Il Tirreno

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«Non negativo»: indagine su Petacchi

La Federazione invia il caso alla Procura antidoping del Coni

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ROMA. Alessandro Petacchi e la sua «non negatività»: atto secondo. Dopo la notizia che il velocista della Milram, ad un controllo antidoping, aveva valori di salbutamolo superiori ai livelli consentiti, ieri la Federazione ciclistica italiana ha ricevuto dall’Uci, l’organismo internazionale, gli atti relativi alla sua non negatività all’ultimo Giro d’Italia. La stessa Fci ha inoltrato la documentazione alla Procura Antidoping del Coni. In sostanza, è stato aperto un procedimento sul corridore, un’indagine per sapere se c’è stata una violazione ai regolamenti. Petacchi ha sempre sostenuto di aver usato farmaci per curarsi l’asma, un disturbo allergico che gli procura non pochi fastidi e che gli è stato diagnosticato da tempo. Da qui la presenza del salbutamolo negli eami delle urine. I suoi valori analizzati prima nel laboratorio Fmsi dell’Acquacetosa di Roma e quindi in quello di Barcellona hanno evidenziato oltre 1400 nanogrammi per millilitro quando il limite massimo consentito a fini terapeutici non deve superare quota 1000. Pare anche che a lui fosse stato prescritto l’uso di antistaminici solo in situazioni di «estrema necessità». Da qui il termine, per il momento, di “non negatività” in attesa che chiarisca bene la sua posizione.

Va anche aggiunto che il salbutamolo può essere assunto per vie analatorie ma è vietato per via sottocutanea. In sostanza, sono vietate le iniziezioni. Ieri, sulla vicenda, l’ufficio stampa della Milram, la squadra di Petacchi, ha trasmesso il seguente documento: «In seguito alla non negatività di Alessandro Petacchi ad uno dei controlli antidoping a cui è stato sottoposto all’ultimo Giro d’Italia, l’Uci aveva predisposto, come noto, ulteriori approfondimenti al laboratorio di Barcellona. In data odierna (ieri per chi legge, ndr) ci è stato comunicato telefonicamente che gli accertamenti eseguiti non sono stati in grado di definire inequivocabilmente le modalità di assunzione della sostanza trovata (salbutamolo) per cui Petacchi è in possesso di regolare autorizzazione della commissione medica Uci a scopo terapeutico. In rispetto delle norme vigenti, l’Uci ha chiesto alla Fci di avviare una procedura per stabilire se c’è stata, oppure no, infrazione ai regolamenti antidoping. Prendendo atto di quanto sopra e confermando che la filosofia della nostra squadra e dei nostri sponsor è di totale chiusura verso ogni pratica illecita, vogliamo ribadire la nostra fiducia ad Alessandro Petacchi, garantendogli tutto il sostegno affinché possa dimostrare nelle sedi opportune la sua assoluta buona fede. Studieremo insieme ad Alessandro e ai consulenti del nostro team le iniziative da prendere affinché tutta la vicenda si risolva in maniera chiara e in tempo utile per partecipare al prossimo Tour de France».

Da segnalare anche una dichiarazione di Petacchi: «Sono naturalmente dispiaciuto per quanto sta accadendo anche se mi sento assolutamente a posto con la mia coscienza e cercherò di dimostrare la mia buona fede in questa vicenda. La mia unica preoccupazione è il tempo che occorre per questa procedura in vista del Tour de France. Spero che la Fci possa darmi tutto il suo appoggio per fare chiarezza in tempo utile». Insomma, il tempo stringe e Petacchi rischia davvero di non farcela a dimostrare la sua innocenza prima del 7 luglio, il giorno del via della Grande Boucle.

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