Il Tirreno

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Serie A

Palladino ridisegna la Fiorentina. L’assenza di Bove si farà sentire

di Francesco Gensini
Il mister viola Palladino
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Il mister viola Palladino

I possibili sostituti del centrocampista sono Sottil, Mandragora e Richardson

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FIRENZE. Ultimo, ma proprio ultimo dei pensieri che contano in questa vicenda, Edoardo Bove era il segreto-non segreto dei risultati della Fiorentina, perché Palladino gli aveva cucito addosso un ruolo ad hoc per sfruttarne le caratteristiche che nessuno ha dentro alla squadra viola e per metterle a disposizione della squadra stessa. Da mediano a mediano-finta ala-intercettatore-primo attaccante l’aveva trasformato il tecnico campano e Bove - qualità dentro e fuori dal campo - aveva recepito il compito così bene e così al volo che la Fiorentina ha cominciato a vincere una partita dietro l’altra. E non è un caso che tutto sia cominciato nella partita contro la Lazio, la prima in cui il 22enne centrocampista si è preso il nuovo ruolo e la prima che ha cambiato il corso dei risultati in casa viola: da allora e con quella, De Gea e compagni hanno conquistato otto vittorie e un pareggio nelle nove gare giocate in campionato. Merito di tutti, merito un po’ di più di Edoardo Bove che, schierato sulla linea di passaggio tra Patric e Guendouzi, contro la Lazio, ha iniziato a fare la finta ala per intercettare il pallone nella costruzione avversaria e diventare attaccante nel ribaltamento dell’azione con punto d’arrivo la porta. Solo uno come Bove poteva fare quello che Palladino gli ha chiesto, e con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, per aver dato insieme equilibrio e incisività alla formazione viola, ma in attesa di conoscerne tempi e soprattutto modi del rientro in campo, adesso c’è bisogno di un vice-Bove: che non c’è e allora serve l’idea illuminante da parte dell’allenatore ex Genoa. Intanto, domani contro il Cagliari la Fiorentina e Palladino ripartono esattamente da dove hanno finito appena tre giorni fa, cioè da Sottil nel posto che era di Bove ma non nel ruolo, visto e considerato che il classe 1999 è un esterno vero e proprio e in quella posizione ci sta naturalmente. Ma non disegna la Fiorentina che è stata finora, fermo restando che un terzetto composto da Colpani, Beltran e lo stesso Sottil alle spalle di Kean non è semplice da sostenere strutturalmente per la squadra viola. Per non parlare di quando rientrerà Gudmundsson dall’inizio (difficile sia domani), ma questo è un altro discorso ancora. Qui, adesso e per l’immediato futuro, c’è da capire quale soluzione sceglierà Palladino oltre a quella appena ricordata che rimane in cima alla lista. Ma non basta e forse non è nemmeno quello che serve allo stesso Palladino, il cui primo traguardo in tal senso è di ritrovare l’assetto che la Fiorentina aveva con Bove in campo. E allora tutto porta a un altro mediano-finta ala-intercettatore-primo attaccante: ad esempio, Mandragora e Richardson. I due candidati, i due che potrebbero andare a fare quello che faceva l’ex Roma, chiaramente sempre a modo loro e con altri contributi, e l’italiano - che è più eclettico - parte più avanti al marocchino che di suo ha più qualità. Con un vantaggio, questo da sfruttare da Palladino: entrambi sono mancini e la gestione di quella porzione di campo verrebbe naturale per movimenti. E poi? Poi, un’ipotesi è l’avanzamento ad ala di Robin Gosens, più o meno quello che era e faceva fino alla Lazio in questione, quando il cambio di modulo l’ha arretrato a terzino e il tedesco da bravo e diligente soldato ha accettato, ma è noto che lui preferisca avere campo da correre da metà in avanti e non tutto: in questo caso, Biraghi si riprenderebbe posto e fascia (in tutti i sensi). Oppure, versione che stuzzica la fantasia dei tifosi in primis, rimarrebbe sì il terzetto di attaccanti quasi puri alle spalle di Kean ma composto da Colpani, Beltran e Gudmundsson, con l’islandese che si sposterebbe sul centro-sinistra lì dove stava Bove: una Fiorentina a super trazione anteriore. Oppure, infine, il cambio di modulo: via un esterno di ruolo (Colpani), Gud e Beltran dietro Kean, e centrocampo a tre con Cataldi regista tra Adli e Richardson (o Mandragora). Palladino avrà modo di scegliere.
 

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