Sicurezza
L’acquario del museo. La biodiversità delle acque dolci
"Davanti all’ acquario si può stare delle ore assorti in fantasticherie, come quando si contemplano le fiamme del caminetto o le rapide acque di un torrente. E si imparano molte cose durante questa contemplazione."
Konrad Lorenz
In Toscana sostituire il vino con l’acqua potrebbe essere considerata una blasfemia. È quello che ha fatto il Museo ricavando dalle fresche cantine della Certosa l’Acquario d’acqua dolce più grande d’Italia con oltre 100 specie che nuotano in 60.000 litri d’acqua. Inaugurato nel 2008 e ampliato nel 2016, l’Acquario ha costituito la grande novità del Museo portando a un significativo aumento del numero dei visitatori.
La prima sala ospita una grande vasca dove nuotano numerosi esemplari che appartengono a 3 specie diverse di ciclidi del genere Tropheus, interessanti perché sono il risultato di in fenomeno di speciazione esclusivo del lago Tanganica nella Rift Valley africana.
La seconda sala è dedicata all’evoluzione: 23 vasche in cui lo sguardo oscilla a destra e a sinistra come durante una partita di tennis.
Le piatte razze potamotrigonidi sono gli unici rappresentanti dei pesci cartilaginei, tutti gli altri sono pesci ossei.
Il dipnoo riposa sul fondo e ogni tanto sale a prendersi una boccata d’aria! Proprio così: il dipnoo è un pesce polmonato in grado di respirare fuori dall’acqua che appartiene a quel gruppo di pesci da cui hanno avuto origine gli anfibi. Questo fondamentale passaggio evolutivo è qui rappresentato dagli enigmatici axolotl, salamandre endemiche del Messico che non completano la metamorfosi e passano tutta la loro vita in acqua respirando con le branchie esterne.
Dipnoi, polipteri, lepisostei e arowana sono considerati “fossili viventi” in quanto hanno mantenuto le stesse caratteristiche dei loro parenti estinti da milioni di anni.
L’arowana osserva con il suo sguardo minaccioso; può superare il metro di lunghezza e, con la sua bocca rivolta verso l’alto, caccia a pelo d’acqua anche con balzi di quasi 2 metri arrivando a catturare perfino le scimmie.
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In un acquario d’acqua dolce non potevano mancare i simpatici pesci palla, i pacu (piranha erbivori), gli eleganti pesci angelo dalle lunghe pinne e tante specie di ciclidi; ma di certo sorprende trovare anche il pesce vampiro e i pesci fantasma. I pesci vampiro devono il loro nome alle lunghe zanne che sporgono dalla mandibola. Gli incredibili pesci fantasma sono completamente trasparenti in quanto privi sia di scaglie sia di pigmento.
Nell’Acquario non ci sono soltanto i pesci. Oltre agli anfibi axolotl, nuotano nelle vasche tre specie di rettili: la tartaruga del muschio, la testuggine dal guscio molle spinosa e la buffa tartaruga naso di porcello, soprannominata dai visitatori Piggy.
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In una piccola sala è possibile immergersi in un angolo di Giappone dove rilassarsi, cullati da una musica orientale, osservando le colorate carpe koi, famosa varietà ornamentale della carpa comune.
Nelle sale successive è rappresentata la biodiversità dei continenti.
Dall’Africa provengono i ciclidi dalla testa gibbosa, i bei pesci gioiello, i damba gessati endemici del Madagascar e quasi estinti in natura, i pesci gatto capovolti che hanno l’abitudine di nuotare sottosopra e il grosso pesce gatto giraffa.
Dall’Europa provengono la carpa, il cavedano, il barbo italico, la scardola, la rovella endemica dell’Italia centrale, il leucisco d’Albania e un vorace luccio.
Percorrendo la discesa che portava le botti in cantina si raggiungono le vasche dedicate alle acque interne asiatiche e americane.
Sono asiatici i pesci coltello pagliaccio, i gurami, i pangasi e i cosiddetti squali di Bala. Il loro nome inganna: questi pesci non appartengono al gruppo degli squali, semplicemente li ricordano per la forma triangolare della pinna dorsale; in realtà sono parenti dei comuni pesci rossi!
Mentre appartengono al continente americano gli arowana, le razze, i famosi oscar, i lucci alligatore, i pesci gatto dai caratteristici barbigli e i veri piranha!
In quasi tutte le vasche ci sono anche buffi pesci dalla bocca a ventosa: sono i pleco, preziosi aiutanti nella pulizia delle superfici in quanto si nutrono delle alghe incrostanti.
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