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Fiorentina, ecco Gudmundsson: «Non vedo l’ora di giocare»

di Francesco Gensini

	Un allenamento della Fiorentina al Viola Park  
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Un allenamento della Fiorentina al Viola Park  

Per lui il club viola ha investito complessivamente 28,5 milioni di euro: «Sono orgoglioso di essere l’acquisto più costoso, darò tutto me stesso»

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FIRENZE. La Fiorentina e Albert Gudmundsson si sono sfiorati a gennaio, ma ad agosto si sono ritrovati e stavolta presi. Meglio: abbracciati. Per la soddisfazione del club viola, che non ha esitato a investire potenzialmente la cifra più onerosa su un calciatore nella storia di questa società (28,5 milioni tra prestito oneroso, obbligo di riscatto a determinate condizioni e bonus sparsi fino a 3, 5), e per la soddisfazione dell’islandese che voleva davvero Firenze e non da turista.

«È stato un percorso lungo – ha detto Gudmundsson in conferenza stampa – con la Fiorentina che si era già interessata a gennaio, ma io allora sinceramente non consideravo concluso il mio compito con i rossoblù. Ma quando il mio procuratore mi ha fatto sapere che la Fiorentina era tornata alla carica, stavolta ho avuto subito una gran voglia di venire in un club ambizioso. Anche se non ho mai avuto davvero timore che potesse sfumare tutto, le ultime settimane di mercato sono sempre particolari e c’è voluto un po’: alla fine tutto si è risolto per il meglio. Essere l’acquisto più costoso? Intanto, è un onore per me, ma gratis o per tanti soldi il mio impegno sarà sempre al 100 per cento per club, staff, tifoseria: per me significa molto essere qui». E prima di staccare definitivamente la spina da Genova per attaccarsi a Firenze, Gudmundsson ha modo di replicare alle parole di Andres Blazquez, amministratore delegato del Genoa, pronunciate in un’intervista al Secolo XIX («Abbiamo provato a tenerlo, offrendogli circa un milione netto in più all’anno, ma lui veniva ogni giorno in sede a protestare e Gilardino non voleva un giocatore che non aveva voglia di restare») e anche di ringraziare proprio il tecnico del Grifone ed ex centravanti viola. «Le frasi di Blazquez mi hanno un po’ scioccato. Io ho un buon rapporto con lui, anche a livello personale e mi ha aiutato molto in due anni e mezzo, e non voglio commentare le sue parole. Lui dice che mi avevano offerto un milione in più all’anno, cosa ben distante dalla verità: la gente può non credere a ciò che legge. Quanto a Gilardino, mi ha aiutato tantissimo a migliorarmi davanti alla porta e gli sarò sempre riconoscente».

Punto e a capo. Ora conta solo la Fiorentina che presto avrà altri rinforzi: Sagnan, Sutalo, Senesi, Arthur, Bove, Berardi, sono tutti nomi buoni e da seguire per questi dieci giorni finali di mercato. «Ho avuto ovviamente modo di parlare del mio ruolo con Palladino, tecnico giovane, ambizioso e dalle idee brillanti come ha già dimostrato a Monza: io posso giocare sulla fascia, da trequartista, attaccante, insomma in uno dei tre posti là davanti e anche a centrocampo all’occorrenza, ma non importa dove: l’importante è dare una mano alla squadra. I gol sono molto importanti e sono fiero dei cento gol realizzati tra i professionisti, così come spero di segnarne tanti altri, ma non voglio fissare un obiettivo e preferisco pensare a partita dopo partita. Mentalmente sono pronto, mentre fisicamente so di dover fare qualche altro passo in avanti: spero di essere pronto prima della sosta. Non vedo l’ora di giocare al Franchi davanti ai tifosi viola». Non farà entrare nulla che possa ostacolarlo, compreso il processo per violenza sessuale che lo attende in Islanda il prossimo mese. «Lo so da un anno che ci sarà e non avrà impatto su di me. Sono concentrato sulle due cose più importanti della mia vita: la famiglia e il calcio. Per il resto sono fiducioso nella giustizia».

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