Gioco
"Indicazioni di v(u)oto" oggi nella sala espositiva del Cedav
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Una delle opere in mostra 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. "La città visibile", la galassia di mostre ed eventi dedicati alla rappresentazione di Grosseto che si svolge in diversi angoli della città, si arricchisce oggi di una mostra "satellite" non a torto considerata un evento nell'evento. Dopo l'inaugurazione delle tre mostre al Cassero - Manifesti urbani d'arte, Tripoli street e Città malgrado - e il via alle esposizioni "What if?" alla chiesa dei Bigi e "ComuniCarte" alla sede Eventi di via Varese 18, ecco un'altra mostra sul tema della città. Oggi alle 17 nella sala espositiva del Cedav in via Mazzini si inaugura "Indicazioni di v(u)oto" a cura di Gianmarco Serra e Maurizio Cont. Contro il sogno dell'appartenenza, e contro il veleno dell'identità, delle radici e della cultura: questa è la provocazione lanciata dal documentarista Gianmarco Serra e dall'artista Maurizio Cont. E non solo nelle opere. Contestualmente all'inaugurazione ci sarà un incontro informale - quindi privo di interventi pedanti e retorici, e aperto a tutto e tutti - che si svolgerà alle 17.30 al ridotto degli Industri per discutere sul controverso tema dell'identità nel suo legame con il territorio maremmano. «Esiste la maremmanità? Grosseto è città medievale o Kansas City? La comunità che la abita è orgogliosa delle sue radici, se le ha, e come esprime il senso di appartenenza e cittadinanza?». Queste le domande che stimoleranno tutti i cittadini ad intervenire sul tema tema identitario, divenuto oggi bandiera di grandi battaglie culturali e politiche. «Che cos'è oggi l'identità se non un mito? - si chiede Francesco Remotti - L'identità è una forte richiesta di riconoscimento, che non tiene conto della ricchezza e della vitalità delle relazioni con gli altri e le riduce drasticamente a quelle con l'estraneo e con il nemico. L'identità è dunque un fattore e un segno di impoverimento culturale, forse una riedizione più attuale, seducente ed accettabile, e quindi più subdola, di razzismo». Ingresso gratuito, fino al 19 settembre.
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