Italia
Salasso alle Terme? L'azienda nega
Elisabetta Giorgi
Saturnia, la proprietà minimizza i rincari: Polemiche infondate
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SATURNIA. Caro-terme? «Un polverone ingiusto. Le nostre tariffe ci sembrano più che eque e ci fanno stare sul mercato». Così Maurizio Cossalter, amministratore delegato e direttore generale di Terme di Saturnia, che replica alla polemica sul “caro-prezzi” scatenato su Saturnia. «Pagare 44 euro per godersi l’acqua sulfurea è parzialmente vero. Il biglietto normale è salito, sì, ma da 18 a 22 euro. Solo a certe condizioni può salire a 44, come deterrente contro la ressa». Succede discrezionalmente nei giorni di massimo assembramento (tipo Pasquetta o ponte del 25 aprile), e se si vuole usufruire di tutto il parco-piscine compresa la piscina madre.
Altrimenti - anche nei giorni di massimo assembramento - per entrare nelle piscine nuove il prezzo resta 22. Cossalter parla di «strumentalizzazioni facili e notizie inesatte, incomplete. «L’over price di 44 euro scatta a determinate condizioni, e anche il normale biglietto di 22 euro ha una spiegazione più che logica in termine di servizi. Le nostre tariffe sono dettate dalla necessità di stare sul mercato», ribadisce l’Ad, che illustra la struttura. La struttura. Una struttura che affonda nel mito. E il mito narra che un giorno Saturno si adirò con gli uomini, sempre in guerra tra loro. «Prese un fulmine e lo scagliò sulla terra, facendo zampillare dal cratere del vulcano un’acqua sulfurea e tiepida che tutto avvolse e acquietò». Il resto è storia. Fatta fruttare bene, la leggendaria creatura di Saturno è diventata famosa nel mondo: coi suoi 90 ettari e campo da golf, idromassaggi, cascate e centro benessere, «fa parte del Leading Hotel of the world, consorzio Usa che raggruppa i migliori 430 hotel del mondo per standard di qualità». La proprietà della famiglia Manuli ha subìto modifiche sostanziose alla fine del ‘99, con un mega-piano d’implementazione: le piscine termali da una sola (quella madre) sono diventate 5 (totale 2.800 mq); le camere d’albergo sono salite da 90 a 140; totale 45 milioni di euro di investimento per «un piano di sviluppo - dice Cossalter citando il predecessore Glauco Sangiovanni - concepito per assicurare un’ospitalità dignitosa ai clienti delle terme».
L’ingresso è diventato 5-6 volte superiore rispetto a prima, con assistenza continua ai bagnanti e servizi potenziati. «Oggi le piscine esterne possono ospitare fino a 1500 persone insieme, mentre la sola piscina madre non ne poteva contenere più di 300. A ciò si aggiunga la ricettività del comune di Manciano, che grazie alle Terme (che hanno prodotto un aumento del flusso turistico e della ricettività nei dintorni) è passato da 900 a 2100 posti-letto». Convenzione Comune/Terme. Il legame pubblico/privato è fondamentale, qui, per capire e interpretare i “metodi” (anche tariffari) delle Terme. Nel ‘99 fu stipulata una convenzione col Comune di Manciano che prevedeva una serie di punti: sconto per i residenti (ingresso 8mila lire); sconto del 15% ai clienti delle strutture ricettive del comune di Manciano iscritte a consorzi associativi; e una tariffa di 27mila lire sull’ingresso. La convenzione aveva una durata di 9 anni e sarebbe scaduta nell’ottobre 2008. Senonché, alla fine di marzo 2007 (quindi un po’ in anticipo sulla scadenza), il Comune ha chiesto alla società di rinnovare la convenzione alle stesse condizioni del ‘99, e per altri 7 anni. La trattativa è durata qualche mese fino al rinnovo attuale, negli stessi termini del passato. O quasi. Cambiano solo due punti. Con la convenzione di oggi, la proprietà di Manuli si svincola dalla «tariffa amministrata» e concordata col Comune retto da Rossano Galli («all’epoca erano 27mila, poi diventate 18 euro coll’aumento Istat»), e, «essendo in fondo una struttura privata che ha diritto a scegliersi i prezzi, opta per una libertà tariffaria», che ha portato il biglietto da 18 euro a 22 euro, «per stare sul mercato».
Il Comune di Manciano - dal canto suo - partecipa agli utili: fino allo scadere della convenzione (marzo 2014), incasserà 0,50 euro sui biglietti d’ingresso, con introiti non indifferenti. Confermati gli altri punti della convenzione: sempre agevolazioni per residenti (ma biglietto portato a 6 euro) e strutture consorziate, ma anche l’applicazione discrezionale dell’over price che ha fatto tanto discutere, e che «si ignorava risalisse al ‘99: in condizioni di particolare assembramento, il ticket viene raddoppiato per creare una selezione naturale della clientela e mantenere il target elevato. Niente di nuovo dal passato. La possibilità di extra prezzo era già prevista dal ‘99 come deterrente, anche se non l’avevamo mai applicata».
Altrimenti - anche nei giorni di massimo assembramento - per entrare nelle piscine nuove il prezzo resta 22. Cossalter parla di «strumentalizzazioni facili e notizie inesatte, incomplete. «L’over price di 44 euro scatta a determinate condizioni, e anche il normale biglietto di 22 euro ha una spiegazione più che logica in termine di servizi. Le nostre tariffe sono dettate dalla necessità di stare sul mercato», ribadisce l’Ad, che illustra la struttura. La struttura. Una struttura che affonda nel mito. E il mito narra che un giorno Saturno si adirò con gli uomini, sempre in guerra tra loro. «Prese un fulmine e lo scagliò sulla terra, facendo zampillare dal cratere del vulcano un’acqua sulfurea e tiepida che tutto avvolse e acquietò». Il resto è storia. Fatta fruttare bene, la leggendaria creatura di Saturno è diventata famosa nel mondo: coi suoi 90 ettari e campo da golf, idromassaggi, cascate e centro benessere, «fa parte del Leading Hotel of the world, consorzio Usa che raggruppa i migliori 430 hotel del mondo per standard di qualità». La proprietà della famiglia Manuli ha subìto modifiche sostanziose alla fine del ‘99, con un mega-piano d’implementazione: le piscine termali da una sola (quella madre) sono diventate 5 (totale 2.800 mq); le camere d’albergo sono salite da 90 a 140; totale 45 milioni di euro di investimento per «un piano di sviluppo - dice Cossalter citando il predecessore Glauco Sangiovanni - concepito per assicurare un’ospitalità dignitosa ai clienti delle terme».
L’ingresso è diventato 5-6 volte superiore rispetto a prima, con assistenza continua ai bagnanti e servizi potenziati. «Oggi le piscine esterne possono ospitare fino a 1500 persone insieme, mentre la sola piscina madre non ne poteva contenere più di 300. A ciò si aggiunga la ricettività del comune di Manciano, che grazie alle Terme (che hanno prodotto un aumento del flusso turistico e della ricettività nei dintorni) è passato da 900 a 2100 posti-letto». Convenzione Comune/Terme. Il legame pubblico/privato è fondamentale, qui, per capire e interpretare i “metodi” (anche tariffari) delle Terme. Nel ‘99 fu stipulata una convenzione col Comune di Manciano che prevedeva una serie di punti: sconto per i residenti (ingresso 8mila lire); sconto del 15% ai clienti delle strutture ricettive del comune di Manciano iscritte a consorzi associativi; e una tariffa di 27mila lire sull’ingresso. La convenzione aveva una durata di 9 anni e sarebbe scaduta nell’ottobre 2008. Senonché, alla fine di marzo 2007 (quindi un po’ in anticipo sulla scadenza), il Comune ha chiesto alla società di rinnovare la convenzione alle stesse condizioni del ‘99, e per altri 7 anni. La trattativa è durata qualche mese fino al rinnovo attuale, negli stessi termini del passato. O quasi. Cambiano solo due punti. Con la convenzione di oggi, la proprietà di Manuli si svincola dalla «tariffa amministrata» e concordata col Comune retto da Rossano Galli («all’epoca erano 27mila, poi diventate 18 euro coll’aumento Istat»), e, «essendo in fondo una struttura privata che ha diritto a scegliersi i prezzi, opta per una libertà tariffaria», che ha portato il biglietto da 18 euro a 22 euro, «per stare sul mercato».
Il Comune di Manciano - dal canto suo - partecipa agli utili: fino allo scadere della convenzione (marzo 2014), incasserà 0,50 euro sui biglietti d’ingresso, con introiti non indifferenti. Confermati gli altri punti della convenzione: sempre agevolazioni per residenti (ma biglietto portato a 6 euro) e strutture consorziate, ma anche l’applicazione discrezionale dell’over price che ha fatto tanto discutere, e che «si ignorava risalisse al ‘99: in condizioni di particolare assembramento, il ticket viene raddoppiato per creare una selezione naturale della clientela e mantenere il target elevato. Niente di nuovo dal passato. La possibilità di extra prezzo era già prevista dal ‘99 come deterrente, anche se non l’avevamo mai applicata».
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