Il Tirreno

Grosseto

Nuovo attentato in spiaggia

Bruciano i resti del gazebo incendiato la notte prima

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CASTIGLIONE. L’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Il motto che guida le inchieste di tanti libri gialli deve essere tornata in mente anche ad Alessio Milani, il gestore del bagno Il Faro a Castiglione, quando ieri mattina intorno alle 5 ha sentito squillare il suo telefono: lo avvisavano che il gazebo già incendiato nella nottata di martedì, all’interno della sua porzione di spiaggia, era per la seconda volta in fiamme. Per il giovane imprenditore castiglionese, reduce da una giornata campale dopo che il suo nuovo bar era andato completamente distrutto, sono stati attimi di panico assoluto. Nuova corsa alla spiaggia e una scena già vista solo poche ore prima. L’arrivo dei vigili del fuoco, le manichette dell’acqua che si srotolano e le fiamme alte che si stagliano nel cielo dell’alba da quello che era rimasto del suo gazebo, appena costruito per rappresentare la novità assoluta della stagione estiva 2007.

Il bagno Il Faro, infatti, è ormai considerato un punto di ritrovo per i giovani residenti e i tanti ragazzi che affollano Castiglione nei mesi estivi. Un posto dove si può giocare a beach basket o a pallavolo. Insomma divertirsi spensieratamente sulla spiaggia, grazie anche al gestore sempre pronto a sperimentare e farsi in quattro per rispondere alle esigenze della sua clientela. Per Alessio Milani è stato un nuovo tuffo al cuore. Nella mattinata, processione bis di amici e conoscenti, e dei tanti curiosi che increduli anche loro, non pensavano di ritrovarsi davanti a una scena del genere.

Milani anche stavolta non si vuole lasciare abbattere: «Non ho parole - il laconico commento del trentatreenne castiglionese - forse il lavoro non era finito e qualcuno è tornato a completarlo», dice. «Ma confermo che lo ricostruirò». I vigili del fuoco verso le 10,30 hanno finito di spegnere l’incendio-replica. È stato deciso di abbattere in qualche punto la struttura: il tetto per esempio era diventato pericolante e in alcune zone aveva già ceduto. Anche questa volta difficile non pensare a un atto doloso. Per lanciare un avvertimento, più che per provocare danni: se qualcuno voleva fare “male”, poteva infatti rivolgersi alla struttura centrale dello stabilimento balneare.

Gli stessi vigili del fuoco, con il comandante Trapassi, sono propensi a pensare a una cosa del genere: «Dovremo fare delle analisi complete per stabilire con certezza la causa, ma è difficile pensare a un’autocombustione dopo una giornata intera trascorsa dal primo spegnimento. Per avere delle fiamme di quella intensità, con il legno già bruciato, si deve usare un accelerante. Basta poco, ma da solo è assai improbabile che possa riprendere fuoco». Anche i carabinieri della stazione di Castiglione hanno deciso di intensificare le indaggini, per un caso che si sta rivelando davvero di difficile comprensione. Trovare gli eventuali colpevoli sembra molto molto difficile: questa è un’operazione che a prima vista sembra compiuta da professionisti “seri”.

Se martedì notte a dare l’allarme erano stati i militari della guardia costiera e i volontari della Croce rossa, stavolta il fuoco è stato visto da alcuni pescatori, che hanno subito lanciato l’sos. Il gazebo, già semidistrutto, ha continuato a bruciare per ore. Alessio Milani ha ricevuto gli attestati di stima da tante persone. Ma ora la paura si fa strada. E in paese non si fa che parlare di questo attentato, dei suoi esecutori, dei possibili mandanti. Per Castiglione un altro brusco risveglio. Enrico Giovannelli

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