David de Gea, ovvero un campione senza età per la Fiorentina
Oggi la sentenza in Islanda su Gudmundsson
FIRENZE. La porta per l’Europa. Quella di David de Gea che della porta viola è stato baluardo insuperabile parando due rigori domenica scorsa nella stessa partita (il primo di Theo Hernandez, il secondo di Abraham), come in Italia non accadeva dal lontano 2016, e mettendo la propria firma in bella vista sulla vittoria della Fiorentina contro il Milan.
E con il portiere spagnolo tra i pali, la porta viola può diventare la porta per l’Europa. Europa che, tra l’altro, è praticamente il giardino di casa di de Gea, uno per chi se ne fosse dimenticato in sede di “giudizio” al suo arrivo a Firenze solo perché veniva da un anno di inattività voluto e ponderato, ha messo 545 presenze (sì, nessun errore, 545) con la maglia del Manchester United e 84 con quella dell’Atletico Madrid a disposizione della squadra di Palladino, e di questo monte immenso ben 98 appartengono alle competizioni internazionali disputate con le due formazioni sopra ricordate tra Champions League (55), Europa League (41) e Supercoppa Europea (2), tant’è vero che poi ha fatto 100 con la Fiorentina nelle due gare di playoff di Conference League ad agosto contro l’Akademia Puskas. Ah, vincendo due Europa League (una a Madrid e una a Manchester) e la Supercoppa (con l’Atletico), due Europei Under 21 con la Spagna che banali non sono per mille motivi, e senza certo sottovalutare nel conto le ben 415 partite disputate in Premier League e le 45 con la Nazionale delle Furie Rosse. Tutta qualità, tutta esperienza, tutta attitudine a frequentare i palcoscenici che uguali agli altri non sono, che de Gea da agosto sta dando a beneficio del club di Commisso per continuare a fare la differenza come ha sempre fatto: non che Terracciano non andasse bene, ma nel calcio come in tutte le cose della vita ci sono le categorie e dentro ognuna di essa ci sta chi merita di starci.
Così l’ex numero uno del Manchester United (si morderanno le mani nella casa dei Red Devils per non aver prolungato l’anno scorso il contratto in scadenza a de Gea dopo dodici anni per spendere 55 milioni su Onana e puntare sull’ex Inter? A occhio e croce è molto probabile) e dell’Atletico Madrid dopo aver lasciato la porta allo stesso Terracciano nelle prime tre partite di campionato e aver fatto le prove in Conference League, dove ovviamente non a caso è stato decisivo parando uno dei rigori della serie nella partita di ritorno contro la succitata Akademia e permettendo alla Fiorentina di superare i playoff, si è poi preso la porta contro l’Atalanta e subito dopo è cominciata un’altra storia che già sta facendo innamorare Firenze e i tifosi viola: tant'è vero che si sprecano già i paragoni con i grandi del passato in viola.
Ma qui conta il presente, qui contano le prodezze di de Gea contro il Milan che gli hanno dato una sfilza di 9 in pagelle dai media e conta più di ogni altra cosa la certezza che la squadra di Palladino ha trovato un punto di riferimento così solido e così affidabile da poter costruirci intorno e sopra le ambizioni di questa stagione. Perché il portiere iberico è di un livello assoluto e a 34 anni (da compiere tra un mese) può diventare punto di riferimento non solo per il presente, ma anche per il futuro: l’accordo tra le parti è per un contratto di un anno a 1,2 milioni e con l’opzione unilaterale a favore della Fiorentina di esercitare il prolungamento di un altro anno adeguando l’ingaggio poco oltre i due milioni. Come se la Fiorentina l’avesse già fatto.
Infine Albert Gudmundsson, a proposito di nuovi stranieri e recenti arrivi che stanno dando una mano alla Fiorentina di Palladino di provare a diventare grande sul campo, ma qui si parla di altre vicende che non riguardano il calcio: oggi conosceremo la sentenza del processo in cui l’attaccante è coinvolto a Reykjavik con l’accusa di “cattiva condotta sessuale”, dopo la denuncia presentata da una donna sua connazionale per presunti fatti accaduti in un locale della capitale islandese nell’estate 2023.
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