La manifestazione
Morellino di Scansano, boom del cinquecento per cento
Gabriele Baldanzi
In dieci anni l’uva per il vino maremmano doc passa da 21mila a 105mila quintali di produzione
3 MINUTI DI LETTURA
SCANSANO. Un comprensorio in crescita grazie al suo vino. L’area del Morellino sta conoscendo negli ultimi anni una stagione di sviluppo senza precedenti. Su tutti i fronti. Le superfici iscritte all’albo del Morellino di Scansano doc si sono mantenute intorno ai 450 ettari fino al 1996-1997, quando ha iniziato a manifestarsi un interesse sempre più evidente verso questa denominazione da parte di produttori provenienti da altre aree vinicole della Toscana, e non solo. Nuovi impianti. L’arrivo di produttori da fuori ha portato ulteriori stimoli anche alle aziende storiche del comprensorio. Si sono introdotti nel Morellino diritti di rempianto provenienti da altre aree ed è iniziata una massiccia stagione di nuovi impianti. In pochi anni le iscrizioni all’albo sono aumentate da 297 a 417 e le superfici iscritte sono arrivate a quota 1.464 ettari, con un aumento superriore al 300% tra il 1996 e il 2005. Numeri in forte crescita. «Anche la superficie vitata media per azienda - racconta Alessandro Bargagli, presidente del Consorzio del Morellino - è andata aumentando ed è mediamente raddoppiata passando da 1,48 ettari a 3,28.
Ovviamente la maggior parte delle aziende sono piccole e per loro è cruciale il ruolo della Cantina Sociale del Morellino di Scansano». Anche la quantità di uve per la produzione di Morellino di Scansano Doc è passata da circa 21 mila quintali del 1996 agli oltre 105 mila quintali del 2004 con un incremento del 500%, con rendimenti sempre al di sotto dei 90 quintali di uva per ettaro. Un indice chiaro della qualità. La commercializzazione. Cifre altrettanto importanti sul fronte della commercializzazione. Nel 2005 sono stati certificati come Morellino di Scansano doc, dalle commissioni di assaggio della Camera di commercio di Grosseto, oltre 9 milioni di bottiglie bordolesi da 750 ml (da compararsi con 2,3 milioni di bottiglie del 1997). «Oggi - prosegue Bargagli - il mercato del Morellino è per circa due terzi nazionale e per un un terzo internazionale. Eppure i dati dell’export sono sensazionali; siamo sbarcati su nuovi mercati ed in pochi anni abbiamo conquistato numeri di grande interesse partendo da valori iniziali molto bassi.
Negli ultimi anni, in termini relativi, l’export ha avuto una crescita più rapida rispetto al mercato interno, grazie anche alla presenza sempre maggiore di nuove aziende produttrici-imbottigliatrici con una struttura commerciale affermata e decisamente orientata verso i mercati oltre frontiera». Tedeschi innamorati. Il mercato delle esportazioni mostra una presenza forte nell’area Ue (oltre il 60%) seguita dagli Usa (circa il 20%) e dalla Svizzera (7%). Tra i dati curiosi gli alti consumi di Morellino nel gruppo dei paesi di lingua tedesca, da attribuire al passa-parola dei numerosi turisti provenienti da quell’area, che trascorrono le vacanze in Maremma. «D’altra parte il legame tra vendite e turismo - conclude il presidente del Consorzio di tutela - è tipico del Morellino di Scansano». Infine Bargagli ricorda che il forte aumento di vendite degli ultimi anni ha gatto del Morellino il vino italiano con più fama e notorietà sui mercati esteri, a dimostrazione della sua qualità intrinseca e della rispondenza alla domanda di mercato.
Ovviamente la maggior parte delle aziende sono piccole e per loro è cruciale il ruolo della Cantina Sociale del Morellino di Scansano». Anche la quantità di uve per la produzione di Morellino di Scansano Doc è passata da circa 21 mila quintali del 1996 agli oltre 105 mila quintali del 2004 con un incremento del 500%, con rendimenti sempre al di sotto dei 90 quintali di uva per ettaro. Un indice chiaro della qualità. La commercializzazione. Cifre altrettanto importanti sul fronte della commercializzazione. Nel 2005 sono stati certificati come Morellino di Scansano doc, dalle commissioni di assaggio della Camera di commercio di Grosseto, oltre 9 milioni di bottiglie bordolesi da 750 ml (da compararsi con 2,3 milioni di bottiglie del 1997). «Oggi - prosegue Bargagli - il mercato del Morellino è per circa due terzi nazionale e per un un terzo internazionale. Eppure i dati dell’export sono sensazionali; siamo sbarcati su nuovi mercati ed in pochi anni abbiamo conquistato numeri di grande interesse partendo da valori iniziali molto bassi.
Negli ultimi anni, in termini relativi, l’export ha avuto una crescita più rapida rispetto al mercato interno, grazie anche alla presenza sempre maggiore di nuove aziende produttrici-imbottigliatrici con una struttura commerciale affermata e decisamente orientata verso i mercati oltre frontiera». Tedeschi innamorati. Il mercato delle esportazioni mostra una presenza forte nell’area Ue (oltre il 60%) seguita dagli Usa (circa il 20%) e dalla Svizzera (7%). Tra i dati curiosi gli alti consumi di Morellino nel gruppo dei paesi di lingua tedesca, da attribuire al passa-parola dei numerosi turisti provenienti da quell’area, che trascorrono le vacanze in Maremma. «D’altra parte il legame tra vendite e turismo - conclude il presidente del Consorzio di tutela - è tipico del Morellino di Scansano». Infine Bargagli ricorda che il forte aumento di vendite degli ultimi anni ha gatto del Morellino il vino italiano con più fama e notorietà sui mercati esteri, a dimostrazione della sua qualità intrinseca e della rispondenza alla domanda di mercato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google