Il Tirreno

La Galleria DEI CETACEI. La collezione più spettacolare d’Italia

La Galleria DEI CETACEI. La collezione più spettacolare d’Italia

Da bambino immaginai la città che aveva inghiottito una balena. Di notte sono sceso a correre
tra le sue costole fatte di colonne, strade strette coperte da archi di pietra.
Santiago Mutis Durán

3 MINUTI DI LETTURA





Molte acquisizioni e innovazioni hanno arricchito il Museo negli ultimi anni, ma forse niente può superare per bellezza e meraviglia l’incredibile collezione di scheletri di cetacei.

L’antico loggione della Certosa, un corridoio lungo oltre 100 metri protetto da ampie vetrate e immerso nel verde, ospita 30 dei circa 60 scheletri che compongono la collezione più completa d’Italia e una delle più importanti d’Europa. Raccolti in quasi tre secoli, si stenta a credere che siano tutti veri!

Rinnovata nel 2018, l’esposizione è stata completata con ricostruzioni a grandezza naturale, reperti fossili posti a confronto con  le specie attuali e altri reperti della collezione prima conservati nei magazzini. Oggi è l’unica galleria al mondo in cui sono esposti insieme gli scheletri completi dei tre animali più grandi del pianeta: la balenottera azzurra con i suoi 33 metri di lunghezza, la balenottera comune lunga fino a 27 metri e la balenottera boreale che può raggiungere i 20 metri.

La visita alla Galleria si svolge seguendo il fluttuare di modelli e scheletri in un mare immaginario e lasciandosi attirare da ogni punto di vista.

Un’imponente orca osserva con i suoi occhi  azzurri lo scheletro di un capodoglio. Si tratta di un esemplare femmina lungo circa 13 metri, mentre il maschio può raggiungere anche i 20 metri; ma ancora più grande doveva essere il suo parente peruviano la cui scoperta è valsa un articolo su Nature! È stato chiamato Livyatan melvillei in onore di Herman Melville, autore di “Moby Dick”, e  una  copia  del  suo  gigantesco  cranio è qui posta a confronto con il cranio del capodoglio.

Il narvalo pone fine al mito dell’unicorno, ma ne eredita il fascino e il mistero: i maschi di questa specie usano il lungo canino (già visto nella Camera delle Meraviglie) per sfidarsi tra i ghiacci artici, un ambiente estremo dove è necessario lottare per accedere ai territori migliori e per conquistare le femmine.

Altri denti che stupiscono sono le insolite zanne dei maschi di zifidi. Oggi incontrastati signori degli abissi, gli zifidi in passato frequentavano anche le acque superficiali, come rivela Messapicetus, fossile scoperto sia in Puglia sia in Perù in sedimenti di circa 9 milioni di anni fa.

Il gruppo di cetacei oggi più vasto e più diffuso è quello dei delfinidi, rappresentato da 37 specie viventi, molte delle quali si possono ammirare nella Galleria, tra cui l’orca, il delfino comune, il tursiope, il grampo, i lagenorinchi e la piccola orcella che frequenta anche le acque dolci.

I misticeti si annunciano con le loro gigantesche bocche vuote. Sono i cetacei attuali privi di denti ma dotati di spazzole di cheratina, chiamate fanoni, che dal palato scendono verso il basso e consentono loro di nutrirsi filtrando grandi masse d’acqua. I veri fanoni di una balena franca boreale rendono superfluo ogni tentativo d’immaginazione.

La grande pinna pettorale della megattera si offre per un confronto con le ossa del nostro braccio a conferma che i cetacei sono mammiferi come noi!

Pinocchio nella pancia della balenottera azzurra, l’animale più grande del mondo, ricorda che questo è un Museo pensato anche per i bambini.

In fondo alla Galleria è stato ricostruito lo studio di Sebastiano Richiardi, per rendere omaggio a colui che ha acquisito, tra il 1871 e il 1904, la maggior parte di questi scheletri. Il suo ritratto si anima per salutare e svelare alcuni segreti di questa incredibile e unica collezione.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web