Finanza
Il manager Pieroni alla corte di Camilli
Paolo Franzò
Il presidente: «Non lo escludo, non posso fare tutto da solo»
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GROSSETO. Ermanno Pieroni al Grosseto? «Può darsi, vedremo. Quest’anno avremo bisogno di tante cose, non posso fare tutto da solo come prima, ho bisogno di persone che si occupino della squadra in mia assenza», la risposta di patron Piero Camilli. Il presidentissimo dunque, non esclude l’arrivo in Maremma di colui che del calcio italiano è grande conoscitore, esperto, ma anche stato, personaggio controverso. Un Camilli che non lavora solo per il mercato: «Per quello c’è tempo sino a fine agosto, non abbiate fretta, la squadra la faremo con calma. Come sempre». Un Camilli che vuol certo rimanere il patron, ma che adesso ha bisogno assolutamente, di nuovi collaboratori, possibilmente esperti di categoria e Pieroni potrebbe essere l’uomo giusto al posto giusto. Col ruolo di supervisore del mercato o se preferite, di consulente dello stesso.
Ruolo che ha ricoperto ad Arezzo nell’ultima sfortunata stagione degli amaranto in B. Sostituito nei giorni scorsi dal neo diesse, Giuseppe Tambone. Un mercato diverso adesso, dove tutto è più difficile. Ex patron dell’Ancona che portò dalla C alla A, Pieroni è stato l’unico presidente del calcio, l’unico tesserato che abbia fin qui pagato per le stagioni degli scandali e per i casi di partite vendute al telefonino, dei casi Napoli e Catania, di false fideiussioni e falsissimi bilanci. Ermanno Pieroni, 59 anni, arbitro a 15, arbitro di serie C a 28, già manager della Merloni e direttore sportivo del Perugia, ha pagato il fallimento dell’Ancona calcio con 53 giorni di carcere, i primi cinque in isolamento. Un duro che ha portato nel calcio italiano il portiere Marchegiani, gli attaccanti Ravanelli e Rapajc, nel Messina fece crescere Totò Schillaci, dal Giappone importò a Perugia per conto di Gaucci, e a costo zero, Hidetoshi Nakata. Poi lo rivendette alla Roma per 50 miliardi di lire. Insomma, anche la struttura societaria sembra indirizzarsi lentamente verso una normale crescita a presto, altre nuove figure aumenteranno la professionalità di un Grosseto cresciuto in fretta. In pochi anni. Pieroni dovrebbe affiancare il lavoro di Minguzzi.
Portare insomma la propria esperienza e le proprie conoscenze (praticamente tutti, nel panorama del calcio italiano), al servizio della matricola maremmana. Un colpaccio da parte di Camilli, ancor più dell’acquisto di questo o quel giocatore. Intanto, il patron conferma che il ritiro del Grifone sarà in quel di Santa Fiora: «C’è ancora qualche piccolo problema da risolvere col campo, ma credo proprio che andremo sull’Amiata». Un Grosseto che lo ricordiamo, si ritroverà il 10 luglio a La Principina. In programma visite mediche e test atletici. Poi, il 15 via verso il fresco della montagna sino a fine mese, per la prima fase della preparazione. Agli ordini di mister Roselli e del preparatore, Federico Faedo, partiranno circa 25 giocatori. Una rosa che non sarà però quella definitiva. Come ha ricordato il presidente, nessuna fretta. Ci sarà chi partirà in ritiro col Grosseto, senza però rimanervi per il campionato e chi raggiungerà i nuovi compagni solo in ritiro. Nel mezzo, i lavori allo stadio che procedono spediti. Una campagna abbonamenti che aspetta le ultime indicazioni sullo stadio che verrà, prima di partire. Un programma di amichevoli da definire, sul quale la società sta già lavorando. E poi il 3 luglio, l’assemblea straordinaria di lega a Milano, dalla quale il Grosseto più di molte altre società, aspetta novità importanti che avranno influenza decisiva sul prosieguo del mercato biancorosso.
Ruolo che ha ricoperto ad Arezzo nell’ultima sfortunata stagione degli amaranto in B. Sostituito nei giorni scorsi dal neo diesse, Giuseppe Tambone. Un mercato diverso adesso, dove tutto è più difficile. Ex patron dell’Ancona che portò dalla C alla A, Pieroni è stato l’unico presidente del calcio, l’unico tesserato che abbia fin qui pagato per le stagioni degli scandali e per i casi di partite vendute al telefonino, dei casi Napoli e Catania, di false fideiussioni e falsissimi bilanci. Ermanno Pieroni, 59 anni, arbitro a 15, arbitro di serie C a 28, già manager della Merloni e direttore sportivo del Perugia, ha pagato il fallimento dell’Ancona calcio con 53 giorni di carcere, i primi cinque in isolamento. Un duro che ha portato nel calcio italiano il portiere Marchegiani, gli attaccanti Ravanelli e Rapajc, nel Messina fece crescere Totò Schillaci, dal Giappone importò a Perugia per conto di Gaucci, e a costo zero, Hidetoshi Nakata. Poi lo rivendette alla Roma per 50 miliardi di lire. Insomma, anche la struttura societaria sembra indirizzarsi lentamente verso una normale crescita a presto, altre nuove figure aumenteranno la professionalità di un Grosseto cresciuto in fretta. In pochi anni. Pieroni dovrebbe affiancare il lavoro di Minguzzi.
Portare insomma la propria esperienza e le proprie conoscenze (praticamente tutti, nel panorama del calcio italiano), al servizio della matricola maremmana. Un colpaccio da parte di Camilli, ancor più dell’acquisto di questo o quel giocatore. Intanto, il patron conferma che il ritiro del Grifone sarà in quel di Santa Fiora: «C’è ancora qualche piccolo problema da risolvere col campo, ma credo proprio che andremo sull’Amiata». Un Grosseto che lo ricordiamo, si ritroverà il 10 luglio a La Principina. In programma visite mediche e test atletici. Poi, il 15 via verso il fresco della montagna sino a fine mese, per la prima fase della preparazione. Agli ordini di mister Roselli e del preparatore, Federico Faedo, partiranno circa 25 giocatori. Una rosa che non sarà però quella definitiva. Come ha ricordato il presidente, nessuna fretta. Ci sarà chi partirà in ritiro col Grosseto, senza però rimanervi per il campionato e chi raggiungerà i nuovi compagni solo in ritiro. Nel mezzo, i lavori allo stadio che procedono spediti. Una campagna abbonamenti che aspetta le ultime indicazioni sullo stadio che verrà, prima di partire. Un programma di amichevoli da definire, sul quale la società sta già lavorando. E poi il 3 luglio, l’assemblea straordinaria di lega a Milano, dalla quale il Grosseto più di molte altre società, aspetta novità importanti che avranno influenza decisiva sul prosieguo del mercato biancorosso.
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