Sicurezza
Troppo sporco, la gente va via
Barbara Uloremi
Tra Cala Galera e Ansedonia l’immondizia è padrona
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FENIGLIA. Ancora al mare tra i rifiuti. E la Capitaneria di porto - come avevamo anticipato nei giorni scorsi - ha segnalato il problema alla Procura. Ora è certa l’apertura di un’inchiesta. Anche ieri, infatti, nonostante un lieve miglioramento, fare il bagno nelle acque fra Ansedonia e Cala Galera voleva dire trovarsi con la faccia circondata da sacchetti di plastica e da immondizie di ogni genere. La rabbia di bagnanti e operatori economici ha continuato a montare, anche se con il vento di libeccio che soffiava energicamente da sud ovest, la situazione in Feniglia, almeno sulla spiaggia di fronte agli stabilimenti, sembrava essere un po’ migliorata. Tutto ciò grazie anche all’incessante lavoro dei bagnini.
La condizione della spiaggia libera a metà fra Feniglia e Ansedonia era invece ancora critica. Il mare, nella zona di balneazione, si presentava inavvicinabile. Mamme che portano i loro bambini abitualmente negli stabilimenti di quella zona continuavano a rinfrescarli con l’acqua delle docce, prelevata con i secchielli, senza far avvicinare i piccoli alla riva: «C’è da prendere qualche fungo o infezione - dicevano alcune - ma come si fa? Fa caldo e i bambini non possono stare in casa». Intanto i gestori degli stabilimenti e dei parcheggi di tutta l’area hanno iniziato una stima dei danni.
Un ex marinaio, che oggi lavora in una sosta camper, afferma: «Sono arrivati 25 camper in meno questo fine settimana, e la metà di quelli che c’erano se ne sono andati. Per esempio una famiglia di Firenze che doveva restare per altri dieci giorni ha deciso di tornare a casa, i componenti non ritenevano opportuno, con moglie incinta e ragazzini piccoli, di tuffarsi in quell’acqua». E aggiunge: «Sono andato a dare un’occhiata in spiaggia e sono rimasto allibito. Ho navigato tanti anni e ne ho viste di navi che portano immondizia; quelli sono rifiuti già trattati e una nave non ne accumula così tanti a meno che non sia un trasporto appositamente destinato».
Un gestore racconta: «A un cliente ho dovuto dare i soldi indietro perché se ne è andato senza neanche bagnarsi i piedi; e ho perso molti abbonamenti quindicinali e tre clienti abituali e, anzi, oggi è un po’ meglio anche perché ho continuamente rimosso la spazzatura che arriva, ho trovato un tappeto di erba sintetica che sarà quasi 4 metri di lunghezza». I bagnini, qualche stabilimento più in là, confermano: «Effettivamente c’è stato un calo di almeno il 20% delle presenze e comunque anche stamattina è stato un macello, abbiamo levato una coltre di plastiche e materiali vari che invadevano la spiaggia».
Un operatore dice di aver parlato con la Guardia Costiera: “Mi hanno assicurato - racconta - che le correnti che vengono da sud sono pulite. Probabilmente è una nave che ha scaricato a nord di Civitavecchia, ma proveniente da sud, perché io ho trovato bustine di zucchero di Catania e Trapani». Intanto Carabinieri e Guardia costiera proseguono le indagini per risalire alle cause che hanno portato tonnellate di rifiuti sull’arenile del tombolo di Feniglia. Ieri allo scopo di verificare la consistenza del fenomeno, la Guardia costiera ha fatto controlli in mare con la motovedetta e a terra con due pattuglie di uomini della Capitaneria di porto, mentre un elicottero della Guardia di finanza ha sorvolato la zona di mare compresa tra Porto S. Stefano e Capalbio confermando l’assenza di ulteriori inquinamenti in zona. Un’attività che proseguirà anche oggi.
La condizione della spiaggia libera a metà fra Feniglia e Ansedonia era invece ancora critica. Il mare, nella zona di balneazione, si presentava inavvicinabile. Mamme che portano i loro bambini abitualmente negli stabilimenti di quella zona continuavano a rinfrescarli con l’acqua delle docce, prelevata con i secchielli, senza far avvicinare i piccoli alla riva: «C’è da prendere qualche fungo o infezione - dicevano alcune - ma come si fa? Fa caldo e i bambini non possono stare in casa». Intanto i gestori degli stabilimenti e dei parcheggi di tutta l’area hanno iniziato una stima dei danni.
Un ex marinaio, che oggi lavora in una sosta camper, afferma: «Sono arrivati 25 camper in meno questo fine settimana, e la metà di quelli che c’erano se ne sono andati. Per esempio una famiglia di Firenze che doveva restare per altri dieci giorni ha deciso di tornare a casa, i componenti non ritenevano opportuno, con moglie incinta e ragazzini piccoli, di tuffarsi in quell’acqua». E aggiunge: «Sono andato a dare un’occhiata in spiaggia e sono rimasto allibito. Ho navigato tanti anni e ne ho viste di navi che portano immondizia; quelli sono rifiuti già trattati e una nave non ne accumula così tanti a meno che non sia un trasporto appositamente destinato».
Un gestore racconta: «A un cliente ho dovuto dare i soldi indietro perché se ne è andato senza neanche bagnarsi i piedi; e ho perso molti abbonamenti quindicinali e tre clienti abituali e, anzi, oggi è un po’ meglio anche perché ho continuamente rimosso la spazzatura che arriva, ho trovato un tappeto di erba sintetica che sarà quasi 4 metri di lunghezza». I bagnini, qualche stabilimento più in là, confermano: «Effettivamente c’è stato un calo di almeno il 20% delle presenze e comunque anche stamattina è stato un macello, abbiamo levato una coltre di plastiche e materiali vari che invadevano la spiaggia».
Un operatore dice di aver parlato con la Guardia Costiera: “Mi hanno assicurato - racconta - che le correnti che vengono da sud sono pulite. Probabilmente è una nave che ha scaricato a nord di Civitavecchia, ma proveniente da sud, perché io ho trovato bustine di zucchero di Catania e Trapani». Intanto Carabinieri e Guardia costiera proseguono le indagini per risalire alle cause che hanno portato tonnellate di rifiuti sull’arenile del tombolo di Feniglia. Ieri allo scopo di verificare la consistenza del fenomeno, la Guardia costiera ha fatto controlli in mare con la motovedetta e a terra con due pattuglie di uomini della Capitaneria di porto, mentre un elicottero della Guardia di finanza ha sorvolato la zona di mare compresa tra Porto S. Stefano e Capalbio confermando l’assenza di ulteriori inquinamenti in zona. Un’attività che proseguirà anche oggi.
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