Attenzione
Kean: «Alla Viola per vincere»
La Fiorentina presenta l’attaccante, che non lascia dubbi sulle sue intenzioni future «Sono venuto qui per giocare a calcio e per ottenere successi, voglio migliorarmi»
FIRENZE. Non un chiacchierone, Moise Kean, ma va bene così. Anzi, benissimo. È l’attaccante che porta in dote gol e assist, ciò che gli viene richiesto e ciò che soprattutto vuole fare, non l’oratore, così la presentazione ufficiale scorre veloce sul filo di risposte sintetiche ma mai banali a domande che cercano di scavare dentro l’attaccante Kean e il giovane uomo Moise, fusi insieme alla ricerca di un rivalutazione personale a Firenze.
E alla fine vengono fuori l’uno e l’altro per delineare un quadro abbastanza preciso: le intenzioni della punta classe 2000 (il primo di quell’anno ad aver debuttato in Serie A e in Champions League, «ma i record ormai appartengono a otto anni fa e io invece li ricerco ogni giorno ancora», giusto per farsi subito capire) vanno di pari passo a quelle della Fiorentina. «Ho segnato più gol da prima punta, ma li ho fatti anche da esterno: Il mio compito – ha dichiarato Kean – sarà quello di fare gol, ma anche di dare un grande contributo alla Fiorentina che ha grandi ambizioni. E come ruolo non ho preferenze là davanti: è vero che ho segnato di più giocando da prima punta, ma di rete ne ho fatte anche da esterno. Al centro, a destra o a sinistra, non importa: importa, viceversa, dimostrare il mio valore. Lo devo per primo a me stesso, alla squadra e al club che ha creduto in me. E il peso delle aspettative non è un… Peso, anche perché altrimenti è facile fare scelte sbagliate. Io mi ritengo molto forte mentalmente e so scegliere i momenti giusti per far bene, ma non per questo dimentico i momenti brutti: anzi, li ricordo bene, perché ognuno di essi è un insegnamento». Tanti i motivi che l’hanno portato a Firenze: uno si chiama Raffaele Palladino. «Ho parlato con il nostro allenatore e devo dire che il suo modo di giocare mi ha convinto tantissimo: quello che volevo era una squadra offensiva che giocasse molto per gli attaccanti, appoggiandosi agli attaccanti». Kean è pronto. «In ogni stagione voglio migliorarmi, a maggior ragione stavolta ripensando a quella appena passata che non è andata bene e tra le cause ci metto anche i tanti infortuni. Un mio obiettivo personale? Il numero di gol che vorrei non lo dico, ma posso dire che sono tanto ambizioso. E con Dodô ho fatto una scommessa: se riesce a farmi otto assist (che significherebbero intanto otto gol, ndr) gli pago una vacanza». Una curiosità: «Il numero di maglia? È una cosa piuttosto delicata, non l’ho ancora scelto e lo farò quando saremo al completo decidendo insieme a tutti gli altri». Poi proprio Dodò e l’ultima frase significano una cosa che è stata chiara subito: Kean mette il gruppo in cima a tutto. Cosa non secondaria. «Questo è un gruppo di qualità e di valore, pochi giorni mi sono bastati per capirlo sebbene manchino i calciatori che sono stati o sono ancora impegnati con le rispettive Nazionali: amicizia e spogliatoio sono componenti fondamentali. Abbiamo una buona squadra e possiamo fare cose interessanti: tra l’altro, quando ci ho giocato contro, la Fiorentina mi ha sempre fatto un’impressione favorevole mettendoci in difficoltà».
E allora la sfida per così dire è lanciata. Sempre con i toni e modi che appartengono a Moise Kean in questa presentazione, cioè senza spavalderia né tanto meno presunzione. Sana consapevolezza: «La Fiorentina ha avuto solo grandissimi attaccanti, ma non sento la responsabilità se non per la parte che mi spetta. Io sono venuto qua per giocare a calcio e per vincere».
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