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Prato in controtendenza con l'andamento nazionale

Prato in controtendenza con l'andamento nazionale

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I dati del Centro studi Confindustria Toscana Nord tratteggiano una situazione del comparto filati del distretto pratese in controtendenza rispetto all’andamento  nazionale: se la produzione industriale dei filati italiani ha segnato -4,8% nel 2018 e -9,5% nel primo trimestre 2019, per i produttori di Prato i numeri sono rispettivamente +4,8% e +3,1%.

Positivo anche il commercio con l’estero: in linea con i dati congiunturali, il 2018 ha registrato un incremento del +4,9% e il primo trimestre 2019 del +3,2%. Principale mercato di destinazione dei filati l’Europa, che da sola copre il 70% del totale e che nel 2018 è cresciuta del +3%; ancora più marcato (+13%) l’incremento dell’export verso i mercati asiatici, con Cina e Corea del sud che crescono rispettivamente del +48% e +37%. Il settore dei produttori di filati del distretto pratese conta 77 aziende finali, con 1.300 addetti diretti e una filiera fortemente specializzata alle spalle. I filati per maglieria costituiscono metà della produzione pratese, un ulteriore 25% è rappresentato dai filati per tessitura ortogonale e jacquard, il 15% per arredamento e il rimanente per aguglieria, cucirini, ricamo. Quasi il 70% della produzione di filati è concentrata sulla stagione invernale. Il giro d’affari del settore è stimato intorno ai 565 milioni di euro di cui oltre il 48% riguarda le esportazioni.

 

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