Attenzione
Nel vecchio ospedale la sede del Comune
Enrico Pizzi
Il sindaco Bonifazi lancia l'idea ma c'è da risolvere il problema della proprietà
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GROSSETO. Il vecchio ospedale Misericordia come sde unica - o quasi - del Comune è un'ipotesi suggestiva e non dispiace affatto al sindaco Emilio Bonifazi che, comunque, viste anche le ultime polemiche sollevate nella maggioranza dalla fuga in avanti dei Ds sulle partecipate, si affretta a dire che si tratta solo di un'idea da inserire nel dibattito che l'amministrazione comunale intende aprire sul futuro assetto del centro storico. C'è, però, da risolvere la questione della proprietà dell'immobile del vecchio ospedale.
«Al catasto - spiega Bonifazi - il vecchio ospedale risulta ancora intestato alla Asl». Roba da poco, in via di soluzione nelle prossime settimane «ma è indicativo anche questo - dice il Sindaco - della confusione che abbiamo trovato quando abbiamo messo mano all'inventario dei beni del Comune».
L'immobile - alcune migliaia di metri quadrati in gran parte da recuperare - non è più un ospedale dagli anni Settanta, e negli anni Ottanta, aveva cominciato ad ospitare gli uffici dell'anagrafe comunale e le aule dell'istituto Professionale. Poi, a metà degli anni Novanta, quando era sindaco Loriano Valentini, la possibilità di riscattarlo dalla Regione, e di togliere il vincolo di destinazione sanitaria.
La giunta Valentini acquistò la struttura per circa 10 miliardi di vecchie lire e ottenne, con un accordo con l'allora direttore dell'Asl, Flavio Mocenni, che i soldi non andassero nelle casse della Regione, ma fossero reinvestiti sulla sanità grossetana. Nel 2000 fu spostato il Professionale e al suo posto andarono gli uffici comunali - anagrafe e assessorato all'ambiente - mentre al posto dell'anagrafe si insediò il Polo universitario grossetano. L'università avrebbe dovuto ristrutturare, con eventuali contributi della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, anche la parte più fatiscente, ma il tutto è ancora lì, da mettere a posto.
Nel frattempo, prima di darlo in comodato al Polo universitario, la giunta Antichi aveva studiato varie possibilità per valorizzare l'immobile: si era pensato all'edilizia residenziale pubblica, ma anche alla vendita sul mercato privato o alla possibilità di un uso ricettivo.
Adesso spunta l'ipotesi di riunirvi gli uffici del Comune capoluogo. Il ragionamento del sindaco Bonifazi è semplice. Il Comune ha bisogno di riorganizzarsi da un punto di vista logistico, l'unica alternativa possibile, per una sede unica, sarebbe nella zona dove sono nati la nuova Questura e la caserma dei vigili del Fuoco, ma non è intenzione dell'amministrazione comunale abbandonare il centro della città, dentro e fuori le Mura. «Vogliamo che restino in centro gli uffici comunali, l'Università e la rete museale - spiega Bonifazi - e questo significa fare un piano complessivo di recupero del centro storico». Un piano che dovrà tenere conto di tutti gli immobili del Comune, compreso il Magistrale di via Porciatti, che potrebbe ospitare l'Università, ma anche di quelli che saranno liberati dalla Provincia. Su questa partita Bonifazi ha intenzione di coinvolgere quante più forze possibile. «Dobbiamo mettere in campo - dice - le migliori energie della città, facendo concorsi di idee... entro l'anno lancerò il dibattito perché credo che sia bene che i grossetani si esprimano».
«Al catasto - spiega Bonifazi - il vecchio ospedale risulta ancora intestato alla Asl». Roba da poco, in via di soluzione nelle prossime settimane «ma è indicativo anche questo - dice il Sindaco - della confusione che abbiamo trovato quando abbiamo messo mano all'inventario dei beni del Comune».
L'immobile - alcune migliaia di metri quadrati in gran parte da recuperare - non è più un ospedale dagli anni Settanta, e negli anni Ottanta, aveva cominciato ad ospitare gli uffici dell'anagrafe comunale e le aule dell'istituto Professionale. Poi, a metà degli anni Novanta, quando era sindaco Loriano Valentini, la possibilità di riscattarlo dalla Regione, e di togliere il vincolo di destinazione sanitaria.
La giunta Valentini acquistò la struttura per circa 10 miliardi di vecchie lire e ottenne, con un accordo con l'allora direttore dell'Asl, Flavio Mocenni, che i soldi non andassero nelle casse della Regione, ma fossero reinvestiti sulla sanità grossetana. Nel 2000 fu spostato il Professionale e al suo posto andarono gli uffici comunali - anagrafe e assessorato all'ambiente - mentre al posto dell'anagrafe si insediò il Polo universitario grossetano. L'università avrebbe dovuto ristrutturare, con eventuali contributi della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, anche la parte più fatiscente, ma il tutto è ancora lì, da mettere a posto.
Nel frattempo, prima di darlo in comodato al Polo universitario, la giunta Antichi aveva studiato varie possibilità per valorizzare l'immobile: si era pensato all'edilizia residenziale pubblica, ma anche alla vendita sul mercato privato o alla possibilità di un uso ricettivo.
Adesso spunta l'ipotesi di riunirvi gli uffici del Comune capoluogo. Il ragionamento del sindaco Bonifazi è semplice. Il Comune ha bisogno di riorganizzarsi da un punto di vista logistico, l'unica alternativa possibile, per una sede unica, sarebbe nella zona dove sono nati la nuova Questura e la caserma dei vigili del Fuoco, ma non è intenzione dell'amministrazione comunale abbandonare il centro della città, dentro e fuori le Mura. «Vogliamo che restino in centro gli uffici comunali, l'Università e la rete museale - spiega Bonifazi - e questo significa fare un piano complessivo di recupero del centro storico». Un piano che dovrà tenere conto di tutti gli immobili del Comune, compreso il Magistrale di via Porciatti, che potrebbe ospitare l'Università, ma anche di quelli che saranno liberati dalla Provincia. Su questa partita Bonifazi ha intenzione di coinvolgere quante più forze possibile. «Dobbiamo mettere in campo - dice - le migliori energie della città, facendo concorsi di idee... entro l'anno lancerò il dibattito perché credo che sia bene che i grossetani si esprimano».
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