Il Tirreno

Grosseto

sviluppo sostenibile

Case per i turisti, ma non per i residenti

L’odissea di un giovane che vuole farsi un tetto con una coop a Capalbio

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GROSSETO. Antonio Bartolomeo Ruiu ha trentuno anni e, nonostante il cognome manifesti le origini sarde, è attaccatissimo alla Maremma, sua terra madre. Infatti è nato e vive a Capalbio. E qui vorrebbe continuare a stare mettendo su casa, com’è nelle speranze di tutti i giovani. Ora sta in affitto «ma quelli sono soldi sprecati - dice - meglio sarebbe fare un mutuo e comprarsi il tetto». Un pensiero comune a molti e Antonio Bartolomeo ha anche le basi per inziare l’avventura. Che si presenta sotto il nome di una cooperativa senese, la Manta. La coop ha messo gli occhi su una valletta, nella zona del Vignolo, proprie dietro il municipio. La coop presenta i progetti che comprendono villette bifamiliari e appartamenti.

L’ufficio tecnico del Comune li respinge perchè troppo impattanti. I progettisti rimettono mano all’intero impianto e presentano nuove carte. E tutto si impantana. Una decina di famiglie restano col fiato sospeso aspettando di sapere cosa accadrà. Sono passati tre anni e niente è cambiato. L’attesa del signor Ruiu e di un’altra decina di famiglie, ora si riempie di ansia. Leggono sui giornali che tutto sarà bloccato, che la giunta ha deciso di fermare lo sviluppo urbanistico, che le nuove case non si faranno.

Così Antonio Bartolomeo Ruiu decide di scrivere al Tirreno per sollevare il problema. Dice in sostanza: il comune fa bene a bloccare l’assanto alle doppie case, ma deve anche garantire i residenti che hanno bisogno di un appartamento non per fare le vacanze ma per viverci. «Per mezzo della coop. - scrive - credevo di poter realizzare quello che poi è il sogno di tutti: una casa. Purtroppo per una serie di motivi la realizzazione di queste case si sta dimostrando una ardua impresa, anzi, un sogno irrealizzabile. Come cittadino capalbiese io abbia il diritto ad avere una casa ad un prezzo accessibile,come mi era stato proposto dalla coop, a duemila euro il mq». Domanda Ruiu: «Dovrei, forse, rivolgermi ad altre imprese che chiedono settemila euro il mq? Sono cifre non accessibili ad uno come me che fa il cameriere in un ristorante».

Questo problema lo hanno sottoposto anche al sindaco, Lucia Biagi, senza ottenere una soluzione: «Circa due anni fa, in seguito all’ennesimo rifiuto di approvazione del progetto presentato, abbiamo chiesto un incontro con il sindaco Lucia Biagi». Il sindaco li riceve ma - secondo il racconto di Ruiu - arriva accompagnata dal proprio avvocato. Una presenza che non viene vissuta come elemento conciliante: «L’incontro si teneva presso il comune, noi soci della coop. eravamo circa venticinque persone e il sindaco, accompagnato dal suo avvocato - senza peraltro aver avvisato della presenta di quest’ultimo - ci rassicurava dicendo che, se la cooperativa non aveva potuto iniziare la sua opera, era un far sì per tutelare noi cittadini ai fini che le cose fossero fatte in maniera corretta. Invece il sindaco annuncia sui giornali che a Capalbio, dei quindicimila metri cubi previsti, ne saranno realizzati zero. Tra questi, c’è anche la mia casa?»

Ruiu vive questa situazione come una beffa: «In questi ultimi quattro anni, nei dintorni, ho visto costruire piscine, piazzole di atterraggio di elicotteri a uso personale, ville alla Beverly Hills. Tutto ciò non danneggia il paesaggio. Sono, invece, i settanta metri quadrati della mia casa che danno fastidio all’ambiente».

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