Il Tirreno

Grosseto

Siccità? La colpa è degli sprechi a Punta Ala

Andrea Nardini
Siccità? La colpa è degli sprechi a Punta Ala

Il Consorzio del Fiora lancia un grido d’allarme dopo le proteste per la crisi idrica in provincia

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «L’Acqua quotidianamente erogata a Punta Ala è più che sufficiente a soddisfare il fabbisogno per l’uso potabile e igienico-sanitario. Di più non ne diamo». E’ questa in sintesi la risposta della dirigenza dell’Acquedotto del Fiora alle polemiche dei residenti e dei villeggianti di Punta Ala che a metà mattinata, sopratutto nei weekend, si ritrovavano senza acqua per bere e lavarsi. Una risposta secca, senza possibilità di mediazione, affidata a una conferenza stampa. Le richieste dei cittadini alla società erogatrice, che più che mai tiene il dito puntato sugli eccessivi consumi idrici di piscine e giardini, si risolvono così in un un “buco nell’acqua”. Del resto il consiglio della società è chiarissimo: «usate l’acqua potabile in modo intelligente, oppure c’è il pozzo». La politica del Fiora è pertanto indirizzata a intervenire per disincentivare gli sprechi da parti di «pochi irresponsabili».

Nello spiegare le proprie tesi il gestore del servizio idrico ha presentato infatti alcuni dati che dimostrerebbero come solo il 25% dell’acqua immessa nella rete raggiunga effettivamente il depuratore, contro la percentuale dell’80% che rappresenta una situazione normale. E l’altro 75% dove va? Secondo il presidente della società, Claudio Ceroni, va a finire in giardini e piscine appunto. «Nel 2006 sono stati erogati 828 mila metri cubi d’acqua per Punta Ala - ha spiegato Lorenzo Pirritano, direttore operativo del Fiora - e al depuratore ne sono arrivati solo 307 mila, eppure Punta Ala riceve già più acqua di altri territori». Non sarebbe allora nemmeno l’assenza di operatori che conoscono il territorio il motivo della mancanza d’acqua, come si vocifera a Punta Ala. «I due operai che conoscevano il territorio sono uno in pensione e l’altro in malattia, ma non è certo la presenza di tecnici a influire così tanto sulla presenza o meno della preziosa risorsa».

Parlare di un aumento della disponibilità idrica a favore di Punta Ala sembra al momento solo un miraggio, «inamissibile» secondo il Fiora, «soprattutto perchè ciò autorizzerebbe chi già lo fa a continuare ad utilizzare impropriamente l’acqua a discapito di cittadini che, viceversa, correrebbero il rischio di non avere sufficiente risorsa per l’uso potabile». Per aumentare la risorsa distribuita nell’area di Punta Ala infatti sarebbe necessario attingere da quella attualmente in uso sul resto del territorio o avviare investimenti che l’azienda definisce «non certo prioritari». La soluzione per continuare a inaffiare i giardini e i prati della verde località allora secondo la società sarebbe solo quella di «integrare quella trattata dal depuratore con altra acquistata da operatori privati mediante il servizio di autobotti».

Del resto a chi critica l’Acquedotto per una possibile perdita d’acqua prima ancora di arrivare nelle case il Fiora risponde che ha già sostituito 10 km di tubature in tutto l’Ato, «uno sforzo economico importante». Dunque la Polizia Municipale nel frattempo è l’unico organo che può controllare l’effettivo spreco d’acqua, sanzionando chi fa uso di acqua potabile per usi di giardinaggio. Almeno fino al 2008, quando l’Acquedotto del Fiora si dovrebbe dotare del sistema di tele-lettura, con la possibilità di sapere casa per casa il reale consumo delle famiglie. Dal fronte del Comune di Castiglione della Pescaia si preferisce non commentare. Il sindaco Monica faenzi fa sapere che preferisce tacere, almeno per il momento

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa