Il Tirreno

Grosseto

Il giudice sequestra il gazebo di via Manin

Il giudice sequestra il gazebo di via Manin

Non sarebbe precario, ma un vero e proprio volume aggiunto senza permesso

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Tanto tuonò che piovve. L’annunciata inchiesta della magistratura sul gazebo del Mercedes Cafè di via Manin (ribattezzato in città il gazebo “copriduomo”) si è conclusa. E con risultati dirompenti. Su richiesta di ben tre sostituti procuratori della Repubblica e per disposizione del giudice delle indagini preliminari Armando Mammone, ieri pomeriggio la polizia municipale di Grosseto ha messo i sigilli alla sala ristorante realizzata dai titolari all’esterno del locale. Si tratta di un “sequestro probatorio”: la magistratura, insomma, vuole fermare lo stato delle cose: nessuno, d’ora in avanti, potrà usare e tantomeno modificare l’ingombrante struttura finché la giustizia non avrà fatto il suo corso, in un senso o nell’altro. Ovviamente il sequestro colpisce solo il gazebo. L’attività all’interno del Mercedes Cafè potrà proseguire come sempre, anche se è chiaro che per il proprietario, il medico Giorgio Pellegrini, il colpo è durissimo.

Lui stesso, non più di due settimane fa, aveva ribadito che per realizzare quel gazebo aveva speso oltre 400mila euro, e che senza quel gazebo la sua attività avrebbe subito danni da collasso. Secondo la Procura però, le indagini affidate alla municipale hanno evidenziato irregolarità molto gravi. In pratica, sostengono i tre pm titolari dell’inchiesta, quel gazebo è un abuso edilizio. Non si tratterebbe cioè di un manufatto precario, ma di una vera e propria volumetria aggiuntiva per la quale il costruttore avrebbe dovuto richiedere regolare concessione e non cavarsela con la semplice Dia. L’intervento della magistratura, in qualche modo, toglie dalle mani della giunta comunale una patata bollente. Dopo che il dottor Pellegrini aveva annunciato la sua ferma intenzione di non rimuovere “spontaneamente” il gazebo, infatti, il Comune si stava muovendo per avviare un’azione legale tanto rischiosa quanto “antipatica”. Lo stesso Pellegrini aveva già messo tutti sull’avviso: in caso di torti subiti, avrebbe chiesto fior di danni al Comune. Che ora, nello scontro, è solo spettatore.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa