Italia
Scuola e sindaci in lutto per la scomparsa di Bianciardi
Capalbio. La preside Carbone ricorda i tanti progetti portati avanti insieme per il bene dei ragazzi. Franco Borghini: piango un collega e un amico. Commovente il ricordo di Valerio Lanzillo che era stato il suo avversario politico. La camera ardente sarà allestita nella sala consiliare del palazzo comunale.
CAPALBIO. Capalbio è ancora sotto choc per l'improvvisa morte del sindaco Settimio Bianciardi colto da un malore durante una battuta di caccia sabato 16 gennaio.
«Sono senza parole - commenta la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo di Manciano e Capalbio, Anna Maria Carbone - Una notizia sconvolgente di quelle che non ti saresti mai aspettata. Settimio Bianciardi era un uomo pieno di vita. Aveva una forza incredibile. Abbiamo fatto tante cose importanti insieme non appena è stato eletto sindaco, compresa la decisione di riordinare la scuola di Capalbio eliminando le pluriclassi e dando un'offerta formativa sempre migliore. Era una persona sulla quale la scuola poteva contare, su cui tutto il territorio poteva contare. Col Covid abbiamo vissuto momenti difficili ma lui ha saputo starci vicino mettendosi a disposizione per le modifiche strutturali necessarie per allargare le classi in modo che i ragazzi stessero in sicurezza. Su alcune cose non eravamo d'accordo, non lo posso negare. Lo sanno tutti. Entrambi però pensavamo solo al bene degli alunni. Sono sicura che avremmo trovato il modo di venire a capo delle nostre frizioni. Non poterlo più fare è per me un grande rammarico».
Anche il mondo della politica è costernato. Le parole per commentare la notizia della morte di Bianciardi escono con tanta difficoltà. Marco Donati ha corso, nel 2019, contro Bianciardi per la poltrona di sindaco. «Questa è una vera tragedia, per tutti: per lui, la sua famiglia e per tutta la comunità di Capalbio. Sono veramente sotto choc.
È una giornata molto triste. Rimane difficile poter parlare e dire qualcosa. Siamo vicini alla sua famiglia». Anche il senatore della Repubblica e consigliere comunale di Orbetello, Roberto Berardi, è impietrito saputa la notizia. «Difficile trovare parole. La scomparsa di Settimio Bianciardi è una vera e propria tragedia che lascia sgomenti tutti noi. Mi unisco al dolore della famiglia e di tutta la comunità di Capalbio». Vicinanza alla famiglia è stata espressa anche dal sindaco di Orbetello Andrea Casamenti. Sconcertato anche il sindaco di Manciano Mirco Morini che non trova spiegazione per una morte così improvvisa. Anche Franco Borghini, sindaco di Monte Argentario, è sconvolto: «Piango un amico e un collega. Una notizia terribile che getta tutti nello sconforto».
Addolorato Valerio Lanzillo, che in campagna elettorale era stato suo avversario e che era il suo medico. «Oggi non piango la scomparsa di un avversario politico - dice Lanzillo - ma di un amico che conoscevo da tantissimo tempo. Con Settimio c'era un rapporto personale forte e di fiducia: quella che un medico può avere con un suo paziente. È frustrante perdere un amico senza poter fare nulla per lui, perché tutto avviene così all'improvviso. Con Settimio abbiamo giocato a pallone insieme, io juventino e lui incallito fiorentino. Non lo nego: mi piaceva stuzzicarlo. Lo facevo da tifoso di due squadre rivali, l'ho fatto da amministratore di opposizione. E lui immediatamente si accendeva. Ho sempre pensato che lo facesse perché, sotto sotto, ci volevano più bene di quello che mostravamo agli altri. Anche durante la campagna elettorale avevamo provato a trovare un punto di accordo, non fosse altro che per l'amore che nutrivamo per il nostro territorio. Non ci siamo riusciti, ma in campagna elettorale non ci siamo mai scontrati perché alla base del nostro rapporto c'era un profondo rispetto. Oggi la nostra comunità perde non solo il Sindaco, ma una di quelle persone che quando esci di casa la mattina sai di poter incontrare, perché il territorio lo conosceva e lo girava. Non sarà facile abituarsi all'idea che Settimio non ci sarà più. Non sarà facile dare sollievo al dolore della sua famiglia. Ci proverò, ci proveremo come comunità. Riposa in pace Settimio. Addio, amico mio».
Intanto Capalbio aspetta il ritorno del suo sindaco: si attende il termine delle operazioni di espianto degli organi, quindi la salma tornerà nella Piccola Atene, presumibilmente per la mattina del 18 gennaio. La camera ardente sarà allestita nella sala consiliare del palazzo comunale.
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