Sicurezza
Rose rosse e rabbia per la morte di Nabi Nur
Federica Nucci
Lanciano accuse gli amici del bengalese ucciso da un infarto dopo il blitz dei vigili urbani tra gli ambilanti
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FOLLONICA. Le loro armi sono state le rose. Rosse e bianche. E la loro voce un cartello: «Si può morire a causa dell’indifferenza?». Erano in cinquanta, forse anche di più, gli uomini e le donne che ieri mattina si sono radunati davanti al palazzo comunale. Tutti immigrati e tutti venditori ambulanti abusivi. Ciascuno con una rosa in mano. «Che - dicono - è simbolo di pace, unione e fratellanza». A precisarlo è Hasna Eluhaihimi, una bella ventenne originaria del Marocco che da 10 anni vive a Giuncarico: «Così vogliamo ricordare la morte del nostro amico Nabi Nur. Una morte che non può lasciarci indifferenti». «E che ci fa arrabbiare perché Nabi è morto nell’indifferenza» aggiunge Nuad, senegalese di 18 anni che parla italiano perfettamente e che d’inverno studia in un liceo della Capitale. Nabi è morto martedì pomeriggio poco dopo le 14 all’ospedale di Misericordia di Grosseto. Era un venditore ambulante abusivo.
Vendeva bigiotteria nella pineta di levante. Sistemava la sua roba su una bancarella di quelle fatte con un tavolo e qualche pezzo di cartone. Accanto a lui, con un altro banchetto di fortuna, il fratello Amin Md Rhull di 2 anni più grande. Martedì mattina sulla spiaggia e nella pineta c’è stato un blitz delle forze dell’ordine. Il nono o il decimo dall’inizio dell’estate. Finanzieri, agenti della polizia municipale e uomini della Capitaneria di Porto sono intervenuti per un’azione contro il commercio abusivo. Nabi, che non aveva il permesso per vendere la bigiotteria, quando ha visto comparire le forze dell’ordine, ha cercato di radunare tutto. Ma non ce l’ha fatta. Forse per lo spavento si è sentito male ed è caduto a terra. Sembra che negli istanti precedenti ci sia stato un po’ di tira e molla fra lui e un rappresentante delle forze dell’ordine per delle collanine che Nabi aveva messo dentro a un fazzoletto.
Quando lo ha visto cadere, il fratello ha chiesto agli ufficiali presenti di chiamare un’ambulanza. «Ma loro - questo è quel che sostiene dice tra le lacrime il fratello - non lo hanno fatto». L’ambulanza è stata chiamata subito da uno stabilimento balneare vicino. Ma è stato inutile. In poche ore tutti gli ambulanti della spiaggia hanno saputo della morte del loro amico. E ieri mattina si sono ritrovati davanti al palazzo comunale. «Siamo venuti con le rose - dice Mohamed, marocchino di 25 anni che vende biancheria - perché sono queste le nostre armi. E’ con queste vogliamo farci sentire. Vogliamo però che sia fatta luce sulla morte di Nabi». Ora c’è da riportare la salma di Nabi nel suo Paese. E servono tanti soldi. Già ieri mattina gli ambulanti hanno iniziato a raccogliere denaro tra loro. E un aiuto ha promesso di darlo anche il Comune di Follonica
Vendeva bigiotteria nella pineta di levante. Sistemava la sua roba su una bancarella di quelle fatte con un tavolo e qualche pezzo di cartone. Accanto a lui, con un altro banchetto di fortuna, il fratello Amin Md Rhull di 2 anni più grande. Martedì mattina sulla spiaggia e nella pineta c’è stato un blitz delle forze dell’ordine. Il nono o il decimo dall’inizio dell’estate. Finanzieri, agenti della polizia municipale e uomini della Capitaneria di Porto sono intervenuti per un’azione contro il commercio abusivo. Nabi, che non aveva il permesso per vendere la bigiotteria, quando ha visto comparire le forze dell’ordine, ha cercato di radunare tutto. Ma non ce l’ha fatta. Forse per lo spavento si è sentito male ed è caduto a terra. Sembra che negli istanti precedenti ci sia stato un po’ di tira e molla fra lui e un rappresentante delle forze dell’ordine per delle collanine che Nabi aveva messo dentro a un fazzoletto.
Quando lo ha visto cadere, il fratello ha chiesto agli ufficiali presenti di chiamare un’ambulanza. «Ma loro - questo è quel che sostiene dice tra le lacrime il fratello - non lo hanno fatto». L’ambulanza è stata chiamata subito da uno stabilimento balneare vicino. Ma è stato inutile. In poche ore tutti gli ambulanti della spiaggia hanno saputo della morte del loro amico. E ieri mattina si sono ritrovati davanti al palazzo comunale. «Siamo venuti con le rose - dice Mohamed, marocchino di 25 anni che vende biancheria - perché sono queste le nostre armi. E’ con queste vogliamo farci sentire. Vogliamo però che sia fatta luce sulla morte di Nabi». Ora c’è da riportare la salma di Nabi nel suo Paese. E servono tanti soldi. Già ieri mattina gli ambulanti hanno iniziato a raccogliere denaro tra loro. E un aiuto ha promesso di darlo anche il Comune di Follonica
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