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Tradizione, spontaneità e dedizione in ogni singola bottiglia di Jacobelli Liquori

Tradizione, spontaneità e dedizione in ogni singola bottiglia di Jacobelli Liquori

Distillati e liquori una tradizione familiare che si è affermata grazie a prodotti di ottima qualità

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I liquori della famiglia Jacobelli sono conosciuti ormai in tutta la Toscana e non solo. Dalla fine degli anni 50, quando Antonio proprietario di un noto bar con Agostino a Tivoli, decide di offrire ai suoi clienti una bevanda esclusiva. Negli anni a seguire Agostino  decide di dedicarsi solo ai liquori e di spostarsi a Capalbio dove ormai lavora con la figlia Barbara che ci ha raccontato la storia della sua azienda e della sua famiglia proprio nel giorno della festa del papà.

LA STORIA

Il racconto dell’inizio dell’attività arriva direttamente dalla figlia Barbara Jacobelli: «A Tivoli mio nonno aveva un bar oltre settant’anni fa. Faceva liquori, gelato e tutto quello che si poteva produrre artigianalmente, mio padre Agostino però decise di staccarsi dalla tradizione del bar, dedicandosi solo ai liquori. Tutto iniziò da lì. Papà Agostino oggi ha 83 anni e ci guida grazie alla sua proverbiale saggezza ed esperienza».

Come detto tutto iniziò da Tivoli. «Sì, la nostra è stata la prima azienda di Liquori a Tivoli a commercializzare l’amaretto di Tivoli, un elisir che immediatamente riscosse un enorme successo da parte dei suoi avventori. Da lì mio padre decise di ampliare e proseguire l’esperienza realizzando una vera e propria produzione di liquori. Per affrontare questa nuova sfida, alla fine degli anni 80 ci siamo spostati in Maremma, precisamente a Capalbio, un luogo vicino al mare, meraviglioso e  ricco di materie prime e prodotti nuovi».

CONDUZIONE FAMILIARE

«L’azienda è tutt’oggi a conduzione familiare - continua Barbara - con mio fratello Marco e in futuro spero rientri anche mio figlio Edoardo che al momento si occupa di food, ma spero vivamente di riuscire a coinvolgerlo all’interno della nostra azienda. Una storia, la nostra, che va avanti e che sono convinta ci regalerà ancora tante emozioni».

Attualmente l’azienda vende i propri liquori sia in Italia che all’estero con un mercato in costante espansione.

«Nel nostro laboratorio di Borgo Carige distilliamo solo prodotti naturali del territorio maremmano. Il nostro primo obiettivo - prosegue - è il rispetto delle materie prime e della stagionalità con un occhio all’ecologia. Nostro padre infatti è stato sempre molto attento a questo aspetto anche in passato quando ha organizzato le Giornate della Pulizia a Tivoli. Per questo cerchiamo di portare avanti valori che ormai abbiamo dentro come famiglia».

All’interno del laboratorio inoltre è predisposto uno spazio degustazione, quasi un piccolo museo ricco di pezzi vintage,  in cui Agostino ed Elisa  accolgono i visitatori per un assaggio dei propri prodotti: un’esperienza conviviale unica da non perdere.

IL FOCUS

Un’azienda proiettata verso il futuro

Barbara ci spiega i progetti futuri e l’accordo con due marchi importanti: «A breve dovremo uscire con una Grappa Ansonica, realizzata in collaborazione con I’Azienda Agricola Fontuccia dell’Isola del Giglio.  Inoltre abbiamo iniziato da poco una collaborazione con la ROQQA, una catena alberghiera di un gruppo svedese di Porto Ercole, che ci ha già chiesto di sviluppare insieme due importanti progetti: un’analcolico della buonanotte e il Gin della ROQQA, una bella novità, che sono sicura riscuoterà il consenso della nostra clientela».

Tra i vari distillati e liquori spiccano il Gingiglio, liquore ottenuto dall’infusione di bacche di ginepro dell’Isola del Giglio e il Mirto di Maremma che racchiude tutti i profumi della macchia mediterranea.

Ma la produzione non si ferma qui: dal Nocino al Limoncello, all’Arancello, dal Rosolio, a base di rose, all’Acquasanta, infuso d’erbe a 70°. Proseguendo con Sambuca e Centerbe, al liquore al caffè, per finire con l’amaro di Capalbio di origine etrusca.

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