Gioco
Fiorentina, vicino l’addio ai viola di Quarta. Ma ora arriva un altro argentino
El Chino è stanco di fare panchina e adesso c’è l’offerta del River Plate
FIRENZE. Ciao Chino o, come ha titolato ieri Olé in Argentina, “Chin Chino” con un abile gioco di parole che mette insieme il tintinnio dei bicchieri per celebrare le feste e appunto il soprannome di Lucas Martinez Quarta. Con un occhiello che spiega tutto: “River brinda”. Dove River sta per River Plate, perché quello è il punto d’arrivo del difensore centrale viola: il ritorno a casa, il passaggio ai “Milionarios” che sono pronti ad accoglierlo a braccia aperte e per questo hanno fatto un’offerta (buona, non ancora sufficiente) alla Fiorentina e ormai si tratta di incastrare i tasselli al posto giusto di un puzzle che tutti vogliono finito a breve.
Compreso un altro (puzzle) in un’alternativa che si chiama Napoli, perché Quarta piace a Conte e agli azzurri partenopei. La cessione, comunque, è auspicata dal calciatore, per nulla contento del poco impiego da parte di Palladino, pur senza una parola fuori posto, pur senza mai un comportamento sbagliato, perfettamente in linea con i suoi quattro anni specchiati, quasi cinque in maglia viola, tanto da sentirsi e definirsi “fiorentinI” dentro lui e la sua famiglia perfettamente integrati in città al momento del rinnovo fino al 2028 firmato appena sei mesi fa: quando il futuro gli sembrava di altro colore. E invece la nuova stagione gli ha portato più delusioni che soddisfazioni (personali), tante panchine in Serie A (dove non gioca titolare dal 31 ottobre) e presenze poco eclatanti in Conference League, anzi caratterizzate da prestazioni così così anche nel cambio di ruolo deciso dal tecnico campano (da centrale di difesa a centrocampista con scarsi risultati, perché un ruolo non s’inventa in una partita). Insomma, piano piano si è fatta strada la possibilità (e il desiderio) di cambiare aria e adesso ci siamo. Dopo 142 partite e 15 gol (4 quest’anno, così per gradire), la storia tra la Fiorentina e Martinez Quarta è ai titoli di cosa e adesso resta solo da capire se i novanta minuti di Guimaraes in Conference League (da capitano, ma negativi nel rendimento) saranno stati gli ultimi in maglia viola del 28enne difensore argentino. Dipende da una cosa, ovviamente economica: come e quando sarà ridotta la distanza tra l’offerta del River Plate (che non supera i cinque milioni al momento) e la richiesta del club di Commisso (che non scende sotto gli otto milioni). I Milionarios hanno bussato alla porta della Fiorentina il giorno di Natale e hanno portato in dote una proposta che non sarà rifiutata: a patto che quella proposta riceva un ritocco verso l’alto e non importa fino alla quota fissata dai viola. Basta qualcosa meno e ci sarà l’accordo per la felicità di tutte le parti, anche perché fuori uno dentro uno: via Quarta (che sia River come è più probabile o Napoli come potrebbe solo con un rilancio convinto di De Laurentiis), arriva Nicolas Valentini. Questione di giorni per il primo, questione di ore per il secondo, il cui rapporto con il Boca Juniors, storici rivali dei Milionarios, scade il 31 dicembre: da svincolato si legherà alla Fiorentina con un contratto di quattro anni e mezzo che scatterà dall’1 gennaio 2025. Ma Valentini è atteso a Firenze già in questo fine settimana. Fine settimana che riserva altri pensieri a Palladino e i suoi: pensieri in bianconero, per la precisione, con la trasferta di Torino in casa della Juventus e partita meno banale di questa per i tifosi viola non esiste. E allora tutta la concentrazione di De Gea e compagni va a quella, feste o non feste, anzi ormai passate conta solo rituffarsi in clima-campionato, dove la Fiorentina ha l’obiettivo di riscattare le due sconfitte di fila contro Bologna e Udinese: riuscirci battendo la formazione di Thiago Motta sarebbe il rilancio perfetto. E da oggi Palladino comincerà a delineare l’undici anti-Juventus.
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