Attenzione
Più spazio agli insediamenti produttivi
Enrico Pizzi
Allo studio del Comune altre aree Pip. Il Madonnino rappresenta una priorità
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GROSSETO. Entro fine anno un bando per mettere a disposizione delle imprese grossetane 4,4 ettari di terreni in via Giordania, per piccoli lotti che vanno dai mille ai duemila metri quadrati ciascuno. Ci vorrà un po’ di più invece, per rendere disponibili gli altri 11 ettari che il Comune vuol destinare agli insediamenti produttivi nella zona Pip nord. È questo il risultato più visibile e concreto di un anno di lavoro dell’assessorato allo sviluppo economico del Comune capoluogo. Un anno in cui - ha spiegato l’assessore Paola Checcacci - il Comune ha cercato, in primo luogo, di soddisfare un bisogno che era emerso con forza dalle categorie produttive.
Intesa con Assindustria. La prima azione messa in campo è partita dall’ascolto dei bisogni delle imprese, ed è su questa linea che l’assessore Checcacci è impegnata a lavorare. Il sindaco lo dice con chiarezza, il compito dell’assessore allo sviluppo economico è soprattutto quello di creare e mantenere relazioni con tutti i soggetti del mondo economico. Anche su questo fronte c’è stato un primo passo, il protocollo d’intesa firmato con l’Associazione Industriali. Una collaborazione che il Comune ritiene strategicamente importante, visto che in gioco ci sono spazi che il piano strutturale destina alle attività produttive e c’è bisogno di individuare le esigenze del territorio, ma anche, in prospettiva, di promuovere il territorio stesso cercando di attrarre imprese e investimenti.
Tavolo permanente. Il Comune non guarda, naturalmente, solo agli industriali, ma analoghi contatti e relazioni l’assessore Checcacci intende portarle avanti anche con le altre categorie produttive. Proprio ieri mattina un incontro con gli artigiani, ma l’attenzione è a 360 gradi, e l’obiettivo è la costituzione di un tavolo permanente che consenta di far crescere in modo armonico tutto il sistema delle imprese locali. Dunque - ribadisce l’assessore Checcacci - l’intesa con Assindustria non solo non vuole escludere le altre categorie produttive, ma prelude ad altri protocolli ed altre iniziative.
Il Madonnino. Ci sono un centinaio di ettari da gestire, tra insediamenti produttivi e polo logistico, in quella fascia di territorio che va dall’attuale area fieristica, al confine con il Comune di Roccastrada, fino all’abitato di Braccagni. Una zona delicata, dal punto di vista del rischio idraulico, tanto che Bonifazi parla della necessità di investire circa 8 milioni di euro per metterla in sicurezza. Ed è una condizione essenziale per trasformare quell’area agricola in un’area industriale e in un polo logistico per i quale sono stati riallacciati i rapporti con la società Pilt. Si parla di un’area di interesse sovracomunale che necessità interventi di messa in sicurezza e nella quale si ipotizza un forte impiego di energia da fonti rinnovabili: la Regione ha manifestato disponibilità a sostenere la progettazione integrata e un incontro è fissato il 10 luglio.
Pip, nuove regole. L’assessorato allo sviluppo economico ha già elaborato una serie di proposte per modificare il regolamento di assegnazione delle aree pip ed evitare che grazie al vincolo breve di 5 anni molte delle assegnazioni di aree pip diventino, in realtà, oggetto di speculazione: se le aggiudica a prezzo assolutamente vantaggioso non chi vuole realizzare un’impresa, ma chi costruisce un capannone, per poi rivenderlo a preezzo di mercato una volta scaduto il vincolo.
Eurosportello. Lo sportello unico delle attività produttive sta per avere una evoluzione e diverrà “eurosportello”, per dare consulenze su tutte le opportunità che provengono dall’Ue.
Intesa con Assindustria. La prima azione messa in campo è partita dall’ascolto dei bisogni delle imprese, ed è su questa linea che l’assessore Checcacci è impegnata a lavorare. Il sindaco lo dice con chiarezza, il compito dell’assessore allo sviluppo economico è soprattutto quello di creare e mantenere relazioni con tutti i soggetti del mondo economico. Anche su questo fronte c’è stato un primo passo, il protocollo d’intesa firmato con l’Associazione Industriali. Una collaborazione che il Comune ritiene strategicamente importante, visto che in gioco ci sono spazi che il piano strutturale destina alle attività produttive e c’è bisogno di individuare le esigenze del territorio, ma anche, in prospettiva, di promuovere il territorio stesso cercando di attrarre imprese e investimenti.
Tavolo permanente. Il Comune non guarda, naturalmente, solo agli industriali, ma analoghi contatti e relazioni l’assessore Checcacci intende portarle avanti anche con le altre categorie produttive. Proprio ieri mattina un incontro con gli artigiani, ma l’attenzione è a 360 gradi, e l’obiettivo è la costituzione di un tavolo permanente che consenta di far crescere in modo armonico tutto il sistema delle imprese locali. Dunque - ribadisce l’assessore Checcacci - l’intesa con Assindustria non solo non vuole escludere le altre categorie produttive, ma prelude ad altri protocolli ed altre iniziative.
Il Madonnino. Ci sono un centinaio di ettari da gestire, tra insediamenti produttivi e polo logistico, in quella fascia di territorio che va dall’attuale area fieristica, al confine con il Comune di Roccastrada, fino all’abitato di Braccagni. Una zona delicata, dal punto di vista del rischio idraulico, tanto che Bonifazi parla della necessità di investire circa 8 milioni di euro per metterla in sicurezza. Ed è una condizione essenziale per trasformare quell’area agricola in un’area industriale e in un polo logistico per i quale sono stati riallacciati i rapporti con la società Pilt. Si parla di un’area di interesse sovracomunale che necessità interventi di messa in sicurezza e nella quale si ipotizza un forte impiego di energia da fonti rinnovabili: la Regione ha manifestato disponibilità a sostenere la progettazione integrata e un incontro è fissato il 10 luglio.
Pip, nuove regole. L’assessorato allo sviluppo economico ha già elaborato una serie di proposte per modificare il regolamento di assegnazione delle aree pip ed evitare che grazie al vincolo breve di 5 anni molte delle assegnazioni di aree pip diventino, in realtà, oggetto di speculazione: se le aggiudica a prezzo assolutamente vantaggioso non chi vuole realizzare un’impresa, ma chi costruisce un capannone, per poi rivenderlo a preezzo di mercato una volta scaduto il vincolo.
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