La protesta
Emozione Bove, cori e applausi per il giocatore seduto in panchina
Mister Palladino: «Nello spogliatoio Edo ha fatto un discorso da brividi, spero possa tornare a giocare»
FIRENZE. Una bella emozione, bellissima. In primis, ovviamente e giustamente, per Edoardo Bove quando è sceso dal pullman viola davanti al Monumentale e i tifosi, lì per lì un po’ sorpresi, gli hanno dedicato un’autentica ovazione ricambiata con un sorriso e con un saluto con la mano alzata. Poi, sempre per il centrocampista romano, che era sì atteso al Franchi per seguire la squadra contro l’Udinese, ma in tribuna insieme ai dirigenti e non in panchina (quella supplementare per i componenti dello staff spostata verso la Curva Ferrovia che di suo gli ha riservato lo striscione “Forza Edo”), grazie alla deroga speciale che è stata concessa dalla Lega per l’occasione, dove invece si è poi andato a sedere fin dal riscaldamento di De Gea e gli altri, esattamente alle 17,52: e allora il tributo è stato del Franchi intero (a metà) che gli ha dedicato cori e applausi.
L’emozione
Una bella emozione, bellissima, anche solo ripensando al dramma che si è sfiorato sul terreno di gioco appena tre settimane fa al 16’ di Fiorentina-Inter: Bove che si accascia a terra davanti alla panchina, i gesti di disperazione di compagni e avversari, i soccorsi tempestivi e la rianimazione a salvargli la vita dopo l’attacco cardiaco, la corsa all’ospedale di Careggi, la notte di apprensione, la mattina dell’enorme sollievo per lo scampato pericolo con le ottime notizie in arrivo dalla terapia intensiva. Tre settimane fa (ventitré giorni per la precisione), eppure sembrano passati mesi per quante cose ci sono state dentro e se anche il futuro di Edoardo è da capire e da scrivere, rivederlo lì in mezzo tra i ragazzi di Palladino è stato un colpo di spugna ai brutti ricordi e ai cattivi pensieri. E al miele sono le parole di Raffaele Palladino per Bove.
Le parole
«Nello spogliatoio Edo ha fatto un discorso da brividi e ovviamente ce lo teniamo per noi. Edo ama il calcio e mi auguro che possa tornare a giocare. Tutti ce lo auguriamo». Poi, il tecnico viola è passato ad analizzare la sconfitta, la prima al Franchi della Fiorentina dal 30 marzo scorso quando perse 2-1 contro il Milan: una sconfitta che lo fa riflettere, ma non lo preoccupa.
«Sarei preoccupato se sapessi che la mia squadra non riesce a fare determinate cose. Invece le sa fare, solo che stavolta abbiamo gestito male tante situazioni: ad esempio, voglio più altruismo quando attacchiamo per sfruttare meglio l’ultimo passaggio. Ne ho già parlato alla squadra e da domani cominciamo subito a pensare alla Juventus contro cui cercheremo di fare bene per ottenere un risultato positivo. Come non siamo riusciti a conquistare contro l’Udinese e il rammarico è per le occasioni non sfruttate, sia nel primo tempo dopo i venti minuti iniziali fatti benissimo e sia nella ripresa, quando invece abbiamo cominciato male. Tra le cose che non hanno funzionato, ci metto anche la sofferenza dopo il nostro vantaggio perché siamo stati meno puliti nello sviluppo dell’azione e, ribadisco, le occasioni non concretizzate per riprendere l’avversario che era scappato via. Questa gara ci deve servire di lezione». Infine, sul mercato e sulla possibilità di vedere Gudmundsson e Beltran insieme per sopperire all’assenza di Bove. «Al mercato ci pensano i dirigenti con cui parlo continuamente, ma io non ci penso. Quanto ad Albert e Lucas insieme in campo, l’argentino è più duttile tatticamente e può giocare sia da trequartista che da esterno a sinistra, anche se a noi ora manca un giocatore in quel ruolo lì a sinistra».
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