Gioco
Verso Roma col dubbio Kean: cambia tutto rispetto a San Gallo
Il mister punterà sugli uomini che hanno prodotto cambio di marcia e salto di qualità. L’ex Juve ce la metterà tutta per essere con De Gea, Dodô, Gosens, Cataldi e Colpani
FIRENZE. Dieci punti conquistati nelle ultime quattro partite con ben dieci gol segnati e soltanto due subìti: siccome la Serie A finora ha mandato otto giornate in archivio e la Fiorentina di punti in classifica ne ha tredici, si capisce bene come il salto di qualità sia coinciso con il mese di campionato che va dalla Lazio del 22 settembre al Lecce del 20 ottobre, confini di un cambio di passo che ha reso la Fiorentina protagonista e a quella ovviamente conta di rifarsi Vincenzo Palladino dopo la parentesi di Conference League nella trasferta di ieri sera a San Gallo. E a proposito di cose che collimano, non è un caso che la striscia positiva con vittime eccellenti proprio la Lazio e poi subito dopo il Milan sempre al Franchi, abbia avuto origine nel cambio di sistema di gioco deciso dal tecnico campano durante l’intervallo della partita con i biancocelesti di Baroni: negli spogliatoi è rimasto il 3-4-2-1 e dalle scalette del sottopassaggio è sbucata una squadra vestita con il 4-2-3-1 che da lì in avanti ha fatto le sue fortune. Mettete tutto insieme, mescolate senza agitare come direbbe il più famoso degli agenti segreti, e avrete pronta la squadra che domenica proverà ad allungare striscia, periodo e classifica (in alto) ai danni della Roma: altro avversario non banale, altro esame significativo per la Fiorentina. Che si misurerà con entrambi con una formazione largamente differente rispetto a quella che ha giocato ieri in Svizzera, sempre nel solco di un’idea che Palladino sta portando avanti nel periodo ricordato. Prova ne sia che dall’Empoli al Milan ha cambiato l’undici di partenza in un solo elemento, mentre dal Milan prima della sosta al Lecce per la ripresa l’ha riproposto pari pari senza alcuna variazione: chiaro segnale di aver puntato sugli uomini che hanno prodotto cambio di marcia e salto di qualità e su quelli insisterà ovviamente tra due giorni nella sfida ai giallorossi. Uno più o uno meno, ovvio: comunque sia non sposta la questione e com’è noto uguale a quella di Via del Mare già ora è sicuro che non potrà essere, perché Gudmundsson è fuori causa per la lesione tra primo e secondo grado al bicipite femorale destro che si è prodotto dopo pochi minuti a Lecce e la sua assenza, domenica e almeno fino allo stop dopo il turno del 10 novembre, è purtroppo stata certificata dagli esami e dai medici. E poi che c’è il dubbio-Kean che tiene il “progetto” in sospeso: il centravanti classe 2000 si è fatto male a sua volta durante la gara con i salentini, ma a differenza del compagno islandese non in maniera tale da tenerlo fuori dai giochi. Non a lungo almeno, ma una distorsione alla caviglia rimane sempre una distorsione e andrà valutata fino all’ultimo minuto possibile. Di sicuro Kean ha una voglia matta di esserci, così coinvolto nelle vicende viola da non aver saltato nemmeno la trasferta di Conference League, pur essendo ufficialmente indisponibile e sapendo quindi di andare a San Gallo solo per non perdere un allenamento, oltre che per stare vicino alla squadra: ma questo la dice lunga sulla sua determinazione di recuperare in tempo per la Roma. Ci sono ancora tre giorni per decidere: oggi (il gruppo è rimasto a dormire in Svizzera e volerà a Firenze stamani dopo la colazione per poi allenarsi al Viola Park nel pomeriggio), domani e l’intera domenica, essendo la partita con i giallorossi in programma alle 20,45: e Kean li impiegherà tutti per convincere Palladino a schierarlo. Accanto a De Gea, a Dodô, a Gosens, a Cataldi, a Colpani, insomma a tutti quelli che hanno trasformato la Fiorentina e non vogliono fermarsi ora che il meglio (e il bello) è appena cominciato.
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