Il Tirreno

La SALA DELL’EVOLUZIONE DEGLI UCCELLI I dinosauri sono ancora tra noi

La SALA DELL’EVOLUZIONE DEGLI UCCELLI I dinosauri sono ancora tra noi

Il linguaggio e l’utensile
sono l’espressione della stessa proprietà dell’uomo.
André Leroi-Gourhan

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Pare quasi di poter partecipare alla vita quotidiana di una famiglia preistorica delicatamente evocata nell’illustrazione ambientata ai piedi del Monte Pisano, di fianco alla ricostruzione della Grotta del Leone di Agnano.

È possibile entrare, toccare e osservare gli strumenti dell’archeologo, alcuni reperti e la grande concrezione carbonatica a forma di leone a cui si deve il nome della grotta stessa. Tutto è magistralmente ricostruito per consentire l’immersione in uno dei luoghi più significativi per la preistoria del territorio pisano.

Nel 2015 sono riprese le ricerche archeologiche nella Grotta del Leone, dopo i primi scavi condotti dal 1947 al 1950 e dal 1970 al 1974.

La grotta è stata frequentata dall’uomo a partire dal Paleolitico superiore. Manufatti di selce e di diaspro, ornamenti e resti di animali cacciati e consumati dimostrano la presenza di gruppi di cacciatori. Manufatti di selce e di ossidiana, falcetti, vasi e cereali carbonizzati sono stati lasciati da comunità neolitiche di agricoltori che praticavano nella grotta riti propiziatori per la fertilità della terra. Un elegante pendente antropomorfo in steatite, altri ornamenti e armi dell’Età del Rame indicano che la grotta era usata in quel periodo per seppellire i defunti. Tra i defunti vi era una donna sottoposta a una vera e propria operazione chirurgica di trapanazione, a cui è sopravvissuta, come testimoniato dal ritrovamento del suo cranio con un grosso foro cicatrizzato.

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