Sicurezza
Nuova marea di immondizia sulla Feniglia
Barbara Uloremi
Non rallenta l’arrivo di rifiuti. Protestano turisti e gestori dei bagni
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ORBETELLO. «Oggi è peggio di ieri» questo il commento che domenica pomeriggio imperava sulla spiaggia della Feniglia, ancora devastata dal continuo arrivo di rifiuti provenienti dal mare. Bagnanti e gestori degli stabilimenti sono arrabbiati e schifati per le ondate di spazzatura che continuano ad approdare sull’arenile e impediscono anche di fare un bagno. Il mare è una distesa di plastica e paccottiglie varie. A occhio nudo è possibile scorgere immondizia che galleggia e nell’incresparsi delle onde ci sono cumuli di sporcizia che, con la corrente, continuano inesorabili il loro viaggio verso la riva. Gestori degli stabilimenti e villeggianti guardano impotenti e si domandano quando finirà questa storia.
Uno dei gestori di uno stabilimento conferma «sono almeno dieci giorni che la mattina continuiamo a portare via cumuli di robaccia». Un bagnante, giunto a prendersi un caffè gli fa eco: «è impossibile rimanere sulla battigia, abbiamo cambiato punto tre volte per vedere se verso Ansedonia l’acqua fosse più pulita, ma non abbiamo trovato una zona immune». Un residente, che nel caldo pomeriggio è giunto sulla spiaggia esclama: «Non mi ricordo di aver mai assistito a un simile spettacolo. La situazione è nauseante».
Stessi toni che usa una famigliola, giunta per farsi due giorni di mare, e che si lamenta «è un’ indecenza, andiamo via perché non si sta in pace, c’è di tutto sulla spiaggia, non solo sacchetti, anche materiale di igiene intima e materiali di uso comune di ogni specie». Poco più in là giocava un bambino piccolo che rideva entusiasta con il suo secchiello in mano e andava a prendere un po’ d’acqua per riempirlo ma il padre l’ha bloccato dicendo «Fermo bello di papà, l’acqua del mare è troppo sporca, usiamo quella della bottiglia».
In effetti, nonostante non ci fosse nessun divieto di balneazione, in acqua c’erano poche persone, nonostante facesse molto caldo. fa eccezione uno sparuto gruppo di giovani coraggiosi. Ancora poco distante, la signora Rita avanza un’ipotesi «E se l’avessero fatto apposta? Chissà cosa c’è dietro a questi episodi, non potrebbe essere che volessero fare un danno all’economia della zona? Beh insomma per l’ambiente è un bel danno», ipotesi che sfiorano anche il più machiavellico degli scenari quelli che fanno i presenti, soprattutto i frequentatori abituali, che a un tale panorama non sono di certo abituati.
Due esperti marinai, poi, danno un’ulteriore spiegazione del fenomeno: «I pezzi di rete da pesca che si trovano in giro per il litorale potrebbero essere gli involucri che contenevano queste balle di rifiuti, i quali sembrano essere già stati compostati, di intero c’è poco o niente». A sentir loro si riaffaccia l’ipotesi che una o più navi abbiano scaricato a largo immondizia stoccata a bordo. La Capitaneria di Porto di Monte Argentario, comunque, rassicura che il fenomeno è quasi completamente rientrato, è rimasta una piccola sacca tra Porto Ercole e Cala Galera e all’Amministrazione è già stato comunicato di prendere provvedimenti finalizzati ad affrontare l’emergenza. Interventi dal mare sono stati impossibili perché i rifiuti sono quasi esclusivamente in zona di balneazione e non a largo, perciò i fondali risultano troppo bassi per un intervento con un’apposita imbarcazione.
Gli esperti escludono che delle navi abbiano scaricato rifiuti a largo in quanto, altrimenti, anche le coste delle isole di Giannutri e del Giglio sarebbero state invase dalla sporcizia e invece su tali spiagge non risulta niente. L’unico dato certo è che quest’ondata è venuta da sud e i rifiuti sono approdati sul litorale della Feniglia trasportati dalle correnti. Gli accertamenti sulla loro provenienza sono ancora in corso.
Uno dei gestori di uno stabilimento conferma «sono almeno dieci giorni che la mattina continuiamo a portare via cumuli di robaccia». Un bagnante, giunto a prendersi un caffè gli fa eco: «è impossibile rimanere sulla battigia, abbiamo cambiato punto tre volte per vedere se verso Ansedonia l’acqua fosse più pulita, ma non abbiamo trovato una zona immune». Un residente, che nel caldo pomeriggio è giunto sulla spiaggia esclama: «Non mi ricordo di aver mai assistito a un simile spettacolo. La situazione è nauseante».
Stessi toni che usa una famigliola, giunta per farsi due giorni di mare, e che si lamenta «è un’ indecenza, andiamo via perché non si sta in pace, c’è di tutto sulla spiaggia, non solo sacchetti, anche materiale di igiene intima e materiali di uso comune di ogni specie». Poco più in là giocava un bambino piccolo che rideva entusiasta con il suo secchiello in mano e andava a prendere un po’ d’acqua per riempirlo ma il padre l’ha bloccato dicendo «Fermo bello di papà, l’acqua del mare è troppo sporca, usiamo quella della bottiglia».
In effetti, nonostante non ci fosse nessun divieto di balneazione, in acqua c’erano poche persone, nonostante facesse molto caldo. fa eccezione uno sparuto gruppo di giovani coraggiosi. Ancora poco distante, la signora Rita avanza un’ipotesi «E se l’avessero fatto apposta? Chissà cosa c’è dietro a questi episodi, non potrebbe essere che volessero fare un danno all’economia della zona? Beh insomma per l’ambiente è un bel danno», ipotesi che sfiorano anche il più machiavellico degli scenari quelli che fanno i presenti, soprattutto i frequentatori abituali, che a un tale panorama non sono di certo abituati.
Due esperti marinai, poi, danno un’ulteriore spiegazione del fenomeno: «I pezzi di rete da pesca che si trovano in giro per il litorale potrebbero essere gli involucri che contenevano queste balle di rifiuti, i quali sembrano essere già stati compostati, di intero c’è poco o niente». A sentir loro si riaffaccia l’ipotesi che una o più navi abbiano scaricato a largo immondizia stoccata a bordo. La Capitaneria di Porto di Monte Argentario, comunque, rassicura che il fenomeno è quasi completamente rientrato, è rimasta una piccola sacca tra Porto Ercole e Cala Galera e all’Amministrazione è già stato comunicato di prendere provvedimenti finalizzati ad affrontare l’emergenza. Interventi dal mare sono stati impossibili perché i rifiuti sono quasi esclusivamente in zona di balneazione e non a largo, perciò i fondali risultano troppo bassi per un intervento con un’apposita imbarcazione.
Gli esperti escludono che delle navi abbiano scaricato rifiuti a largo in quanto, altrimenti, anche le coste delle isole di Giannutri e del Giglio sarebbero state invase dalla sporcizia e invece su tali spiagge non risulta niente. L’unico dato certo è che quest’ondata è venuta da sud e i rifiuti sono approdati sul litorale della Feniglia trasportati dalle correnti. Gli accertamenti sulla loro provenienza sono ancora in corso.
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