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Grosseto, Termine condannato per diffamazione a Barzanti

Grosseto, Termine condannato per diffamazione a Barzanti

Il segretario provinciale Pd era stato querelato dal segretario regionale Pci per due episodi, il Tribunale lo ha riconosciuto colpevole solo per il primo dei due

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GROSSETO. In due distinti episodi (entrambi del 2020) il segretario regionale Pci, Marco Barzanti, ritenne di essere stato diffamato dal segretario provinciale del Pd, Giacomo Termine, tramite post su Facebook.

Oggi (sabato 19) il Tribunale di Grosseto ha condannato Termine per il primo dei due episodi e lo ha assolto per il secondo perché il fatto non costituisce reato.

Il giudice ha disposto anche una provvisionale di 5.000 euro, la cui quantificazione è rimandata in sede civile.


La reazione di Termine

«Le sentenze si rispettano anche se chiaramente non condivido. Una frase come quella che ho letto ritengo sia annoverabile al diritto di critica, fatto peraltro in campagna elettorale», commenta a caldo il segretario provinciale del Pd.

Il comunicato del Pci

Dalla segreteria del Pci di Grosseto viene espressa soddisfazione per l’esito della vicenda.

La segreteria provinciale del Pci mette in evidenza che sino a che si rimane su un piano prettamente politico si può aprire un confronto, spesso aspro e duro che deve restare su temi che hanno valenza politica «ma quando da questo piano si scende talmente in basso e sul piano personale con affermazioni prive di fondamento e verità, l’unica via da scegliere è quella dei tribunali».

«Sempre più frequentemente – commenta anche il segretario provinciale Luciano Fedeli – siamo attaccati, come è successo anche al sottoscritto e ad altri componenti del partito, sotto profili che non hanno nulla o poco di politico, con atteggiamenti che vorrebbero, oltre che a screditare in modo gratuito le persone, anche dare prova di forza che nella realtà assomiglia più a prepotenza».

Dalla segreteria del Pci concludono dichiarando che «manterremo un profilo politico, come abbiamo spesso dichiarato sulla stampa, rimanendo sui temi e sui molteplici problemi della società civile dando giudizi e facendo le nostre proposte sempre aperte al confronto, ma, se saremo costretti soprattutto dal fango che ci viene gettato addosso a titolo personale, ricorreremo ai tribunali per tutelare l’immagine nostra e del partito che rappresentiamo».

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