Il Tirreno

La GALLERIA DEI MINERALI Uno scrigno di tesori toscani

La GALLERIA DEI MINERALI Uno scrigno di tesori toscani

Se vi ha paese che offra copia e varietà di minerali, egli è senza dubbio nella nostra Italia questa prediletta nella quale ogni sorta di fenomeno naturale sembra abbia fatto a gara per accrescerne le meraviglie
Antonio D'Achiardi

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Il nucleo principale della collezione mineralogica del Museo è costituito da reperti italiani e in particolare toscani; alla Toscana e ad Antonio D’Achiardi, grande studioso dei minerali toscani, è dunque dedicata oggi la nuova Galleria dei minerali, inaugurata nel marzo 2015.

Il percorso parte dalle origini del nostro Sistema Solare e dagli eventi che hanno portato alla formazione del nostro pianeta. A fornirci informazioni sono alcuni ‘messaggeri’ extraterrestri: le meteoriti. Risalta la meteorite di Bagnone (Massa Carrara), che, con i suoi 48 chili di ferro e nichel, è la seconda meteorite più grande tra quelle cadute in Italia. Molto suggestivi anche i blocchi di vetro del deserto libico, recentemente donati al Museo, probabili resti di un enorme impatto meteoritico.

Un pannello didattico di immediata e facile lettura introduce alla geologia della Toscana con campioni rappresentativi delle tre tipologie di rocce presenti sul nostro territorio: sedimentarie, metamorfiche e magmatiche. All’ampia varietà di rocce toscane è associata una ancor più vasta diversità di minerali.

Dall’Amiata, vulcano spento da oltre 200.000 anni, provengono cristalli di rosso cinabro e aggregati di lucenti cristalli di stibnite.

Dall’Isola d’Elba arrivano le policrome tormaline e i berilli incastonati nelle pegmatiti, i bellissimi cristalli neri e lucenti di ilvaite, uno dei simboli della mineralogia elbana nel mondo, e gli innumerevoli minerali delle storiche miniere del ferro: iridescenti goethiti, dorati cristalli di pirite dalle facce pentagonali e lucentissimi cristalli di ematite, considerati tra i più belli al mondo.

Seravezza, (Lucca), attiva per l’estrazione di piombo, di argento e di zinco, provengono imponenti druse di nera sfalerite e di iridescente calcopirite, prismi di quarzo, grandi cristalli cubo-ottaedrici di galena, la meneghinite e la boulangerite dai cristalli filiformi così sottili da sembrare capelli.

Apuana è anche la mirabile collezione di minerali del marmo: piccole gemme pregiate incastonate nell’abbagliante purezza di un marmo unico al mondo. Eccezionali esemplari di quarzo, fluorite, gesso, sfalerite e altri solfuri sono stati estratti dalle cave dei bacini di Carrara e Massa.

La lunga galleria termina con uno spazio dedicato alle donazioni di particolare pregio: rose del deserto, geodi brasiliani di ametista, grossi cristalli di fluorite e una celestina del Madagascar, oltre a una piccola collezione di pietre dure.

Conclude l’esposizione la collezione sistematica dei minerali, in cui fa mostra di sé anche un campione di amianto fibroso, con il suo cartellino storico.

All’interno di un piccolo laboratorio interattivo è possibile assistere a uno spettacolo che affascina grandi e piccoli: un clic dell’interruttore, il buio, un attimo di suspense e poi, da grigi e insignificanti sassi, la luce ultravioletta fa emergere variopinte tonalità fluorescenti.

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