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Grosseto

la frase infuocata

Grosseto, bufera su Vivarelli Colonna dopo le parole in piazza: «Noi siamo il bene, gli altri il male»

Il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, lunedì 27 settembre in piazza Dante, all'iniziativa pubblica di Fratelli d'Italia, cui ha partecipato anche la leader del partito, Giorgia Meloni
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Il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, lunedì 27 settembre in piazza Dante, all'iniziativa pubblica di Fratelli d'Italia, cui ha partecipato anche la leader del partito, Giorgia Meloni

Il mondo del centrosinistra e quello delle liste civiche attaccano il sindaco, che si è "lasciato andare" in occasione della visita in città della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni

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GROSSETO. Hanno suscitato clamore le parole del sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna - che alle prossime elezioni si propone per il secondo mandato - pronunciate sul palco allestito da Fratelli d’Italia, lunedì 27settembre, in piazza Dante, per l’arrivo in città della leader di FdI, Georgia Meloni. Agli avversari politici non è sfuggito quel passaggio che parla di una Grosseto in cui da una parte ci sarebbe il bene e dall’altra il male. Ecco il commento di Leonardo Culicchi, candidato sindaco per la coalizione Partecipa!: «In un momento così complesso per la nostra città - dice - definire come "il male" chi ha una visione diversa sulla crescita e lo sviluppo di Grosseto è indice di non avere idea delle necessità di questa città, oltre a essere offensivo nei confronti di tutti i candidati a sindaco e di tutti i consiglieri comunali di qualsiasi schieramento politico, oltreché di tutti i cittadini che chiedono di essere rappresentanti nel nome della democrazia».

«In democrazia non esiste il bene e il male - continua Culicchi - ma a Grosseto esiste chi divide la città e diffonde l’odio verso una parte politica avversa al proprio pensiero». «Vivarelli Colonna - conclude Culicchi - non ha capito l’importanza di una visione che porti all’unità nel nome di un unico bene, quello dei cittadini». «Un sindaco che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini - conclude Culicchi - ha calpestato l’immagine della città per la sete di potere».

Il Movimento Cinque Stelle, che sostiene il candidato sindaco Culicchi, dice: «Quello di Vivarelli Colonna è l’ennesimo fallo di frustrazione di chi vede sfumare la vittoria che era data per certa». «In consiglio comunale e in giunta fermeremo gli ampliamenti dei centri commerciali e metteremo mano alla questione del biogas e alla raccolta rifiuti. Cureremo il verde urbano a dovere, senza selfie. E senza la politica urlata tanto cara a Vivarelli Colonna, personaggio che ha fatto il suo tempo».

Interviene anche Carlo De Martis, coordinatore e candidato per Grosseto Città Aperta a sostegno di Culicchi sindaco: «Al comizio di Giorgia Meloni - dice - il sindaco, congestionato dalla sua foga demagogica, ha dato una rappresentazione grottesca, e un po’ comica, della battaglia politica, eccedendo, come spesso gli succede, in toni offensivi e concitati. D’altra parte il populismo è la malattia infantile della politica. E quando ci si cade dentro le conseguenze sono inevitabili. I toni di Vivarelli Colonna e l’esaltazione manichea dello scontro tra il bene e il male devono aver lasciato un po’ esterrefatto anche lo staff della sua macchina della propaganda. Perché - sottolinea De Martis - la trance agonistica del sindaco, al di là di ogni considerazione sullo stile, è la più evidente manifestazione della sua insicurezza. Dell’ansia da prestazione per una campagna elettorale che immaginava in un modo, e si è trovato ad affrontare in un altro, tanto da fuggire da tutti i confronti pubblici. Non risponderemo usando i medesimi toni, restiamo rispettosi degli elettori, anche di coloro che sceglieranno proposte diverse dalla nostra. Ci limitiamo a ribadire che Grosseto è arrivata davvero a un bivio».

Francesco Grassi, coordinatore provinciale Grosseto in Azione, che sostiene il candidato sindaco Valerio Pizzuti commenta: «Dichiarare di essere "Il bene contro il male" come ha fatto lunedì Vivarelli Colonna è un’offesa all’intelligenza dei grossetani e dei suoi stessi elettori. La politica non può essere la benzina con cui alimentare rabbia, divisioni e tensione sociale, ma il momento in cui discutere di contenuti e idee, anche diverse. Il sindaco ci ha mostrato i motivi per cui il Polo Riformista di Grosseto con Valerio Pizzuti è necessario. Urla, menzogne, propaganda vuota e nessun contenuto: la malattia del populismo - conclude Grassi - deve essere fermata, a Grosseto ne abbiamo la possibilità, non sprechiamola».

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di Redazione web