Finanza
LA SFILATA
Migranti e diversamente abili in passarella
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SFILATA SOLIDALE. Lidea di Ady Franchi: portare in passerella diversamente abili e migranti 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Un messaggio forte con un tono leggero. Una forma di sensibilizzazione generale che fa leva sullo spettacolo. Un modo di aiutare chi è in difficoltà grazie al contributo di chi sta lavorando gratis. "Sulle strade della moda" è tutto questo. Il 23 in piazza Caduti di Nassirya si incontrano culture ed energie pulite grazie a un'idea di Ady Franchi. Le culture sono quelle straniere (in passerella le comunità senegalesi, rumene e argentine) ma anche quelle più generalmente intese come modi di pensare: perché accanto alle modelle sfileranno una decina di disabili, anche loro vestiti secondo i criteri che informano la manifestazione. «Uguali come noi», dice Ady. Perché il ricavato della serata (ingresso a offerta) sarà destinato alle iniziative della Fondazione Il Sole, che sta facendo entrare a regime la casa famiglia (10 gli ospiti, 600 mila euro all'anno coperti dalla Regione in larga parte) e che ha intenzione di installare una copertura fotovoltaica (40 mila euro il costo) per le spese di energia elettrica del centro sociale. Ecco le culture, ecco le energie. E gli abiti? Sono fatti di stoffe da destinare al macero, recuperate dal mancianese Bruno Lelli. Energie fornite gratis, come quelle di tutte le persone che stanno lavorando alla sfilata, dall'ingegnere ai presentatori. Un elenco lungo, in cui figurano gli enti locali («ma tra le associazioni solo la Confartigianato», commenta Ady), molte ditte («ma nessun parrucchiere locale») e tante persone che si sono fidate dell'estro e delle garanzie di chi ha organizzato. Alla conferenza stampa di presentazione, il sindaco Emilio Bonifazi («è uno straordinario connubio con la solidarietà»), Simona Torriti per Magini management («siamo sempre stati vicini al volontariato»), Massimiliano Frascino per Il Sole («far sfilare i disabili è un messaggio forte»), Mimmo Saracino per la Scuola degli artisti («ci occuperemo delle coreografie, per noi è un onore»). E l'idea? «L'idea mi è venuta da un sogno di Lorella Ronconi (disabile, ndr) - confida Ady - Mi ha detto che vorrebbe essere ricordata come una modella che truccata e ben vestita sfila in passerella. E sarà così. Lo spettacolo è tenuto insieme da una storia: quella del cuore di questa città».
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