Gioco
Fiorentina, è il giorno di Gudmundsson: cosa manca per sbloccare l'affare e il capitolo Amrabat
Sull’islandese per dare forza alle speranze c’è un modo solo: stringere i tempi. Incontro con Pastorello per il rinnovo di Terracciano che rimane nonostante De Gea
FIRENZE. Si apre la prima settimana della nuova stagione che conta per davvero in casa viola: perché c’è il mercato che tiene banco subito all’inizio con le sue novità di rilievo e perché c’è il debutto in campionato come punto (quasi) finale, a sua volta appuntamento non solo iconico del cammino lungo trentotto giornate.
Si parte
Insomma, da lunedì 12 agosto si entra nel vivo e quale modo migliore per farlo se non accogliendo Amir Richardson, nuovo e ultimo acquisto in ordine temporale della Fiorentina? Il centrocampista marocchino, fresco vincitore della medaglia di bronzo ai Giochi di Parigi, è arrivato attorno alle 9 di lunedì 12 agosto a Peretola dopo aver fatto scalo proprio nella capitale francese, poi il passaggio all’Istituto Fanfani in piazza Indipendenza per le visite mediche di rito e da lì al Viola Park, sede per tutto il resto della procedura (a iniziare dai test atletici e proseguendo con nuove visite per l’idoneità) fino alla firma sul contratto: che per lui significherà un milione a stagione per cinque anni e per il Reims – club di provenienza – un ritorno economico da dieci milioni di euro. Rinforzo atteso da Palladino per dare quantità e qualità al centrocampo, rinforzo che si metterà subito a disposizione del tecnico campano per accelerare quanto possibile l’inserimento in gruppo.
In mediana
Il centrocampo stesso ha bisogno di un altro innesto, e in questo contesto si inserisce il discorso che riguarda Amrabat, con lo stesso Palladino impegnato a “convincere” l’ex Verona a rimanere a Firenze con la sponda della società e così l’innesto sarebbe trovato in casa senza dover spendere e spandere. Poi le attenzioni sul mercato tornano a spostarsi a bomba su Albert Gudmundsson e anche in questo caso con l’obiettivo dichiarato di mettere a segno un altro colpo. Anzi, fosse per la Fiorentina (e per il calciatore che ha detto sì a Firenze) l’islandese sarebbe al Viola Park già da quasi una settimana, e forse anche per il Genoa dopo l’accordo di massima trovato sulla contropartita economica (sette milioni di prestito oneroso e diciotto di riscatto obbligato a determinate condizioni) , se non fosse che mercoledì 7 agosto com’è noto i rossoblù ne hanno bloccato la partenza: blitz dell’Atalanta in Liguria per portarsi via Retegui e affare stoppato. O, meglio, rimandato. Perché non ci sono motivi per credere che possa saltare definitivamente, anche se com’è giusto che sia Gudmundsson ha ripreso ad allenarsi con la squadra di Gilardino, ma per dare forza alle speranze (fondate) c’è un modo solo: stringere i tempi una volta per tutte e centrare il bersaglio che la Fiorentina mira ormai da gennaio scorso. Gli uomini di Commisso lo faranno contando sull’aiuto del Marsiglia: sì, perché il Genoa a sua volta ha messo nel mirino Amine Harit, Nazionale marocchino classe 1997, individuando nel centrocampista-attaccante dei francesi il sostituto naturale di “Gud”. Se il tentativo va a buon fine, lo scenario diventa in automatico uno per far felici il club viola, i tifosi viola e Palladino: Harit prende la strada per Genova e Gudmundsson quella per Firenze.
La svolta
Di sicuro lunedì 12 agosto è un giorno fondamentale per capirne di più e così si torna all’assioma di partenza. È iniziata una settimana particolare dentro la Fiorentina, per il mercato certo che potrebbe portare non una ma due novità (e tra domani e mercoledì è previsto anche l’incontro con Pastorello per il rinnovo di contratto di Terracciano che ha deciso di rimanere nonostante l’ingaggio di de Gea), ma anche per il calcio giocato: la trasferta di sabato a Parma darà il via al campionato di Biraghi e compagni. E sebbene quella sarà soltanto la prima di trentotto tappe per arrivare allo striscione d’arrivo, è chiaro che un buon avvio darebbe subito entusiasmo e carica a tutto l’ambiente. Mica ci sono stati fatti proverbi così a caso.
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