Il Tirreno

Grosseto

In Maremma il grande polo del gesso

Fusione tra Tecnobay e Lago d’Iseo. A regime 140 posti di lavoro

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GROSSETO. Viene data praticamente per conclusa la trattativa tra le proprietà della Gessi del Lago d’Iseo spa e la Tecnobay spa, due società che gestiscono da anni centinaia di ettari di cave del gesso e piccole fabbriche per la produzione di premiscelati, intonaci, laterizi, malte e adesivi. Una fusione di cui si parla da tempo e che permetterà la nascita, sul territorio, di un grande gruppo del settore, il primo polo nazionale del gesso. Attualmente Gessi del Lago d’Iseo e Tecnobay ricoprono importanti posizioni a livello nazionale nel mercato di riferimento. Fonti ben informate ritengono che l’operazione potrebbe addirittura essere un vero e proprio acquisto da parte di Gessi Lago d’Iseo nei confronti della più grande Tecnobay. Sarebbe già stato firmato un compromesso ma i particolari saranno resi noti solo dopo una serie di verifiche (fattibilità dei progetti di sviluppo del nuovo soggetto, passaggi con maestranze e sindacati) e quindi non prima del prossimo ottobre.

Il matrimonio tra le due società segna anche l’uscita di scena dell’imprenditore Carlo Meneghini, proprietario di Tecnobay, ormai da tempo disinteressato alle vicende roccastradine perché impegnato su altri fronti, nella capitale. Dovrebbe restare invece, con un ruolo di primo piano anche nella nuova società, il dottor Vincenzo Campiglia, amministratore delegato di Tecnobay. Il mercato nazionale e mondiale del gesso è ormai in mano alle grandi società (Fassa, Knauff, Saint Gobain, Lafarge). È quindi necessario, spiegano dagli uffici del Tamburino, che le società più piccole raggiungano delle intese, si coalizzino, per affrontare la sfida del mercato globalizzato. Per la cronaca la Regione Toscana ha da tempo individuato a Roccastrada il bacino di produzione del gesso di riferimento regionale. Del resto la materia bianca viene estratta in questi luoghi, in forma industriale, fin dai primi anni del novecento. Nel secondo dopoguerra sono state molte le società che si sono impegnate nella coltivazione del bacino di Roccastrada ed un po’ alla volta si sono unite tra loro arrivando fino agli attuali due soggetti. Sia tra le istituzioni locali che tra chi lavora nelle due aziende la fusione viene vista come un’opportunità. Si capisce che un’unica e grande società a gestire tutta la risorsa permetterà in futuro al gesso di qualità prodotto a Roccastrada di continuare ad essere leader sul mercato, come è stato fino ad oggi.

Il Bacino del gesso di Roccastrada, come detto, si estende per alcune centinaia di ettari ed è formato da molte cave in coltivazione o in fase di recupero, con una notevole potenzialità produttiva ancora per molti anni. Attualmente sono occupati circa 90 lavoratori più un indotto cospicuo. La fusione porterà sicuramente nuova occupazione, si parla di arrivare, a regime, a 120-140 occupati diretti, soprattutto grazie alla realizzazione dei nuovi impianti per la produzione di cartongesso. Qui, negli anni venire si potrà trovare tutto il gesso dalla A alla Z, da da quello che serve per le impronte dentali ad ogni prodotto possibile ed immaginabile per l’edilizia. Razionalizzare, quindi, per migliorare la produzione, senza nessuna restrizione occupazionale. Anzi sviluppo. Questo è il messaggio forte e chiaro che Tecnobay e Lago d’Iseo, per adesso in maniera separata, hanno lanciato ai rappresentanti sindacali e all’amministrazione comunale, da cui giungono solo secchi «no comment». Di certo c’è che il nuovo soggetto sarà, comunque, legato al territorio: management e strutture (amministrativa e commerciale) saranno localizzate nella sede di Roccastrada. E aumentando le risorse a disposizione si spera che aumenti anche l’attenzione alle problematiche ambientali causate dall’inserimento di questo tipo di attività sul territorio. Input recepiti se è vero che uno dei primi passi del nascente soggetto sarà l’attivazione della procedura per la certificazione di qualità ambientale dell’intera filiera produttiva.

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