossetana. Quello che era stato chiesto dalla Regione era almeno un segnale di miglioramento, come contropartita dei tagli - vedi la vicenda delle guardie mediche o dei punti nascita - che i sindaci avevano dovuto digerire e far digerire ai loro elettori.

Cifre esatte non ce ne sono, né - pare - se n’è parlato giovedì scorso, ma la situazione sarebbe tutt’altro che rosea e il disavanzo del 2007 potrebbe superare di gran lunga i 9,5 milioni di euro concordati con l’assessore regionale alla salute, Enrico Rossi. A questa somma ancora non precisata vanno aggiunti - è bene ricordarlo - anche i circa 29 milioni (23,5 più 5,5) che la Regione ha garantito per coprire un deficit ormai strutturale dell’Asl 9. A un bilancio che non accenna a mostrare segnali di miglioramento si accompagna un malcontento diffuso tra gli operatori dell’azienda e tra i cittadini. Solo per fare qualche esempio, ci sono i dipartimenti - e dunque le dirigenze - da ridisegnare. Dopo tanti annunci siamo ancora all’anno zero. Calabretta ha fatto promozioni pesanti (con stipendi che in alcuni casi sono raddoppiati). Invece che tranquillizzare, la cosa fa crescere spese e malumore.

Un reparto delicato come la chirurgia non ha ancora un primario e non è dato sapere quanto ci sarà ancora da aspettare per sostituire Pier Cristoforo Giulianotti, almeno fino al suo ritorno dagli Usa. Strutture come la radioterapia non possono lavorare a pieno ritmo per carenze di personale, la diabetologia è costretta a chiudere a Follonica e solo in questi giorni ha visto ripartire il camper, le liste di attesa restano ancora troppo lunghe, il reparto di ostetricia ha dovuto assorbire tutto il lavoro di Orbetello e Massa Marittima, ma senza avere - almeno a sentire gli operatori - un’adeguata dotazione di personale e posti letto. Ai sindaci, Calabretta ha accennato l’idea di confermare come responsabile dei servizi sociali Anna Martini: più di un sindaco ha storto la bocca visto i risultati non esaltanti raggiunti. Ma il direttore generale ha risposto a muso duro che le nomine sono sua competenza. Entro la fine di ottobre Calabretta dovrà di nuovo incontrare l’esecutivo della conferenza dei sindaci, per portare i numeri del bilancio 2007, in vista della conferenza dei sindaci che sarà convocata a novembre.

Calabretta dovrà chiarire se e come nasceranno, a gennaio, le società della salute per l’area grossetana e per l’area sud della provincia. Dovrà dire come intenda far tornare i conti, sapendo che il territorio è meno che mai disponibile a sentir parlare di tagli, e spiegare, anche, perché, nonostante le richieste arrivate in passato dai sindaci non abbia dato corso a quel rinnovamento del management che anche alcune forze politiche gli avevano chiesto con forza. I sindaci sono sul piede di guerra. Hanno avallato - fronteggiando le proteste dei cittadini - i tagli e le scelte del direttore generale dell’Asl. I risultati sono deludenti.

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