Finanza
Sit-in di protesta per riavere le proprie case
Claudio Bottinelli
Protesta dei proprietari delle case sotto sequestro perché da residenze turistiche sono stati acquistati come appartamenti
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GROSSETO. Che cosa possa dire loro il sindaco Emilio Bonifazi è difficile a capirsi, ma loro - le 34 famiglie disperate per aver visto le case che stavano acquistando in via Castiglionese messe sotto sequestro dal giudice - con il sindaco vogliono assolutamente avere un incontro. «Ringraziamo l’assessore Canuti, che ci ha ricevuti - dicono con voce alterata davanti agli striscioni appesi alla rete che chiude il cantiere sotto sequestro - ma per noi il sindaco è il sindaco ed è con lui che intendiamo parlare. Hanno chiesto un incontro un mese fa e sono ancora in attesa. «Dobbiamo fare lo sciopero della fame, o inscenare dei sit-in sotto al Comune per poter parlare con Bonifazi?» dicono. E uno di loro aggiunge. «In campagna elettorale Bonifazi aveva due telefonini ai quali si poteva chiamare, e lui rispondeva». Ieri pomeriggio, come annunciato, le 34 famiglie acquirenti di appartamenti nel complesso «Il Castiglione», sulla provinciale del Padule poco dopo l’aeroporto andando verso Castiglione della Pescaia, hanno manifestato davanti alle case ancora da finire che sono state posto sequestro dal magistrato.
Cartelli e grandi striscioni, per far sapere «Non siamo turisti, siamo acquirenti», in chiara polemica con le Rta sotto mira lungo la costa; e per gridare che «in queste case la maggior parte di noi ha messo i soldi di una vita, i risparmi dei genitori pensionati» investiti in una casa per i figli. O che «stiamo pagando le banche che non intendono congelare nemmeno gli interessi, col risultato che noi - dice una donna disperata - perdiamo i nostri soldi e non avremo nemmeno la casa». Hanno messo su un pool di avvocati tra cui ci sono Simone Borghetti, Marco Calò e Pier Francesco Angelini, hanno già chiamato Striscia la notizia e Mi manda Raitre. A questo punto sanno che quel blocco di case è abusivo (ma prima dicono che non lo sapevano) e che le Rta devono seguire delle regole particoòlarti (ma prima, dicono ancora, non lo sapevano). Però insistono e vogliono un incontro con il sindaco. Ieri pomeriggio, con loro, c’era anche il costruttore di questo complesso sequestrato, Luca Collini. Lui contesta che la lottizazione sia abusiva e fa presente che a Grosseto in tanti hanno costruito come ha fatto lui: «Comunque - tiene a precisare - non ho fatto queste case per truffare la gente. Prima mi sono consultato con tecnici ed esperti i quali mi hanno detto che potevo andare avanti». Parola del costruttore, che registriamo.
Ma quello che Collini aggiunge, con tono di accusa, sono dei particolari che lui e gli acquirenti chiedono vengano chiariti. «Se questa lottizzazione era abusiva dal suo nascere - dicono - perchè il Comune non si è mai fatto vivo, prima? Non solo, ma perchè gli uffici del Comune hanno addirittura approvato varianti in corso d’opera che sono state loro chieste, l’ultima delle quali porta la data del 7 luglio 2004?». Il Comune ha fatto sapere che «per quanto di sua competenza è disponibile a valutare eventuali possibilità di soluzione dela vicenda, in linea con la normativa vigente e con l’operato della magistratura». Grazie, rispondono i manifestanti, ma queste sono parole in burocratichese; vorremmo qualcosa di più concreto
Cartelli e grandi striscioni, per far sapere «Non siamo turisti, siamo acquirenti», in chiara polemica con le Rta sotto mira lungo la costa; e per gridare che «in queste case la maggior parte di noi ha messo i soldi di una vita, i risparmi dei genitori pensionati» investiti in una casa per i figli. O che «stiamo pagando le banche che non intendono congelare nemmeno gli interessi, col risultato che noi - dice una donna disperata - perdiamo i nostri soldi e non avremo nemmeno la casa». Hanno messo su un pool di avvocati tra cui ci sono Simone Borghetti, Marco Calò e Pier Francesco Angelini, hanno già chiamato Striscia la notizia e Mi manda Raitre. A questo punto sanno che quel blocco di case è abusivo (ma prima dicono che non lo sapevano) e che le Rta devono seguire delle regole particoòlarti (ma prima, dicono ancora, non lo sapevano). Però insistono e vogliono un incontro con il sindaco. Ieri pomeriggio, con loro, c’era anche il costruttore di questo complesso sequestrato, Luca Collini. Lui contesta che la lottizazione sia abusiva e fa presente che a Grosseto in tanti hanno costruito come ha fatto lui: «Comunque - tiene a precisare - non ho fatto queste case per truffare la gente. Prima mi sono consultato con tecnici ed esperti i quali mi hanno detto che potevo andare avanti». Parola del costruttore, che registriamo.
Ma quello che Collini aggiunge, con tono di accusa, sono dei particolari che lui e gli acquirenti chiedono vengano chiariti. «Se questa lottizzazione era abusiva dal suo nascere - dicono - perchè il Comune non si è mai fatto vivo, prima? Non solo, ma perchè gli uffici del Comune hanno addirittura approvato varianti in corso d’opera che sono state loro chieste, l’ultima delle quali porta la data del 7 luglio 2004?». Il Comune ha fatto sapere che «per quanto di sua competenza è disponibile a valutare eventuali possibilità di soluzione dela vicenda, in linea con la normativa vigente e con l’operato della magistratura». Grazie, rispondono i manifestanti, ma queste sono parole in burocratichese; vorremmo qualcosa di più concreto
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