Il Tirreno

Grosseto

"The endless river”, il grande ritorno

A 20 anni dall’ultimo cd Gilmour e Mason sono tornati in vetta alle classifiche

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Con “The endless river” ai primi di novembre i Pink Floyd vent'anni dopo “The division bell”, hanno lanciato sul mercato un nuovo album . Un omaggio di David Gilmour e Nick Mason a Richard Wright, il tastierista scomparso nel 2008.
Un album strumentale, diviso in quattro parti, con un un unico brano cantato, il conclusivo “Louder than words”, che ha un testo scritto da Polly Samson, la signora Gilmour e che è già stato pubblicato come singolo. Diciotto brani in tutto, frammenti (qualcuno lungo poco più d’un minuto) ripescati dalle session di «The Division Bell» e organizzati come una suite. Il tutto adattato alla tecnologia contemporanea.

Parlare dei Pink Floyd vuol dire addentrarsi in una sorta di culto religioso. La storia insegna che sono davvero pochissime le band che possono reggere il confronto sul piano dell'importanza storica, del repertorio e del seguito di pubblico. Non può sfuggire però che Gilmour e Mason hanno impiegato 20 anni per tornare sul mercato e per farlo hanno rimesso mano alle session di “The division bell”, che certamente non è il capolavoro della band che sembra sempre più lontana dai momenti creativamente più fertili, quelli compresi tra la fondazione con Syd Barrett e il periodo della leadership di Roger Waters che si chiude nel 1983 con l'uscita di Waters e la conseguente feroce guerra legale. I Pink Floyd sono tornati a suonare insieme dal vivo nel luglio 2005 sul palco di Live8 ma ora come non mai l'idea di una reunion sembra lontana.
Il disco però nel giro di pochi giorni è andato in testa alla classifica degli album più venduti in Inghilterra - lasciando dietro band come i Foo Fighters e i Queen - e in molti altri Paesi, Italia compresa.

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