Il Tirreno

Grosseto

Farmacie, presto torneranno al Comune

A.L.

Il Terzo verrà venduto, per il mattatoio si punta ad aprire ai privati

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GROSSETO. Dal 19 giugno del 2006, Paolo Borghi ha le chiavi delle casse del Comune. Ruolo ingrato, in questi primi dodici mesi da assessore alle finanze, perché i conti erano in profondo rosso e la giunta aveva scadenze ravvicinate da onorare. Alle quali si sono sommati impegni imprevisti, quali quelli imposti dalla promozione del Grifone in serie B. Paolo Borghi ha messo mano ai conti, li ha riportati nei parametri della stabilità, ha fatto una radiografia attenta alle società partecipate. E alle periodiche raffiche polemiche che arrivano dal suo predecessore della giunta di centrodestra, Luigi Colomba, risponde sorridendo: «Gelosie». In altre parole: gli rode il fegato.

Parliamo dell’azienda Il Terzo. Il deputato Franci si domanda se sia il caso che il Comune debba fare il giardiniere. Lei Cosa risponde?
«Condivido il dubbio di Franci, ma non possiamo neppure svendere il patrimonio del Comune. Vogliamo valorizzarlo e, una volta fatto, chiedere ai privati di proseguire nella missione».

Come?
«Intanto sia per il Terzo che nella società Mattatoi della Maremma abbiamo nominato consigli di amministrazione tecnici, formati da funzionari comunali che non hanno percepito un euro per il lavoro svolto. Hanno monitorato e radiografato la situazione. Questo ha permesso di fare un piano industriale per il Terzo. Sembra incredibile, ma fino ad allora non esisteva. E, in questo quadro, abbiamo anche fatto cinque assunzioni».

Il centrodestra vi ha attaccato...
«Le dimissioni del cda tecnico sono state accelerate perchè l’ex assessore all’agricoltura Stefano Dragoni ha attaccato anche il suo ex dirigente. È stato un atteggiamento irresponsabile».

Il Comune non dovrebbe, neppure, fare il macellaio. Come intendete muovervi con la Mattatoi Maremma?
«Esatto, non faremo neppure i macellai. Il Cda tecnico sta studiano la situazione per interessare i privati a questa struttura che - ricordiamolo - serve l’intero territorio provinciale».

La darete ai privati o cercate una partecipazione?
«Sono due strade percorribili».

Il sindaco Bonifazi non fa mistero di voler riprendere le Farmacie...
«Sono in corso trattative con i proprietari della quota del 49%».

E come li pagherete?
«Con quello che ricaveremo dalla vendita del Foro Boario».

Ma non è che con questo Foro Boario volete comnprare troppa roba?
«No, stiamiamo un incasso di 30 milioni, senza dimenticare la vendita del Terzo».

Nelle farmacie la situazione non è priva di tensioni...
«Il cda ha fallito la missione. Anche la vicenda del persionale è stata gestita fuori da ogni sensibilità. Nei prossimi giorni rinnoveremo il Cda e chiederemo che valuti l’eventualità di attivare azioni di reponsabilità verso i precedenti amministratori».

Spieghi meglio.
«Troppe cause perse. Le farmacie sono uscite sconfitte in un contenzioso sull’immobile dell’ex farmacia di via Orcagna. Poi le cause di lavoro... Se ci sono responsabilità, le perseguiremo».

Con la Gea come sono i rapporti?
«Li abbiamo tarati, parlando a lungo della missione di questa società. Un primo risultato è stato raggiunto: dopo anni di paralisi, Gea e Fiora hanno trovato l’accordo per metanizzare Marina e Principina».

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