Sicurezza
Il ritorno a casa di mamma soprano
Monica Magagnini
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SOPRANO Silvia Dolfi Il suo assolo dalle platee mondiali: «Bella Follonica»
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FOLLONICA. Silvia Dolfi, follonichese Doc, è una delle eccellenze artistiche della città del Golfo. Città dove vive oggi LA bella stagione di mamma, per crescere Valentina (la figlia di 4 anni), e di sposa con Lamberto Stefanelli in un momento di pausa della sua brillante carriera di Soprano Lirico con la specializzazione in Musical. Silvia è nata nell'agosto 1971 e ha frequentato le scuole di Follonica: le materne «ne ho girate tre o quattro, a quel tempo, sono stata anche alla casse lombarde». Poi il tempo pieno in via Buozzi «ho un bellissimo ricordo di quella esperienza, dei miei compagni, della maestra Doretta Comparini, le medie dentro l'Ilva e il Liceo, già trasferito nel Rione di Campi Alti al Mare - 167». Diplomata a Lucca, con il massimo dei voti in pianoforte, comincia dedicarsi all'altra sua passione: il canto. «Sei stonata, smettila» ripeteva mia madre. Ma la faccenda a 18 anni. «"Silvia abbassa la radio" mi disse mamma sentendo, dall'altra stanza, alcuni acuti della Traviata. Non è la radio, sono io a cantare risposi». Iniziò cosi l' altro percorso artistico che portò questa follonichese a studiare e a diplomarsi al Conservatorio di "Santa Cecilia" come Soprano Lirico. La specializzazione in Musical a Bologna, la "Bernstein School of Musical Theatre". Le esibizioni al Carcano a Milano, Sistina a Roma, Bellini a Napoli e all'estero: Stati Uniti, Russia, Canada. «Sono stati anni bellissimi, importanti - ricorda - mi piace viaggiare ed esibirmi, ma con altrettanto entusiasmo sono contentissima di vivere a Follonica, uno dei luoghi più incantati del mondo». Il richiamo del golfo e della mitica nonna Vittoria Corsi, delle spiagge, delle pianure e dei rilievi impastati di civiltà etrusca è forte come per altri artisti locali: Giuliano Giuggioli, Aviero Bargagli, Stefano Scalzi, Stefano "Cocco" Cantini, il velista Simone Gesi. La nascita della figlia e la presenza in famiglia di un marito altrettanto impegnato nel settore dello spettacolo (films e tecniche del suono) hanno spinto la Dolfi a rientrare e a fermarsi, per poi ripartire, quando la situazione e Valentina lo permetteranno: «Oggi apprezzo il fatto di vivere nella mia città che, pur con tutti i suoi difetti, sa essere, viva, dinamica e al tempo stesso accattivante e accogliente». Un' accoglienza esplosa nelle sue due ultime apparizioni locali; sotto il tendone di piazza XXV aprile, a carnevale, e a giugno durante il 1º premio letterario "Il Salmastro: «Li ho riassaporato l'affetto dei miei concittadini. È stato di una piacevolezza massima ed emozionante il tributo di affetto e poi la soddisfazione di essere riconosciuta per strada».
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