Sicurezza
Lo scudetto del baseball
Ramos, eroe sul diamante
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Kelly RamosIl campione ha giocato tutta la partita con una caviglia dolorante
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GROSSETO. Il vero eroe della magica notte del tricolore è stato comunque il ricevitore Kelly Ramos, che ha giocato tutta la partita con una caviglia dolorante, a causa di una bruttissima distorsione. Logico il paragone con Craig Stimac, che vinse il titolo 2006 con un piede rotto. «Mi fa molto male - commenta - ed è molto gonfia, ma fortunatamente è solo una brutta distorsione». «Sabato sera - continua - però non potevo uscire, lasciare soli i miei compagni.
Mia moglie avrà nostro figlio a dicembre e le ho promesso che avrei regalato a lei e al bambino questo titolo italiano. E’ il sesto titolo di lega della mia carriera ed è quello che ho voluto più di tutti. Giocare una finale col Nettuno è qualcosa di particolare e questa vittoria non la dimenticherò». Ma come ha fatto a resistere al dolore? «Ogni botta che prendevo mi sentivo malissimo, ma per me il baseball non è un gioco, è il mio lavoro. Un po’ di dolore non giustifica chi abbandona il posto di lavoro».
Parole da leader, per questo i tifosi lo hanno amato dal primo momento e per questo la società lo ha già riconfermato. Starà a Kelly decidere se tornare o meno in una squadra dove ci sarà sempre un posto per lui, per il suo grande cuore, dopo quello che ha fatto vedere.
Mia moglie avrà nostro figlio a dicembre e le ho promesso che avrei regalato a lei e al bambino questo titolo italiano. E’ il sesto titolo di lega della mia carriera ed è quello che ho voluto più di tutti. Giocare una finale col Nettuno è qualcosa di particolare e questa vittoria non la dimenticherò». Ma come ha fatto a resistere al dolore? «Ogni botta che prendevo mi sentivo malissimo, ma per me il baseball non è un gioco, è il mio lavoro. Un po’ di dolore non giustifica chi abbandona il posto di lavoro».
Parole da leader, per questo i tifosi lo hanno amato dal primo momento e per questo la società lo ha già riconfermato. Starà a Kelly decidere se tornare o meno in una squadra dove ci sarà sempre un posto per lui, per il suo grande cuore, dopo quello che ha fatto vedere.
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