Il Tirreno

Grosseto

Bbc, la forza del gruppo

Maurizio Caldarelli
Bbc, la forza del gruppo

La squadra del Montepaschi costruita senza grandi stelle ha sovvertito ogni pronostico sull’esito del campionato

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GROSSETO. Quella che si è conclusa sabato notte, dieci minuti dopo la mezzanotte, con la vittoria del Montepaschi Grosseto ai danni del Danesi Nettuno è stata probabilmente la più bella finale scudetto da quando la Federazione baseball ha deciso di istituire i playoff, nel 1986; tra l’altro chiusi con il primo successo maremmano, sempre dopo la disputa della settima partita. Sostenuti da settemila tifosi innamorati di questo sport, che tanto soddisfazioni ha dato negli ultimi venticinque anni, i biancorossi di Mauro Mazzotti l’altra notte hanno messo il quarto titolo della storia di una società fondata nel 1952. Il tricolore è arrivato al termine di un’altra partita drammatica, come lo erano state le precedenti sei, giocate sul filo dell’equilibrio con la formazione laziale, notoriamente conosciuta per la sua caparbietà.

Per otto riprese i laziali (orfani di Bagialemani, squalificato) nella “partita senza un domani” sembravano essere in letargo, dominati da un attacco che dopo un solo turno aveva costretto l’affaticato ex Major League Carrara ad abbassare la testa, colpito da cinque valide e tre punti. E quando l’italovenezuelano si arrendeva definitivamente, i grossetani riservavano lo stesso trattamento a Florian, che subiva gli altri due punti. Il tutto mentre Lincoln Mikkelsen, quarantenne del Michigan, preparava l’undicesima vittoria stagionale (quarta nei playoff) a suon di palle esterne che i potenti nettunesi soffrivano tremendamente.

Al nono, sul 5-0, però la gara si riaccendeva. Venerdì sera, in gara6, il Danesi era passato dall’1-3 al 3-3, prima di arrendersi per una base a Bischeri, con tutti i cuscini occupati. Mikk, che voleva regalare una gara completa al suo pubblico, cominciava a sentire il peso delle 23 riprese in otto giorni e dei 130 lanci effettuati nella gara-7: subiva due valide, concedeva una base, prima di riprendersi con due strike out. E su Leo Mazzanti arrivava sul conto pieno, ad un lancio dallo scudetto e dallo shutout. I nettunesi però gli toccavano tre valide di fila e quattro punti. Per Mazzotti poteva bastare: dal bullpen arrivava il capitano, Emiliano Ginanneschi, che completava la sua fantastica stagione con la salvezza più importante della carriera. Schiavetti, il miglior battitore della serie, toccava la pallina su Jorge Nunez che effettuava il terzo out. Era il meritato trionfo del Montepaschi Grosseto, la squadra più regolare nel corso della stagione, con una difesa ed un monte di lancio che hanno fatto la differenza prima nella regular season, poi nella semifinale con Bologna (4-1) e quindi nella finale con Nettuno, dove l’attacco ha fatto la sua parte in maniera straordinaria. Costruita volutamente senza grandi stelle, ma con gente che conoscesse il campionato italiano (a partire dagli ex bolognesi Dallospedale, Ramos e Nunez), la formazione del presidente Claudio Banchi ha sovvertito ogni pronostico con un gruppo unito e mai domo. Ed il risultato che è venuto fuori è stato straordinario e mai come questa volta coinvolgente per tutta la città.

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