La manifestazione
Parcheggi impossibili per i bagnanti, piovono multe
E. G.
Auto abbandonate in pineta, doppie file nelle ore di punta. E’ un’impresa trovare un posto a ridosso delle spiagge
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GROSSETO. Belli e impossibili. Decine di chilometri di litorale per pochi metri di parcheggi regolari. Selettivo, distante, faticoso o virtuale: è il mare-tabù della Maremma, di cui sappiamo la bellezza incontaminata ma che ogni volta sfugge di mano. Difficile accedervi in auto (e tantomeno a piedi): le decine di chilometri di litorale, tra l’altro griffato bandiera Blu, offrono per lo più posteggi abusivi: soluzioni maldestre di chi fa di tutto per avere un posto al sole. Ieri la Municipale ha inflitto 40 multe in zona Marze. La pineta è un ambiente protetto dalla legge Galasso (431/85), eppure, proprio in pineta, le soste abusive non si contano più. Idem per le auto che si piazzano sulla banchina o sulla ciclabile. Ecco un focus sulle Collacchie, dove la mancanza di parcheggi si somma a problemi di decoro: spazzatura e staccionate divelte dai vandali.
Marze. All’altezza del bar-ristorante Fuori Rotta la sbarra è riaperta da poco. Il parcheggio in pineta è regolamentato dal Comune di Grosseto; orario 7-22, aperto a auto, ciclomotori e motocicli, rimozione forzata dalle 22 alle 7. Ci sono tavolini di legno per il ristoro, ma anche cartacce e bottiglie di plastica: nel parcheggio si mangia ma non si può gettare via la spazzatura. Mancando pattumiere. Nel cartello “rispettate la pineta” qualcuno ha aggiunto a penna: “Quando fai qualcosa osservati”, imbrattando egli stesso. Le staccionate sono decrepite.
Marze 2. Lì davanti, sul lato pineta, C’è un altro parcheggio, anch’esso con regolare segnaletica. Le macchine vanno a lisca di pesce, ma nelle ore di punta si parcheggia fuori, in doppia fila o in bilico nei fossini. Per terra i resti di una pineta morente: arbusti secchi, depositi ingialliti. Cartacce ovunque, plastica e bottiglie.
Marze 3. Tra questo parcheggio e il bar-ristorante Magnificat, dotato di parcheggio riservato, c’è la strada della Canova 2, una via sterrata che si affaccia sui campi. Nelle ore di punta vi proliferano gli “irregolari”. Si parcheggia sul ciglio della strada, a ridosso delle coltivazioni e dell’area privata del ristorante.
Chilometro 28. Ancora sulle Collacchie, dopo le Marze, c’è un altro punto d’accesso. Quel che è diventato l’ormai famigerato km 28, ieri alle 13 presentava: sul lato mare, due dozzine di auto parcheggiate abusivamente in pineta. C’è una sbarra rialzata ma non c’è il cartello di “parcheggio”; né (del resto) c’è il cartello divieto di sosta. Le auto posteggiano anche in mezzo alla ciclabile; un’altra è parcheggiata tra la ciclabile e la carreggiata, di sbieco. Nel viottolo d’accesso al mare un’altra decina di macchine ha le ruote che affondano nella sabbia. Nel lato pineta: file di auto invadono la banchina per la sosta d’emergenza. Lì la municipale è intervenuta con più di 40 multe.
I dubbi. I parcheggi selvaggi fanno immaginare situazioni allo stremo. Qualcuno di passaggio, tornando dalla spiaggia, fa infatti notare - vista la lunghezza del litorale e i pochi accessi al mare - se è il caso di sacrificare un po’ di pineta per creare altre zone di sosta. O se è il caso di installare adeguata segnaletica di divieto o permesso di sosta, visto che - specie in più punti delle Collacchie - non è ancora chiaro se si possa parcheggiare o meno.
Marze. All’altezza del bar-ristorante Fuori Rotta la sbarra è riaperta da poco. Il parcheggio in pineta è regolamentato dal Comune di Grosseto; orario 7-22, aperto a auto, ciclomotori e motocicli, rimozione forzata dalle 22 alle 7. Ci sono tavolini di legno per il ristoro, ma anche cartacce e bottiglie di plastica: nel parcheggio si mangia ma non si può gettare via la spazzatura. Mancando pattumiere. Nel cartello “rispettate la pineta” qualcuno ha aggiunto a penna: “Quando fai qualcosa osservati”, imbrattando egli stesso. Le staccionate sono decrepite.
Marze 2. Lì davanti, sul lato pineta, C’è un altro parcheggio, anch’esso con regolare segnaletica. Le macchine vanno a lisca di pesce, ma nelle ore di punta si parcheggia fuori, in doppia fila o in bilico nei fossini. Per terra i resti di una pineta morente: arbusti secchi, depositi ingialliti. Cartacce ovunque, plastica e bottiglie.
Marze 3. Tra questo parcheggio e il bar-ristorante Magnificat, dotato di parcheggio riservato, c’è la strada della Canova 2, una via sterrata che si affaccia sui campi. Nelle ore di punta vi proliferano gli “irregolari”. Si parcheggia sul ciglio della strada, a ridosso delle coltivazioni e dell’area privata del ristorante.
Chilometro 28. Ancora sulle Collacchie, dopo le Marze, c’è un altro punto d’accesso. Quel che è diventato l’ormai famigerato km 28, ieri alle 13 presentava: sul lato mare, due dozzine di auto parcheggiate abusivamente in pineta. C’è una sbarra rialzata ma non c’è il cartello di “parcheggio”; né (del resto) c’è il cartello divieto di sosta. Le auto posteggiano anche in mezzo alla ciclabile; un’altra è parcheggiata tra la ciclabile e la carreggiata, di sbieco. Nel viottolo d’accesso al mare un’altra decina di macchine ha le ruote che affondano nella sabbia. Nel lato pineta: file di auto invadono la banchina per la sosta d’emergenza. Lì la municipale è intervenuta con più di 40 multe.
I dubbi. I parcheggi selvaggi fanno immaginare situazioni allo stremo. Qualcuno di passaggio, tornando dalla spiaggia, fa infatti notare - vista la lunghezza del litorale e i pochi accessi al mare - se è il caso di sacrificare un po’ di pineta per creare altre zone di sosta. O se è il caso di installare adeguata segnaletica di divieto o permesso di sosta, visto che - specie in più punti delle Collacchie - non è ancora chiaro se si possa parcheggiare o meno.
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